L’erede di Rambo è un reduce dall’Irak ingiustamente accusato di un attentato

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La Wb è nota come la major frondista? Ebbene ora lo è anche la Paramount, quella dei film patriottici sull'agente Jack Ryan! Lo scontro fra Hollywood «ufficiale» e Washington neocon è dunque all'apice. Mescolando i risvolti di vari assassinii di politici con gli esiti del Vietnam iracheno, Antoine Fuquà firma infatti Shooter («Tiratore»). Nella forma è un polpettone; nella sostanza è una requisitoria contro l'apparato politico-militar-poliziesco, di cui è vittima il reduce dall'Irak - il nuovo Rambo che vive i suoi tre giorni del Condor - Mark Wahlberg, accusato di un attentato che cercava d'impedire: la sua non è una lotta contro i corrotti di un sistema sano; è una lotta contro un sistema malsano dove i rari onesti insorgono. Le scene d'azione sono corrette, ma viste in vari altri film. I dialoghi però sono simpatici e corrosivi, come in un noir d'epoca.
SHOOTER di Antoine Fuquà (Usa, 2006), con Mark Wahlberg, Michael Pena. 124 minuti

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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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