Roma - Luciano Emmer morto stamattina al
policlinico Gemelli di Roma era nato a Milano il 19 gennaio 1918
ed era conosciuto, tra l’altro per essere il padre di Carosello.
Dopo alcuni documentari arriva il primo lungometraggio "Domenica
d’agosto". E poi ancora "Parigi è sempre Parigi", "Le ragazze
di Piazza di Spagna" e "Terza liceo", tutti nell’ambito del
neorealismo. Dopo "La ragazza in vetrina" nel 1960 (uno dei film
oggetto di una retrospettiva a lui dedicata al Festival di
Venezia), lascia il grande schermo per trent’anni, prima di
tornarci nel 1990 con "Basta! Ci faccio un film", cui seguono "Una lunga lunga lunga notte d’amore" (2001) e "L’acqua... il
fuoco" (2003).
Ma il lavoro più conosciuto di Emmer è quello
pubblicitaria: la sigla del primo Carosello, quella con i
siparietti che si aprivano uno dopo l’altro è opera sua. Tra
gli spot da lui firmati: quello di Walter Chiari ("Solo io mi
chiamo Yoga"); quello di Carlo Dapporto (Durban’s) fino a quello
di Dario Fo ("Supercortemaggiore, la potente benzina italiana").
Ultimo suo lavoro, "Masolino" del 2008: un cortometraggio
d’arte.