Pino «Papy» Campagna canta i suoi sketch

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Dal Papy alla sfiga, dalla Puglia alla patata. Ce n'è per tutti i gusti nel nuovo disco del cabarettista di Zelig Pino Campagna, presentato ieri alla Mondadori di Milano. Nove titoli, fra cui i tormentoni Hip hop del Papy e Il ballo dello scemo, ma anche chicche come In estate (una freschissima cover di In the summertime) per un vero e proprio ritorno alle origini. «Da sempre suono e canto, di fatto nasco come musicista, anche se con un'immancabile vena comica. Già trent'anni fa inscenavo nei locali parodie dei grandi del pop-rock, come Bob Dylan, Elton John o i Pink Floyd, e ho sempre considerato la musica un veicolo di satira, per immortalare una società che cambia e che deve ritrovare il coraggio di ridersi un po' addosso». Il progetto, a cui Campagna ha lavorato negli ultimi due anni fra un impegno televisivo e l'altro, è un viaggio fra i generi musicali oggi più in voga, spesso e volentieri smascherati nei loro aspetti più ridicoli, spiazzanti e demenziali. «Ho cercato di seguire un percorso fra sonorità diverse, senza perdere la vena comica e la voglia di far pensare. E così Il Ballo dello scemo vuole essere la caricatura di una certa dance che ci rimbambisce e ci impedisce di comunicare, The big Pino è un omaggio sui generis al rap, l'Hip hop del Papy è un tributo hip hop a Papy Ultras, il personaggio che mi ha consacrato a Zelig, La raga riecheggia ritmi latini e il pop è presente in Di sfiga ne ho due giga, pezzo che apre la raccolta». Segni particolari: fra una canzone e l'altra trovano spazio brani di sketch e divertenti monologhi. La musica, del resto, ha sempre accompagnato la carriera di Campagna, autore fra l'altro dell'inno del Foggia, che negli anni di Tangentopoli non esitò a scendere in campo con Di Pietro let's go e a farci sorridere (e riflettere) mettendo in musica uno speciale Curs de Lumbard per terun. E sulle note di Welcome to Puglia, altro pezzo forte del nuovo album, il pensiero corre alle recenti, ennesime polemiche nord-sud seguite alle parole di Tremonti sulla cialtroneria di certi governatori. Che ne pensa Campagna? «Io, milanese d'adozione, sogno un tram che colleghi piazza Duomo a via Caracciolo. In Italia abbiamo gli stessi cromosomi e culture diverse: è la nostra ricchezza, anche se molti faticano a capirlo». Speriamo che la musica riesca a metterci d'accordo, e non solo per il tempo di un album.

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Alessandro Sallusti
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