Adesso Balotelli è davvero un caso. Hanno vinto gli ultrà

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Gli ultrà juventini hanno colpito nel segno. Ce l'hanno fatta. Volevano riscatenare un caso Balotelli? Ci sono riusciti. Ora interverranno Uefa, polizia di Stato, Blanc e la Juve, gli immancabili politici. Domenica gli ultrà erano stati troppo soft. Quel coro, «Se saltelli muore Balotelli», aveva permesso tanti distinguo, qualche mistificazione, la possibilità di dire (anche alla dirigenza juventina): quello non è un coro razzista. Perfino il giudice sportivo non li aveva soddisfatti: solo un'ammenda al campo, anzich´ una bella squalifica. Allora, a Bordeaux, sono stati più espliciti ed hanno urlato: «Un nero non può essere italiano». E pareva di veder comparire il fumetto: «Avete capito o no?». E così tutti si sono dovuti arrendere: Balotelli è un simbolo da tiro a segno, a cui far male, che si tratti di colpire lui per colpire l'insopportabile Inter, o di ricordare che è un negro e che il nostro è un paese solo idealmente antirazzista. Non importa che i nostri campi di calcio siano pieni di giocatori di colore, che i colorati italiani abbiano portato la bandiera nostra a tanti trionfi, da Fiona May al pugile Sumbu Kalambay, dalla quattrocentista Libania Grenot ad Andrew Howe, dalla pallavolista Tai Aguero a Carlton Myers.
Sì, certo, i comportamenti di Balotelli aiutano a pensarla diversa. E Lippi guida la carica dei nobili pensatori: «È solo una corrente di antipatia verso un giocatore di grandi qualità, ovviamente da condannare». Ma l'altra faccia della luna si è di colpo risvegliata. Ed allora la polizia di Stato ha fatto sapere di poter individuare i responsabili dei cori di Torino, grazie alle telecamere dell'Olimpico e alla conoscenza diretta dei frequentatori della curva. L'Uefa attende un rapporto da Iturralde Gonzalez, l'arbitro di Bordeaux, e dal suo delegato. Poi la commissione disciplinare deciderà se aprire un'inchiesta o meno. Ma l'Uefa ha ricordato che il regolamento offre all'arbitro la possibilità di sospendere, anche definitivamente, la partita, in caso di cori razzisti.
Si è di colpo svegliata perfino la Juve. Sissoko, giocatore di colore, è stato rigoroso e più credibile di altri: «È ora di intervenire, tocca soprattutto alle istituzioni. Sono contro ogni forma di razzismo nello sport e nella vita». E «ogni forma» significa ogni forma di insulto che tocchi mamme, papà, origini, nord e sud Italia, al di là della pelle. Visto che la faccenda sta diventando seria, è intervenuto anche Jean Claude Blanc, presidente juventino. Poteva già provarci dopo i cori di Juve-Udinese. Meglio tardi che mai. Ieri Blanc ha riconfermato lo sdegno. «Abbiamo sempre censurato cori e atteggiamenti razzisti. Cerchiamo di trasmettere ai nostri giovani la cultura del fair play, vogliamo che il nostro stadio sia un luogo dove tutti si sentano a casa e dove i bambini possano vivere un'esperienza di sport». Ora sarebbe bene che alle parole seguissero i fatti: il 5 dicembre c'è Juve-Inter. E i messaggi allo stadio servono solo a lavare la coscienza.
E che il caso Balotelli stia prendendo brutti connotati è dimostrato dai tanti interventi politici. L'opposizione è schierata in blocco: chieste sanzioni dure. «Le multe non bastano più». Il Pdci ha inviato una lettera aperta al ministro Meloni. «La situazione è da allarme sociale». Antonio Cabrini, l'ex terzino azzurro ora responsabile sport Idv, chiede un inasprimento delle pene per chi istiga al razzismo e alla violenza negli stadi. Cose già dette e lette migliaia di volte. Ultimo a parlare Abete, presidente federale allineato e coperto. «Sono in corso approfondimenti della Procura federale. Serve una scelta di campo forte. In Italia abbiamo anticipato l'Uefa con le norme sullo stop alle partite in caso di cori e striscioni razzisti». Bene, e se cominciassimo a far applicare la legge?

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COMMENTI

#3 Mizio66 (700) - lettore
il 27.11.09 alle ore 16:36 scrive:
Caro alessandro che di grande hai solo la prima lettera della parola dei tuoi post... sei un incompetente se non un idiota. Te la sei cercata, no ?, secondo il tuo principio. Chi scrive cosi' non puo' essere altro che questo... fai venire il mal di testa e gli occhi storti (tralasciando gli errori fatti scrivendo...). Have a life...
#2 aitanhouse (504) - lettore
il 27.11.09 alle ore 14:51 scrive:
Gli insulti, gli sfottò, i fischi (anche quelli sgraditi al grande ct) vanno tutti bene, ma "un nero non può essere italiano" è una vergognosa e sporca espressione del più bieco razzismo. Vorremmo ricordare a questa manica di cretini la possibilità che in molti di loro possa scorrere sangue"nero", dal momento che l'occupazione americana postbellica ha lasciato migliaia di eredi che sono stati e sono cittadini italiani: la famosa" Tammurriata nera" descrive un evento storico reale. La cosa che più disgusta in questo frangente è il sonno letargico in cui sono caduti gli organi federali e la lega , che fanno dichiarazioni e solo dichiaraziani , ma non azzardano provvedimenti drastici contro una società prediletta; se si fosse trattato del napoli o del catania o di qualche altra meno prediletta sanzioni ,squalifiche, minacce di radiazioni .Il solito :due pesi e due misure!
#1 ALESSANDROILGRANDE (3) - lettore
il 27.11.09 alle ore 12:52 scrive:
Io Cerdo Che Balotelli Se Le Va' A Cercare.ma Si E' Mai Visto Un Guocatore Che Sfida Gli Ultras?ma Di Finiamola.balotelli, Impari A Giokare Con Umilta' E Senza Sfidare Gli Ultras, E Popi Vedrete Che Finisce Tutto.cmq1, La Sua Stgrfotezza Non Lo Mai Visto In Nessun Giocatore Italiano E Non,quindi Se La Cerca Lui.
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