Poi sono arrivate, a complicare il panorama, le scelte sbagliate di Allegri. Che ha cominciato con un tridente poco sperimentato e avvitato su Robinho che dall'inizio della stagione è un fardello sulle spalle della squadra più che una risorsa. Ancora più discutibili i cambi effettuati in corsa per tentare di raddrizzare il tiro: è uscito El Shaarawy invece che Robinho, passato a fare la punta, senza alcun beneficio; è uscito Ambrosini invece che Van Bommel per far posto al più dinamico Emanuelson con la conseguenza che appena il capitano si è fatto da parte il Milan è andato sotto grazie alle due rasoiate di Hernanes e Rocchi. Insistere inoltre su Mesbah, alla terza consecutiva, non è stata una genialiata e non solo perch´ l'algerino è apparso subito in debito di condizione in una zona di campo vitale per la presenza di Gonzales. Sono stati i suoi cento cross finiti tutti nel posto sbagliato a rendere la sua prova opaca, insufficiente. Per molti critici, è stato il peggior Milan della stagione. A Napoli e con la Juve, ci furono giustificazioni legittime: molte assenze e una condizione fisica resa precaria dalla preparazione anticipata (Pechino). Nel derby e con la Lazio, invece no: restano gli assenti, è vero ma è lo spirito del Milan che è venuto meno e anche la tensione e l'attenzione degli stagionati guerrieri. Adesso, come qualche mese fa, Allegri è chiamato subito a far rialzare la squadra che non ha ricambi a disposizione: Pato ha ripreso a correre, Boateng e Aquilani sono lontani dal recupero, Inzaghi è rimasto fuori dalla lista Champions secondo pronostico non senza conseguenze. Col Napoli si giocherà alle 15, «soluzione logica» la chiosa di Galliani. Il mese di febbraio può diventare la trappola infernale per Allegri e il Milan.
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