Dopo due pareggi consecutivi Allegri aveva chiesto la vittoria, e vittoria è stata. Più che alla forma, per i già citati motivi, si guardi alla sostanza: se vincere aiuta a vincere, il 3-0 contro il Bari non può che alzare l’umore dello spogliatoio rossonero, rimasto un po’ spiazzato dall’avvio col freno a mano del 2011. Una vittoria che fa piacere perché Cassano, di fronte ai colori che l’hanno lanciato, resta in campo 65 minuti, mostra nuova gamba e un’intesa con Ibra che cresce partita dopo partita: nulla di eccezionale, ma la strada intrapresa dal barese, se non altro, è quella giusta. Fa piacere perché, se anche non arrivasse Lazzari dal mercato di gennaio, Allegri ha trovato nel baby Merkel un nuovo rincalzo di sicuro valore: suo il gol del raddoppio su assist di Robinho (partito in posizione più che dubbia dopo un fallo di Ibra al limite dell’area), costellato da un paio di conclusioni a rete e fraseggi poche volte banali e dall'assist per il 3-0 di Robinho. Fa piacere perché tutti quelli che parlano di Ibra-dipendenza, impazzirebbero ad avere in squadra uno come lo svedese, arrivato ieri a quota 16 reti in 25 partite con la maglia rossonera. Fa piacere perché la partita contro il Bari segna una nuova tappa della crescita vertiginosa di Robinho rispetto all’esperienza a Manchester. A volte Binho parte dalla mattonella che fu di Ronaldinho ma i risultati son ben differenti, gli avversari sono ancora lì a guardare le sue gambe mulinare attorno al pallone che lui è già sul fondo a crossare.
Unica nota negativa la ricaduta di Pirlo, che entra a metà ripresa per Cassano, poi si fa male di nuovo e lascia il Milan in dieci.
Mercoledì, comunque, quarti di finale con la Samp: magari ci sarà pure l’occasione per parlare del passaggio in rossonero dell’esterno svizzero Ziegler, nonostante ieri Garrone abbia detto che farà di tutto per trattenerlo.
cassano
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