Campioni nel mondo: e l’Italia si scopre innamorata del golf

Per la prima volta nella storia i fratelli Molinari vincono la World Cup. Ma la febbre dura da tempo. Tra i battuti gli svedesi Stenson e Karlsson, campioni in carica 

di -

Isabella Calogero

«Ma cosa abbiamo combinato?» chiedeva, con le mani nei capelli subito dopo aver imbucato l'ultimo colpo, un esterrefatto Edoardo Molinari a suo fratello Francesco. Già: cosa avete combinato, ragazzi?
Semplice: i due torinesi, i Molinari Brothers, i Fratelloni d'Italia, chiamateli come vi pare, per la prima volta in cinquantacinque anni di storia, hanno fatto incidere a grandi lettere il nome «Italia» sulla Coppa del Mondo di golf. Questa volta non si tratta di calcio. No. Questa volta si tratta di golf, signori. E di un grandissimo golf, per la verità.

Edoardo e Francesco Molinari, 28 anni il primo e 27 il secondo, i due fratelli di Torino, numero 63 e 37 del World Ranking, che con i loro risultati sportivi hanno fatto sognare per tutta la stagione i centomila tesserati italiani (e non solo loro), hanno portato a casa l'Omega World Cup, il Santo Graal golfistico, andando a cogliere un successo strepitoso in Cina, su un percorso, quello di Mission Hills, dalla bellezza e dalla difficoltà stratosferiche.

Nonostante un parterre di partecipanti dai nomi altisonanti, tra campioni e campionissimi ieri, l'Italia del golf, mettendo in riga tutti e tutto, ha scritto la più bella pagina della sua storia. Franco Chimenti, presidente della Federazione Golf riesce a stento, anzi, non ci prova per niente, a nascondere la soddisfazione per questo ventiseiesimo successo internazionale targato azzurro, ottenuto nella sola stagione 2009: «ero sicuro che i Molinari avrebbero vinto. Anzi, ero più che sicuro: posso dire che avevo deciso che avrebbero vinto. E infatti sul loro successo ci ho anche scommesso. Ma un'altra vittoria eclatante è l'attenzione che il golf sta ricevendo da parte di tutti i media: solo pochi anni fa tutto questo sarebbe stato impensabile».
Già, ma cosa è cambiato, dunque? Che cosa ha trasformato il golf da un sport di nicchia, se non di élite, in un fenomeno nazionale?

È naturale che quando i risultati arrivano a pioggia (e quest'anno, tra i successi di Diana Luna, di Edoardo Molinari, di Matteo Manassero e company, davvero non sono mancati), l'attenzione della stampa e quindi del pubblico si focalizzi maggiormente. Piuttosto, dunque, la domanda che ci si deve porre è da dove scaturisca questa improvvisa stagione rock del golf, che ogni giorno che passa ha sempre più il ritmo e il sapore di una cavalcata delle valchirie.
«Questi risultati - continua Chimenti - sono figli di una politica e di una mentalità federale radicalmente modificata: oggi possiamo dire di essere finalmente diventati una federazione sportiva. Negli ultimi tempi infatti ha prevalso la nostra volontà di investire importanti risorse economiche nell'organizzazione in Italia di un maggior numero di tornei: solo così si spiega l'esplosione di questi talenti».

Più tornei, dunque, uguale più incentivi per i giovani giocatori. Più giovani giocatori uguale più possibilità di trovare il campione. Infine: campione uguale attenzione dei mass media. L'equazione è facile e si sa che la matematica, non essendo un'opinione, non tradisce mai. Da qui, dunque, ai Molinari e a Manassero il passo è breve. Ma solo apparentemente. In verità, per tagliare questo traguardo, sono stati necessari più di settant'anni di storia del golf in Italia.

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COMMENTI

#5 alberto b. (446) - lettore
il 01.12.09 alle ore 18:42 scrive:
Bravissimi i flli. ditta Molinari, che hanno spazzato via i sogni di gloria di irlandesi/inglesi/svedesi/sudafricani/australiani/americani tutti altamente quotati e seguiti dalla TV mondiale.- Ho visto i 4 gg. in HD dagli USA e, che emozione.- Bravissimi e che gioco !!!!
#4 enzo mannari (8) - lettore
il 30.11.09 alle ore 18:11 scrive:
Grandissimo successo mondiale grazie alla loro dedizione ed a un super maestro istruttore che è Sergio Bertaina il loro allenatore personale. é ora che la stampa e TV informino i ragazzi italiani che il golf non è più uno sport di elite perchè con i nuovi campi pratica e campi a 9 buche, il golf costa meno dello sci, più o meno come il tennis, 20, Euro giornaliero, quando uno sa già giocare. Mentre l'accesso ai campi pratica costa costa 10 Euro più le palline che uno tira 1 Euro per 20 palle. Provare per credere. A Torino e provincia i campi 9 buche sono già una decina e più.
#3 member1972 (974) - lettore
il 30.11.09 alle ore 11:57 scrive:
Complimenti, personalmente non sono un appassionato ed avrei una domanda da fare. Sbaglio o i più importanti campioni di questo sport non partecipano a questo "campionato del mondo"? (vedesi Woods impegnato a prendere letteralmente mazzate dalla moglie)
#2 giuseppe vallini (4) - lettore
il 30.11.09 alle ore 11:34 scrive:
Bravissimi questi due ragazzi, complimenti. Vorrei far presente che il golf in Italia è accessibile a pochi ragazzi perchè troppo costoso e pertanto la grande massa di giovani non si avvicina. Per un grande futuro di questo bellissimo sport adottiamo la politica del possibile accesso a tutti i giovani. Beppe
#1 Dulcamara (1585) - lettore
il 30.11.09 alle ore 11:22 scrive:
Davvero molto molto bravi, dal primo all'ultimo colpo. Quando ho visto, all'ultima buca, il secondo di Edoardo finire in bunker credevo che fosse finita (anche se c'era ancora il play-off per tentare di vincere), quando Francesco ne é uscito con un colpo sontuoso, maestoso (e anche di più) ho pagato da bere a tutti i presenti! Bravi! Se li incontro, pago da bere anche a loro.
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