Gran colpo di Milito E il Milan riporta l’Inter nella "zona scudetto"

Abate spalanca la porta all’argentino. E Ranieri azzecca tutte le mosse. Continua la rimonta nerazzurra. Annullato gol regolare di Thiago Motta. Pato c'è, anzi no / T. Damascelli. Milito Principe di Milano / D. Ferrara

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Il derby di Milano torna nelle mani dell'Inter dopo lungo e meritato inseguimento. Il Milan resta fulminato nella notte del possibile sorpasso sulla Juve. Decide Diego Milito, uno dei "rieccoli" di casa Moratti, riapparso giusto in tempo per prendere la mira col Parma e scaldare il piedino magico al cospetto del Milan. Ibra e Pato invece restano a guardare, come le belle statuine. Dominati dalla difesa interista che nella circostanza si mostra degna di miglior fama. Claudio Ranieri manda di traverso il contratto appena firmato ad Allegri: già l'anno scorso, con la Roma, sempre a San Siro, procurò lo stesso scossone alla sua panchina. A questo punto fa meno freddo ad Appiano Gentile.

Con meno cinque dal Milan e meno sei dalla capolista Juventus, l'Inter può sentirsi a tutti gli effetti rientrata in corsa per partecipare al volatone della Champions e magari strizzare l'occhio a una remontada di quelle storiche. Mai dire mai se i vecchi guerrieri dell'era Mourinho si rimettono la corazza e l'elmetto. Il Milan soffre ancora gli scontri diretti, come accaduto in avvio di stagione con Napoli e Juventus. Allora ci fu una giustificazione legittima: squadra dimezzata dalle assenze e da una preparazione fisica precaria. Questa volta no. E sul successo dell'Inter c'è poco da discutere. Mentre invece sulla resa di ieri sera del Milan specie nella confezione del gioco d'attacco c'è da registrare una bella, netta regressione. La presenza di Pato nel derby non procura alcuna scossa ai rossoneri. Anzi il Papero subisce forse la grande attesa e i riflettori puntati sulle sue azioni. Poche le giocate utili alla causa firmate nella sua apparizione. Gli altri, è bene ripeterlo, non han combinato di meglio. Van Bommel è stato il pilastro e lo zero in condotta ne è una conferma.

Sul primo errore del Milan, maturato in avvio di ripresa, nemmeno dieci minuti, l'Inter costruisce la sua orgogliosa rivincita inseguita con pazienza d'accordo ma anche con ostinazione. E appena Abate sbava un rinvio lasciando via libera a Milito, ecco il rospo farsi principe e trovare col suo piattone l'angolo scoperto di Abbiati. Allegri corre ai ripari con l'azzardo: Emanuelson terzino al posto di Zambrotta e dentro Robinho che comincia a sbattere l'uovo senza servire mai lo zabaione. Ranieri, dal suo canto, non se ne sta a guardare e corregge subito lo schieramento rifugiandosi nel 4-4-2 che è come allacciare le cinture prima di una possibile turbolenza (Chivu per Alvarez impalpabile e più tardi Sneijder per Milito). Con il meglio dell'artiglieria rossonera schierata, il Milan vede poco la porta di Julio Cesar e anzi tocca a Nagatomo sprecare l'occasione per inchiodare il derby e restituirlo alla sua parte, in attesa da troppo tempo. Le migliori esibizioni al tiro dei milanisti, rimasti imbottigliasti dentro la ridotta di Lucio e Samuel, arrivano da un bel destro di Seedorf, intervenuto nel finale. Di Ibra e Pato (poi sostituito da El Shaarawy) nessuna traccia, nessuna notizia di rilievo.

Servirebbe una scintilla per accendere il derby e dargli luce, una luce abbagliante che invece resta ai lati di San Siro mai nascosto dalla nebbia che avvolge il resto della periferia. La scintilla iniziale è la punizione arcobaleno di Maicon che Thiago Motta, di testa, gira alle spalle di Abbiati con potenza e precisione: l'assistente Copelli è il primo a sollevare il dubbio, non per Thiago partito in mezzo al mucchio, semmai per altri due neroazzurri, Samuel tra questi, rimasti oltre la linea della difesa rossonera. Perciò Orsato non tradisce alcun dubbio e anzi lascia scorrere il derby dominando tutti gli scontri, feroci e non, con qualche fischio autorevole, imponendo un metro inglese.

Il Milan perde troppi palloni prima di mettersi di buzzo buono e di apparecchiare per il pallido Pato un paio di occasioni finite male. Lo squillo di tromba milanista arriva sul gong con Van Bommel che schianta la traversa (ma c'è Ibra in fuorigioco davanti a Julio Cesar). L'Inter non riesce ad addentare la difesa milanista ritrovandosi alla fine della prima frazione con una succosa palla-gol finita sui piedi di Alvarez ma all'argentino trema il piedino. L'arrembaggio finale del Milan, con poca testa e nessuna lucidità, finisce sullo steccato nerazzurro che torna a salutare la curva e a far festa per le vie di Milano. Da oggi si ricomincia. E ricomincia forse un altro campionato.

Diego Milito
Diego Milito
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Diego Milito esulta dopo il gol al Milan

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COMMENTI

13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 gary52 (599) - lettore
il 16.01.12 alle ore 17:54 scrive:
All'Inter, quest'anno, l' incorrotta classe arbitrale dà solamente rigori contro e, da ieri, annulla anche i suoi goal straregolari! Che schifo questo sport che dà così forti poteri al 23° uomo in mutande! Vai Inter, che tanto vinci lo stesso, come ieri, appunto!
#12 COSIMODEBARI (306) - lettore
il 16.01.12 alle ore 17:25 scrive:
Per Alessandro Bettoni ...Ma i due Manchester, tanto osannati, non sono già fuori dalla champions, lo United dal, udite udite Basilea, che vale, insieme a tutto il campionato elvetico, qualcosa molto meno del nostro campionato di Lega Pro. Il City dal nostro Napoli. L'Ajax è stato eliminato dal Lione (per un attimo ho pensato fosse stato eliminato dal Dixan). E poi altro che giocatori che tornavano dal Brasile, tutti tornavano da Dubai, terra di soldi per le casse del Milan e della Juve. Gli annali del festival di Sanremo, annoverano tale "bisogna saper perdere non sempre si può vincere". Il Milan ha dimenticato che lo scorso campionato, lo ha visto per la legge dei grandi numeri, ovvero al pari di come lo vinsero il Cagliari o il Verona.
#11 alessandro bettoni (2732) - lettore
il 16.01.12 alle ore 16:16 scrive:
Emanuelson, ve lo vedete un giocatore in una squadra che vince la Champions League? Che diceva Totò? Ma mi faccia il piacere! Sono d'accordo col lettore che afferma che questo è un campionato mediocre. Nel campionato italiano se giocassero il Real, il Barcellona, il Bayern, i due Manchester, l'Aiax tutti gli altri arriverebbero dopo. Ma tanto dopo. E Berlusconi paga i capricci famigliari. Crea benessere sociale facendo girare i SUOI soldi. Contento lui di queste scelte settimanali, l'ultima trascorsa. Galliani è o non è il miglior dirigente calcistico italiano? Allegri è o non è il miglior allenatore della seconda metà della classifica di serie A? E il Milan cosa vuol fare? Non si capisce. Aspettiamo il 31 gennaio per capire.
#10 alessandro bettoni (2732) - lettore
il 16.01.12 alle ore 15:56 scrive:
Milan mediocre proprio nei due premiati dal Presidente coi suoi soldi. Chi? Alessandro Pato e il confuso allenatore Allegri. A parte il derby e il risultato, che è ciò che si esprime in campo. Ma come si fa a giocare una partita di questo livello alla sera a Milano a metà gennaio? Chi è l'intelligentone di turno che ha pensato a questa pirlata? Campo ghiacciato, giocatori intirizziti (la maggior parte arrivano dal caldo Brasile), spettatori infreddoliti sugli spalti. Meglio giocarla alle 15 con un poco più di temperatura e campo maggiormente praticabile. Milan da riprogettare. C'è lavoro per Galliani e il Presidentissimo.
#9 marco@ (518) - lettore
il 16.01.12 alle ore 15:47 scrive:
non sono tifoso ne interista ne milanista mi dispiace che il milan abbia perso ma sono contento così il mister allegri di nome ma non di fatto cambi atteggiamento verso gli altri allenatori forse lui crede che allenare una squadra con campioni vuol dire anche non accettare le critiche cosa sbagliata le deve accettare e poi cambi anche un pò quella faccia sempre cupa mai un sorriso quando viene intervistato sembra di ascoltare un cadavere comunque forza NAPOLI forza MAZZARRI.
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