E poi, e poi. Osvaldo da professionista ha giocato solo per un anno e mezzo in Argentina (lui è di Buenos Aires), prima di trasferirsi in Italia dove ha vestito le maglie di Atalanta, Lecce, Fiorentina, Bologna e adesso Roma. In azzurro vanta già 12 presenze di cui 8 con la Under 21 e 4 con l'Olimpica, non è un novizio insomma. E stasera potrebbe debuttare nella rappresentativa che più conta. Di cosa parliamo, allora? L'attaccante è uno dei 52 oriundi che nella storia ultracentenaria del nostro calcio hanno avuto l'onore di far parte della nazionale maggiore (37) o di categoria (15). Di questo plotoncino solo in nove hanno giocato almeno 10 volte. Niente di eclatante, insomma. E tutti, meno Camoranesi, appartengono a un glorioso passato. La lista è guidata proprio dall'ex juventino con 46 presenze. Alle sue spalle Orsi (35) Andreolo (26), Monti (18), Libonatti (17) Demaria (13), Montuori (12) Cesarini (11) e Guaita (10). Per inciso tutti argentini meno l'uruguaiano Andreolo e il cileno Montuori che però aveva anche passaporto argentino. Nel rugby gli oriundi sono 47. E nell'hockey ghiaccio, limitandoci a giocatori di nascita canadese o statunitense, arrivano a 44.
Al di là della provenienza e dell'etichetta, Prandelli ha giocato la migliore carta a disposizione. Dall'ultima convocazione aveva dovuto lasciare fuori Gilardino perch´ infortunato al ginocchio e Matri perch´ panchinaro nella nuova Juventus di Conte. A lavori in corso è stato costretto a rimandare a casa gli acciaccati Balotelli e Pazzini. Poteva arruolare Borriello e Quagliarella. Ma la punta giallorossa non è titolare con Enrique, che anzi lo voleva vendere, e lo juventino non trova spazio in prima squadra dopo il grave infortunio. All'appello manca Di Natale. Il goleador dell'Udinese segna a mitraglia, ma dopodomani compie 34 anni e non rientra nel futuribile di Prandelli. Un discorso a parte merita il viola Cerci, l'unico esterno con il vizio del gol, ne ha realizzati 9 nelle ultime 10 partite di campionato. Con lui però il ct dovrebbe cambiare modulo passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3 e così indebolendo quel centrocampo che invece rappresenta la forza della nuova Italia. Lo dimostra il possesso palla di Belgrado, pari al 62% contro il 38% degli avversari: un dato mostruoso, specie in trasferta. Di qui la scelta di Osvaldo che ha fiuto del gol, piedi fini e partecipa attivamente alla manovra. Sbaglia tuttavia chi pensa a lui come a una scelta obbligata e basta. In prospettiva l'italo-argentino potrebbe risultare utilissimo alla causa facendo coppia con Rossi da seconda punta o con Balotelli da attaccante centrale.
In serata Prandelli, per via del problema al ginocchio di Rossi, utilizzerà tutte e tre le punte a disposizione: Cassano, Giovinco e appunto Osvaldo. Questo passa il convento. E buon per l'Italia che il gioiello del Parma, da quando è utilizzato stabilmente da Colomba come seconda punta, vada in gol con puntualità e guidi la classifica dei cannonieri con 5 reti. Ma non è una prima scelta. E Cassano, con il ritorno di Ibrahimovic, Pato e Ronaldinho, rischia di fare panchina nel Milan. A Osvaldo, in conclusione, la griffe azzurra sta benissimo.
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