Il dettaglio è contenuto nell'atto più recente dell'inchiesta condotta dal procuratore Roberto Di Martino, ovvero l'ordinanza del tribunale del Riesame su un ricorso di Alessandro Zamperini, calciatore in disarmo e reo abbondantemente confesso. L'ordinanza cita ampi stralci di un recente rapporto (la data è 16 gennaio 2012) della polizia, che ricostruisce meticolosamente alcuni movimenti dell'ambasciatore in Italia del boss Tan Seet Eng, singaporese. Il plenipotenziario è un macedone, Hristian Ilievski. «Ilievski Hristian il 14 maggio 2011, giorno della partita Lazio-Genoa (4-1 il risultato finale, ndr), si trovava presso il campo di allenamento di Fornello utilizzato dalla Lazio a Roma. Dall'esame delle utenze in uso a Zamperini si desume che i due si sono incontrati attorno alle 12,10 a Roma. A partire dalle 12,42 entrambi interessano la stessa cella di Formello, peraltro in orario in cui Ilievski contatta più volte il capo dell'organizzazione Tan Seet Eng». Cosa ci facevano i due a Formello, nel ritiro biancoceleste? La risposta del rapporto di polizia è secca: «Tutto questo riscontra le dichiarazioni di Gervasoni secondo cui Gegic disse che Zamperini li aveva messi in contatto con Mauri (ovvero il giocatore laziale Stefano Mauri, ndr)».
«Dalla stessa informativa emerge che Ilievski dopo il contatto con Zamperini presso il campo di allenamento della Lazio si è spostato proprio nella zona dove alloggiava la squadra del Genoa in trasferta. Non si sa se con lui si trovasse ancora Zamperini. Lo stesso 14 maggio alle 19,19 Ilievski è localizzato a Milano, dove si è spostato in aereo, e si trova nella stessa zona dove è localizzato un albergo (Una Hotel Tocq) dove si trova l'indagato Bellavista e che il 15 sera, dalle ore 20,33 ospiterà due giocatori del Genoa: quel Milanetto, con il quale gli slavi si incontrarono a dire del Gervasoni, e Dainelli. Evidentemente si tratta di un incontro finalizzato alla consegna del denaro ai giocatori, dopo che la partita aveva realizzato il risultato programmato».
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