Gentili-Collovati, com’è grigia la nazionale Rai

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Stavolta accanto all'apripista Marco Mazzocchi non c'era Pierfrancesco Favino. Spudoratamente pronto, venerdì da Belgrado, a promuovere la fiction di Raiuno “Il generale Della Rovere“. Davvero strano che martedì a Pescara per Italia-Irlanda del Nord non ci fosse quindi Vittoria Puccini, protagonista da domenica prossima di un'altra miniserie Rai, “Violetta“. Grave dimenticanza. Speriamo bene per il prossimo sceneggiato. L'imbonitore Mazzocchi non si è comunque scordato di pubblicizzare l'imminente evento calcistico, adulando gli abbonati: “Partita assolutamente da non perdere. E voi tra l'altro non le perdete mai, siete sempre lì in tantissimi a vederci“. Tanti sì, ma in precipitoso calo, per la cronaca.
Già la (tele)cronaca. Quanto sono grigi Bruno Gentili e Fulvio Collovati, perfetti per una Nazionale sfiatata, perfino più del Milan. Gentili crede che ne vada del suo prestigio se si abbassa a dire “arbitro“ anzich´ “direttore di gara“. A meno che il suo cachet non preveda un tot a parola. Inoltre ha preso, dallo scalpitante collega di Mediaset Sandro Piccinini, il vezzo dell'intercalare “per lui“; così per spiegare che il tal giocatore ha vent'anni, sibila un “vent'anni per lui“, che fa pensare subito a una pesante sentenza del tribunale.
Fulvio Collovati è invece un fan dell'orrendo aggettivo “propositivo“ e nemico dichiarato del genitivo, puntualmente sostituito dall'agghiacciante “da parte“ (“disattenzione da parte di Barzagli“, “ottimo tiro da parte di Montolivo“). Mantenendosi comunque in ammirevole equiibrio tra i due tempi: tredici "da parte" nel primo e dodici nel secondo.
Il terzo uomo è Alessandro Antinelli, spedito a bordo campo per raccontarci cose fondamentali (“è partita la ola allo stadio Adriatico“ oppure “gli azzurri non sono appagati: lo vedo dalle facce dei giocatori“). Quanto soffre, si immedesima a tal punto nel ruolo, da indossare una maglia ad honorem della Nazionale: “Continuiamo a concedere poco“. Anzi, quasi niente.
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COMMENTI

1 commenti
#1 Nazario49 (1409) - lettore
il 13.10.11 alle ore 11:18 scrive:
Diciamoci la verità: da Carosio a Martellini a Pizzul, un po' tutti ci hanno fatto due palle con le loro telecronache... Senza dimenticare Nesti... Carosio cambiava giudizio tecnico sulla partita a seconda del risultato; Martellini e Pizzul raccontavano l'ovvio... La rimessa del pallone da parte del portiere... Il modo migliore per godersi una partita è togliere l'audio di chi parla e mettere solo il suono del campo. Le formazioni in grafica e il tempo possono bastare. Purtroppo è un difetto non solo dei telecronisti del calcio ma di tutti quelli che commentano uno sport popolare in TV... Voler diventare loro i protagonisti dell'evento...
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