Gp, tragedia a Misano: morto il pilota Tomizawa "Travolto da due moto"

Il ventenne pilota giapponese Shoya Tomizawa è morto in seguito alle conseguenze dell'incidente di cui il pilota giapponese della Suter è stato protagonista questa mattina nel corso della gara delle Moto2 al Gran Premio di San Marino, a Misano

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San Marino - Il ventenne pilota giapponese Shoya Tomizawa è morto in seguito alle conseguenze dell’incidente di cui il pilota giapponese della Suter è stato protagonista questa mattina nel corso della gara delle Moto2 al Gran Premio di San Marino, a Misano. Troppo gravi le lesioni riportate da Tomizawa, caduto e investito dalle moto del sammarinese Alex De Angelis (Motobi) e del britannico Scott Redding (Suter). Lo ha comunicato a Mediaset il dottor Claudio Costa, il responsabile della clinica mobile del Motomondiale.

Rossi: bisognava esporre la bandiera rossa "Quando l’ambulanza va troppo piano non è un bel segno, io credo fosse giusto esporre la bandiera rossa: è per regolamento e andava data". Così Valentino Rossi, ai microfoni di Mediaset, si è detto sorpreso del fatto che non fosse stata sospesa la gara delle Moto2 subito dopo il terribile incidente che è costato la vita al giapponese Tomizawa. "C’era un pilota a terra, anche se lo show deve andare avanti", ha aggiunto Rossi. Il 5 settembre è una data nefasta per il mondo delle due ruote e per il circuito di Misano: nello stesso giorno nel 1993 un incidente paralizzò Wayne Rainey, il campione americano della classe 500. "Forse bisogna cambiare data", ha concluso Rossi.  

Pedrosa: "Non ci sono parole" "Non ci sono parole". Daniel Pedrosa non riesce ad esultare dopo la vittoria nella classe MotoGp del Gp di San Marino. Il pilota spagnolo, dopo la gara, è stato informato del decesso del pilota giapponese Shoya Tomizawa, deceduto dopo un terribile incidente nella prova della Moto2. "La gara è stata perfetta, ma la testa adesso è da un’altra parte...", dice Pedrosa a Mediaset. 

Agostini: rischio inevitabile "Non facciamo i farmacisti": così Giacomo Agostini - intervistato da Canale 5 sulla morte del giapponese Shoya Tomizawa in seguito a un incidente durante il Gp di San Marino di Moto2 - ha posto l’accento sul rischio insito nelle corse in moto. "Fortunatamente, oggi succede molto meno di una volta" - ha detto il 15 volte campione mondiale delle due ruote - ma "quando si corre a 300 all’ora" il rischio è inevitabile.  

 

 

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COMMENTI

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 wilegio (948) - lettore
il 06.09.10 alle ore 11:06 scrive:
A parte il fatto che Rossi, che peraltro non è Dio, ne' tantomeno un medico o un commissario di percorso, non ha mai detto niente di simile, spiegatemi voi cosa sarebbe cambiato se mettevano la bandiera rossa! Il ragazzo era già morto nel momento in cui la sua corsa si è arrestata. Lo hanno portato immediatamente in ambulanza dove hanno tentato di rianimarlo, ma le lesioni erano troppe e troppo gravi. La pista era sgombra. Quelli che seguivano erano già passati, e nessuna bandiera rossa si sarebbe potuta esporre in tempo utile, cioè prima che passasse tutto il gruppo. A questo punto, dato che nessuno sapeva la reale entità dell'incidente (commissari compresi), a cosa sarebbe servito fermare la gara? A creare del panico: niente di più! Piuttosto, se Rossi e gli altri, come hanno affermato e poi smentito, sapevano della morte di Tomizawa "prima" di partire, perchè non si sono rifiutati loro di partire, in segno di lutto e di rispetto?
#6 acd1948 (291) - lettore
il 06.09.10 alle ore 10:48 scrive:
Lo "show must go on" & "money is money"; ma davanti alla morte così tragica di un giovane questi principi devone essere buttati alle ortiche. I piloti sono consapevoli dei rischi, d'accordo, ma di fronte alla morte mi spiace ci si deve comportare in modo diverso. L'incidente è stato spaventoso e non lasciava dubbi sulla gravità, i piloti andavano informati e la gara andava sospesa.
#5 rbluke (2116) - lettore
il 06.09.10 alle ore 10:27 scrive:
Vorrei spendere due parole per gli "investitori", incolpevoli e miracolosamente illesi. Potevano riportare a loro volta lesioni mortali in seguito all'errore di Tomizawa, ma vengono dipinti quasi come due pirati della strada.
#4 SEMPREINVETTA (257) - lettore
il 06.09.10 alle ore 9:37 scrive:
E se gareggiassero con i limiti di velocita',visto che sulle strade si deve procedere al rallentatore?
#3 lesath (559) - lettore
il 05.09.10 alle ore 22:34 scrive:
un altro angelo... ha messo le ali
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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