"Violazione diritto fondamentale" L’analisi di Van Megen va oltre i confini teorici dei diritti: "Sulla base delle leggi nazionai e della legislazione nazionale la libertà di parola può essere considerata a posteriori solamente da un atto del parlamento. Se la Figc vuole fare un cosa simile l’unica possibilità è con l’aiuto del ministero della Giustizia. Il potere di una federazione sportiva non può estendersi alla restrizione di un qualunque diritto fondamentale. Estrarre il cartellino rosso per una bestemmia rappresenta una sanzione che viola un diritto fondamentale. Gli arbitri e la Figc non hanno il diritto di esercitare una simile autorità". FifPro suggerisce pertanto alla Figc di cercare altre soluzioni alla questione delle bestemmie in campo consigliando "una migliore educazione per i calciatori". Nelle disposizioni diffuse ieri dal giudice sportivo per i match dell’ultimo weekend, dopo numerose sanzioni nelle prime settimane della tolleranza zero voluta dalla Figc, non compaiono provvedimenti per bestemmie né accenni ad espressioni blasfeme.
Petrucci: "Hanno perso una buona occasione per tacere" "Dico solo che la Fifpro ha perso una buona occasione per tacere": è il lapidario commento di Giovanni Petrucci, presidente del Coni, alla critica del sindacato internazionale dei calciatori contro le nuove norme anti-bestemmia della Federcalcio italiana, definite una "limitazione del diritto alla libertà di espressione".
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