Chissà se i giornalisti cinesi hanno capito qualcosa, certo è risultato molto istruttivo sulla discussa questione Pato prendere nota dell’intervento di Silvio Berlusconi: «Ho deciso di tenere Pato perchè lo ritengo un giocatore di grande talento. L’intera operazione non mi convinceva nè dal punto di vista tecnico nè da quello economico. É una scelta che ho preso in totale autonomia. Sono convinto sia la cosa migliore per il Milan». Evidente lo scopo: ribadire in modo solenne l’estraneità della figlia Barbara alla vicenda. Dopo Berlusconi, Allegri ha messo in fila una serie di riflessioni da mandare a memoria. Eccole: 1) «Quando ho letto i giudizi di Pato sono caduto dalle nuvole perché non ho rapporti freddi con lui ma una relazione basata sul rispetto professionale e umano»; 2) «Non ho mai chiesto di cedere Pato e ora che è rimasto sono contento per lui e per il Milan»; 3) «In questi giorni non ho mai notato un atteggiamento mentale non consono, altrimenti a Bergamo non lo avrei schierato titolare»; 4) «Lo considero un campione, può e deve fare molto meglio, se uno può fare 6 deve fare 6, se può fare 100, deve fare 100. Quando è stato bene, ha sempre giocato, poi è normale che ogni tanto vada in panchina, è capitato ad altri, impossibile giocare 50 partite in una stagione»; 5) «Tevez avrebbe dovuto rimpiazzare Cassano, se la società ha cambiato indirizzo, chiedete spiegazioni a Galliani».
Chissà se i giornalisti cinesi hanno capito qualcosa ma anche la firma del contratto (2 milioni più premi) è stata girata e rigirata, nonostante il catenaccio di Allegri disponibile solo a riferire del cordialissimo colloquio telefonico con Berlusconi, seguito all’accordo biennale. «Non è mai stato un problema, ne abbiamo parlato dopo Cagliari, dovevamo trovare il tempo per farlo, la vicenda Pato non ha accelerato i tempi»: sull’argomento è stato più semplice per Allegri imporre la propria linea. «Sono felice di continuare il lavoro portato avanti da un anno e mezzo» il soffietto. Più attraente il passaggio successivo: «Qualcuno mi ha definito il “liquidatore”, invece sono riconoscente alla vecchia guardia che mi diede una mano tra Bari e Palermo e sono contento di aver contribuito a ringiovanire il Milan senza perdere di vista i risultati». Il derby canonico è cominciato appena Allegri si è messo ad allenare. Perché c’è stato il panico per Thiago Silva (indolenzimento muscolare, in dubbio) e non è mancato il brivido per un colpo al ginocchio di Ibra, prima di regalarsi un gran gol, imitato più tardi da Pato. A proposito: giocherà lui titolare. E da stanotte le polemiche ricominceranno.
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