La sbandata di Barcellona fa parte dell’European style. La partita con i viola conferma che il nostro campionato non è gran cosa. La Fiorentina ha tenuto la scena, preso il palo con Gilardino, rischiato di far rabbrividire il pubblico, che già se la passava male sotto l’acqua. Ma tutto qui. Poi Samuel segna, ma non vale, stende Gila ma l’arbitro non vede, Quaresma sembra perfino un giocatore di calcio. Insomma di tutto un po’, prima del solito finale, ormai scontato: se non c’è Milito, c’è lo stellone o qualche altra stella. E Mourinho, a cui tutti intravedono qualche capello grigio di troppo, si sente di nuovo fenomeno. «Ieri ero scarso, ora sono tornato bravo». Boh! Se lo dice lui!
Ma intanto ha fatto gli auguri a Ferrara e alla sfida di sabato. Meglio evitare grane: «Speriamo di giocare una partita all’altezza del passato dei nostri club». Ed ha raccontato l’unica verità che gli sgorga dal cuore: «In Italia bisogna sopravvivere. L’allenatore che resiste sulla panca per 38 partite è un eroe». Ovviamente autocelebrativo.
diego milito
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