È proprio su questi aspetti che il Fisco vuole fare chiarezza per capire se i trasferimenti in comproprietà possono essere effettuati a costo zero. Il tributarista Victor Uckmar, a suo tempo presidente della Covisoc, fa presente che la tassazione dell'Iva può essere richiesta solo se la cessione in compartecipazione d'un giocatore viene assoggettata a una prestazione di servizio: «Ma si tratta di partite di giro che incidono solo sul piano finanziario. Più che altro bisognerà valutare se varrà ancora la pena di cedere giocatori in comproprietà». Il commercialista Antonino Calabrò, specialista in materia, precisa: «Di fatto questa novità sulla quale sta lavorando il fisco non porta alcun vantaggio alle società di calcio che dovranno fare i conti con una nuova tassazione dell'Iva. È vero che l'Iva è una partita di giro ma è altrettanto vero che la società acquirente dovrà comunque mettere in preventivo in uscita il costo dell'operazione maggiorato dell'Iva. In tutto ciò l'unico vincitore sarà il fisco che farà entrare nelle sue casse il 21% di tutte le transazioni che riguarderanno le cessioni di comproprietà di calciatori. A mio parere si ridurranno di molto le cessioni delle comproprietà mentre aumenteranno gli accordi non ufficiali che avranno come unico scopo quello di limitare la base imponibile ai fini Iva».
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Befera, ha già incontrato presso i suoi uffici di Roma il presidente della Federcalcio, Abete, e il presidente della Lega, Beretta, ai quali s'è premurato di sottolineare che l'azione del suo istituto va intesa in senso preventivo, non punitivo. Con l'intento di guidare i club ad applicare la normativa Iva secondo criteri condivisi. È diffusa tuttavia la sensazione che l'applicazione delle nuove modalità comporterà un aggravio di imposizione. I colloqui delle ultime settimane, prima politici, poi tecnici, fanno seguito a una richiesta inviata da Abete: «Mi sono immediatamente attivato non appena ho avuto sentore di questa volontà da parte del Fisco. Il rapporto è molto buono, legato anche alla recente sottoscrizione di un protocollo d'intesa per migliorare lo scambio di informazioni. Ci dovrebbe essere quindi la volontà di trovare una soluzione gradita a entrambe le parti perch´ si tratta di una situazione per così dire storicizzata, che va avanti da oltre vent'anni».
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