Questo, in fondo, e neppure tanto, il senso della prima corsa post mondiale assegnato. Il fresco bi-campione del mondo, finalmente libero dall'incombenza matematica di conquistare il titolo, si è messo in tasca sbadigliando la banda di rivali e intascato la vittoria numero dieci della stagione. A questo punto, con tre Gp ancora da disputare - si legga tre test autunnali da effettuare - e persa la rincorsa al record delle pole consecutive di Mansell (14, anno 1992), proverà a eguagliare i tredici centri di Sua Ex Immensità Motoristica Schumi, anno 2004. Nel frattempo Seb, o Seppi come lo chiamano in famiglia, allegramente spalleggiato da Webber terzo dietro ad Hamilton, ha regalato alla Red Bull anche il titolo costruttori. Il team bibitaro ha ringraziato commosso per un simile dono tanto più se ricevuto durante un test.
Perch´ in fondo questo è stato il soporifero Gp di Corea. Una lunga simulazione di gara pensando al 2012; un lungo test dove la McLaren ha cercato di far mente locale e sigillare e memorizzare per bene tutti gli ampi progressi fin qui fatti in vista del prossimo campionato. E dove la Ferrari ha ottenuto conferma che tantissimo c'è ancora da fare, sperimentando - sull'auto di Alonso, 5° davanti a Massa - la nuova ala anteriore che non è la panacea di tutte le magagne ma un piccolo passo in avanti.
Se non altro, come ha fatto notare il capo della Rossa in pista Stefano Domenicali, «Vettel a parte, siamo tutti lì, paghiamo in qualifica ma possiamo ancora vincere una gara. Quanto alla nuova ala, ha sì funzionato ma ci serve solo per lavorare in prospettiva ». Questo in attesa della prossima sessione di «test» prevista fra due domeniche e che Ecclestone e Todt e tutti insistono nel chiamare primo Gp d'India. Sarebbe bello che la Rossa vincesse uno di questi «test».
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