Andrea Mandorlini, allenatore del Verona: «Ogni partita fa storia a s´ e poi il valore del Torino è ben conosciuto a tutti».
Giampiero Ventura, allenatore del Torino: «In serie B non ci sono certezze, lo testimoniano i risultati dell'ultimo turno. Dunque non bisogna sottovalutare nessuna partita. I tifosi mercoledì hanno dato dimostrazione di grande attaccamento: hanno saputo attendere con noi e alla fine però hanno anche potuto gioire con noi. Quanto al Verona, ha messo in difficoltà la Samp, vuol dire che è una buona squadra».
Che partita prevede? E chi teme di più tra gli avversari?
M: «Sarà una gara difficile, i granata finora hanno sempre vinto in trasferta, hanno un grande allenatore e giocatori fuori dal comune per la nostra categoria».
V: «Sarà una partita diversa rispetto a quella col Grosseto e il Verona punterà a vincere. Dei loro giocatori mi ha colpito Halfredsson. Arrivano dalla serie C e hanno grande adrenalina in corpo, come la Nocerina. Probabilmente troveremo qualche spazio in più però dovremo anche soffrire di più perch´ creeranno più palle gol».
Mancherà un pezzo da novanta come Ogbonna
M: «Il Toro ha tanti ricambi, una rosa doppia rispetto a quella del Verona e gli assenti saranno rimpiazzati con elementi di spessore. Anche qualche nostro giocatore si porta dietro degli acciacchi e contro la Sampdoria abbiamo speso molto».
V: «Avremmo preferito averlo, ma la nazionale è troppo importante. Comunque è pronto Pratali che ha tanta voglia di giocare. Perdiamo un giocatore importante, ma ne gioca uno altrettanto importante».
Toro ancora imbattuto, Verona con 2 sconfitte.
M: «Non bado ai numeri, vivo alla giornata, di sicuro ci siamo ben preparati e siamo pronti alla battaglia. La capolista sta rispettando le premesse, è una squadra forte in tutti i reparti, hanno sempre vinto in trasferta e quindi conosciamo le difficoltà. Come organico Samp, Padova e Toro sono nettamente superiori a tutte le altre».
V: «Se vogliamo diventare una squadra protagonista non possiamo essere legati al risultato o al voto della pagella, ma dobbiamo vedere cosa riusciamo a produrre e a fare durante la partita. Non bisogna essere solo figli dei risultati, se no si rischia di vivere alla giornata. E ricordiamoci che in serie B la sofferenza è nel dna del campionato».
Ventura ex allenatore del Verona nel 2006/07 subentrato a Ficcadenti, Mandolini ha esordito in A il 4 febbraio 1979 proprio nel Torino. Cosa vi è rimasto dentro?
M: «Ho fatto 4 anni nelle giovanili granata e poi la A: mi hanno dato sani principi e la giusta grinta, devo solo ringraziarli».
V: «Il ricordo della mia esperienza a Verona è positivo per quanto mi riguarda. Dispiace per la retrocessione di quell'anno, ma facemmo un mezzo miracolo e per poco non agguantammo la salvezza».
Cosa vi aspettate da questo campionato?
M: «Stiamo studiando per crescere e diventare grandi e contro la Samp, nonostante potenziali diversi, l'Hellas è stato superiore nella voglia di dimostrare qualità. Il problema è non aver vinto sfide come quella di mercoledì o quella col Padova, con pazienza speriamo di avvicinarci sempre più all'obiettivo».
V: «Sarebbe bello che alla fine dell'anno tutti insieme si fosse riusciti a cambiare il modo di vedere il calcio: ci possono essere belle prestazioni offuscate dal risultato o anche viceversa».
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