Il presente dice invece che Roma-Inter si giocherà. E dovrebbe esserci anche Daniele De Rossi. Sono lontani i tempi di quando lui e Totti furono sostituiti da Ranieri in un derby con la Lazio poi vinto grazie anche a questi cambi. Oggi fanno più notizia i guai fisici del centrocampista (sospetta pubalgia) e la firma del rinnovo del contratto - c'è l'accordo sui 6 milioni all'anno più premi per cinque stagioni, ma non sulla clausola rescissoria che dovrebbe essere più vicina agli 8 milioni richiesti dal procuratore Berti che non ai 12 rilanciati dal dg giallorosso Baldini - non ancora siglata. Anche la stampa inglese sembra essersi arresa al fatto che Capitan Futuro rinnoverà con la Roma e a meno di voltafaccia improvvisi, il lieto fine si potrà scrivere. Oggi intanto giocherà e poi tornerà a riposarsi.
Chi non ha bisogno di riposo è il Principe Milito. Era a corto di obiettivi, di energia e forse anche di credibilità, ma la cura Ranieri lo ha rigenerato. I quattro gol, rivelatisi inutili per il successo sul Palermo, sono stati una bella vitamina. «Il mio merito è avergli dato fiducia, il resto l'ha fatto tutto Diego», così il tecnico testaccino. E l'attaccante, diventato di recente cittadino onorario di un paesino della Calabria, con un gol all'Olimpico proprio alla Roma di Ranieri regalò la Coppa Italia ai nerazzurri il 5 maggio 2010. E due mesi prima in campionato segnò e colpì un palo al 93', mandando l'Inter a un nulla dal pareggio.
Pochi anni fa, Roma-Inter era una sfida per il titolo. Oggi ci sono due squadre a caccia di una nuova identità: ancora indecifrabile e con alti e bassi quella di Luis Enrique, sicuramente con un gioco non bellissimo ma produttivo quella di Ranieri. Entrambe arrivano da due partite non positive (cinque gol incassati e un solo punto all'attivo). «Se giocheremo senza paura, possiamo anche battere i nerazzurri», ha promesso il tecnico asturiano. Basterà contro la voglia di rivincita di Ranieri?
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