Vabbè, grandissimo Coppi ma Merckx è stato più forte

LE CIFRE Le vittorie dell’italiano sono state 123, quelle di Eddy hanno raggiunto quota 445

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È davvero bello e struggente che l''Italia esprima pensieri così dolci per Coppi e per l'Italia di Coppi, cinquant'anni dopo la fine dell'irripetibile epopea. Coppi è poesia, emozione, fantasia. Coppi è romanzo, nostalgia, orgoglio e contemplazione. Però, in questo grande revival di superlativi, tutti giustissimi e meritatissimi, c'è un'operazione che non sta in piedi. Una forzatura e una manipolazione. Una cosa tutta nostra, di noi italiani attaccatissimi alla leggenda nazionale, così innamorati di quel ricordo da travisare la realtà: diciamo ancora oggi che Coppi è il più grande di sempre e di tutti, ma non è vero. Il più grande e il più forte di tutti, anche se dispiace un po' ammetterlo, anche se purtroppo è belga, si chiama Eddy Merckx.
Mi rendo conto che riaprire proprio adesso questo contenzioso mi farà sommergere di improperi. Ma non importa: la bellezza dello sport sta anche in questo, nelle discussioni sfegatate e passionali sui confronti impossibili. Certo, impossibili, perch´ è chiaro a tutti come il confronto tra Coppi e Merckx sia impossibile. Non si possono scientificamente confrontare due cose così diverse, per epoche, condizioni, mezzi tecnici e persino livelli di benessere sociale. Ma questo non ci impedisce, da sempre, di giocare allo stupendo gioco. Volendo giocare, bisogna però trovare qualche criterio oggettivo di paragone, perch´ altrimenti si resta nel campo dei gusti, dei ricordi, delle emozioni personali, cioè di una interpretazione egocentrica della storia.
Allora: se riusciamo tutti a liberarci delle cose più belle che Coppi ci ha ispirato in gioventù (io mi dichiaro: all'epoca non c'ero, parlo solo per letture e per sentito dire), ecco, se riusciamo a sgomberare il campo dai sentimenti, non possiamo che fermarci alle opere. Ai fatti. Alle imprese firmate dai due fuoriclasse. In questo caso, sono addolorato nel comunicarlo, ma non c'è proprio paragone.
Forse è meglio che lasci parlare i numeri. Vittorie di Coppi: 123. Vittorie di Merckx: 445. Qualcuno potrebbe subito obiettare che i numeri dicono poco: non conta quante vittorie, ma quali vittorie. Sacrosanto. Sono perfettamente d'accordo. Spulciamole con criterio estetico, restando ai trofei monumentali.
Tour de France: Coppi 2, Merckx 5. Giri d'Italia: Coppi 5, Merckx 5. Mondiali: Coppi 1, Merckx 3. Parigi-Roubaix: Coppi 1, Merckx 3. Giri di Lombardia: Coppi 5, Merckx 2. Milano-Sanremo: Coppi 3, Merckx 7. Va aggiunto che Merckx ha vinto anche 2 Giri delle Fiandre e 5 Liegi-Bastogne-Liegi, corse che Coppi non ha mai vinto.
Lo dico da degustatore di ciclismo, nonch´ da appassionato lettore di imprese coppiane: tanti discorsi sarebbero sprecati, dovrebbe bastare la tabella dei confronti. Il match diretto è schiacciante. Una cosa che dovrebbe servire a tutti per dire con sincerità, senza timore di rovinare alcun mito personale e nazionale, che Merckx è il campione più forte di sempre. Invece, quando i numeri sembrano troppo sfrontati, il movimento integralista dei coppiani trova tutta una serie di deviazioni e di scappatoie. Coppi emozionava, Merckx non emozionava. Coppi era umano, Merckx era una belva. Coppi ha anche un'incredibile vicenda personale, Merckx ha una storia anonima...
Per decenza, non dicono che Coppi era pulito e Merckx dopato, anche perch´ a smentire questa stupidaggine sarebbero gli stessi gregari e massaggiatori del Campionissimo, ricordando come il capitano non disdegnasse la pastiglietta, al bisogno. Provano, invece, sempre gli integralisti, a dire che Coppi resta il più forte per “come” vinceva. Certo, da solo, firmando giornate memorabili. Ma chiedo: ci siamo distratti un attimo, negli anni in cui Merckx trucidava tutti, ovunque, sempre, su qualsiasi terreno? Vogliamo dire che Merckx vinceva succhiando sempre la ruota e scattando negli ultimi 50 metri? Per favore, almeno non scherziamo.
Riconosciamo piuttosto una cosa: quando parliamo di Coppi, noi parliamo da innamorati persi. Idealizziamo, astraiamo, sublimiamo. Riconoscendolo, renderemmo giustizia anche a lui, attribuendogli la capacità - questa sì unica - di tenere un Paese incollato alla radio per immaginare le cose più grandiose nei luoghi più avventurosi, scatenando passioni travolgenti. L'altro, però, l'abbiamo visto tutti di persona, in televisione, il che forse attenua la leggenda per povertà d'immaginazione, ma rafforza la sostanza con massicce dosi di spietata cronaca. Dobbiamo farcene una ragione, prima o poi. Che Coppi sia il più forte di sempre è una romantica illusione, che Merckx sia il più forte di sempre è la cruda verità.

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COMMENTI

#5 angelo balzano (2) - lettore
il 05.06.10 alle ore 10:35 scrive:
Un'ultima osservazione. Mi spiega chi ha scritto codesto commento quale grande scalatore ha mai incontrato Merckx? E mi spiega anche chi mai il belga ha staccato in montagna? Se il medesimo, ricordo benissimo annaspava ed era in gravissima difficoltà con Ocana e Thevenet, cosa avrebbe potuto mai ,ragionevolmente, logicamente, oggettivamente,combinare con Coppi o Bartali? Suvvia un minimo di ragionevolezza e di coerenza! Il belga nelle corse di un solo giorno è stato un fenomeno, ma in salita se avesse incontrato un solo grande scalatore sarebbe stato surclassato. E non mi dite che Gimondi fosse uno scalatore ! Angelo Balzano
#4 angelo balzano (2) - lettore
il 31.05.10 alle ore 16:40 scrive:
Chi ha scritto codesto commento è davvero superficiale. Come si fa,ragionevolmente, a paragonare Coppi a Merckx solo alla luce delle vittorie riportate dai due ? Infatti non solo Coppi si misurò, specie in montagna, con avversari ben più grandi (Bartali,Kubler,Koblet,Robic,Bobet ecc.) del solo Gimondi, ma perse i miglior anni della sua giovinezza (tra i 22 ed i 26 anni) per la guerra. Poi aveva ossa fragili e subì il trauma della morte del fratello. All'epoca di Coppi, in un Europa devastata dalla guerra, si organizzavano assai meno corse rispetto a venti anni dopo. Se togliete a Merckx gli anni dal 1967 al 1971 cosa gli rimane? E Merckx perse nettamente in montagna da Ocana,Thevenet,Baronchelli ed anche da Fuente (sul quale, alla fine prevalse solo perchè il medesimo era uno spaccone incapace di dosare le sue forze). Cosa avrebbe potuto mai fare "il cannibale" contro degli stambecchi come gli avversari di Coppi ? Eddy chi avrebbe mai mangiato tra loro ? Angelo Balzano
#3 angelo41 (161) - lettore
il 06.01.10 alle ore 11:36 scrive:
Avevo già scritto un bel commento, perchè non appare? Riassumo per il baby Cristiano Gatti: Ha più valore pesare le vittorie che contarle. Il discorso della serva lascia il tempo che trova perchè Coppi è stato fermo 5 edizioni del Giro d'Italia (1941-1945) dopo averlo vinto nel 1940. E' stato assente, sempre per motivi bellici, a 6 edizioni del Tour de France (1940-1945). Scusa se è poco, poi è esatto il commento del Benedini: Coppi stette fermo intere stagioni ciclistiche per infortuni e malattie; mi risulta che abbia portato a termine pochissimi Tour, ma ne vinse 2 e nella stessa stagione anche il Giro, significa che quando era in salute non lo batteva nessuno. Altra cosa importane, il Coppi doveva contendere le vittorie ad uno Bartali, Koblet, Bobet, Kubler, lo stesso Magni, tutti vincitori di Giri e Tour. Mercks, pur fortissimo, aveva contro Adorni, Baronchelli, Battaglin, Pingeon, Puolidor, non so se mi spiego. L'unico di valore fu Gimondi, che in più occasioni lo battè.
#2 luciano Benedini (2) - lettore
il 04.01.10 alle ore 15:34 scrive:
il sig Gatti che stimo e di solito,condivido quasi tutto di ciò che scrive,questa volta non mi trova d'accordo;primo perchè non si può valutare come fà lui semplicemente raffrontando dei numeri il valore delle imprese di uno come Fausto Coppi.Dimentica di dire che Coppi si dovette fermare per oltre due anni per via della seconda guerra mondiale,ha subito incidenti che ne hanno compromesso per mesi e mesi l'attività agonistica Saluti Luciano Benedini
#1 luciano Benedini (2) - lettore
il 04.01.10 alle ore 15:25 scrive:
L'articolo che ha scritto e pubblicato oggi Cristiano Gatti ,"E io mi schiero",riferito al mito di Fausto Coppi e di Eddy Merkx,è incompleto e non mi piace. Il sig.Gatti,che leggo sempre e con il quale condivido la maggior parte di ciò che scrive questa volta poteva risparmiarselo ciò che ha detto,non perchè non è vero ciò che afferma,i numeri che ha dato sono ,probabilmente esatti,445 vittorie Merkx,123 Coppi,ma dimentica che Coppi ha dovuto fermarsi oltre due anni per via della seconda guerra mondiale.Ha subito incidenti gravi ed invalidanti che ne hanno compromesso per lungli tempi la carriera.Se non ci fossero stati questi trascurabili fatti ,è molto probabile che il divario tra i due fosse stato molto diverso.Era così bello l'articolo che scrisse Gatti il 30/12/2009 " Coppi un uomo solo oltre il mito " che ,sinceramente questo ( articolo ) poteva tenerselo dentro,perchè non c'è paragone con le vittorie,il periodo storico in cui avvennero e gli avversari che gareggiavano. Luciano B
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