Come il web cambia l'informazione

La tragedia di Viareggio ha portato alla ribalta anche qui da noi (nel caso ce ne fosse ancora bisogno) il “citizen journalism” o “giornalismo dal basso” (se preferiamo una definizione in italiano)... 

di -

La tragedia di Viareggio ha portato alla ribalta anche qui da noi (nel caso ce ne fosse ancora bisogno) il “citizen journalism” o “giornalismo dal basso” (se preferiamo una definizione in italiano)...

Sono presenti in rete decine di foto e filmati sul disastro ed è anche nato un tumblr (del microblogging e di tumblr abbiamo già parlato qui) sul disastro di Viareggio. Lo trovate all’indirizzo http://rabendeviaregia.tumblr.com/

Di cosa si tratta? Cos’è oggi il citizen journalism?

Grazie alle moderne tecnologie oggi sono disponibili a basso costo mezzi che permettono di effettuare riprese, registrare audio e scattare fotografie ad un livello di qualità vicini a quello di apparecchi ben più professionali e costosi. Le persone così possono trasformarsi in giornalisti “d’assalto” e diffondere online filmati e notizie pochi minuti dopo l’accaduto.

La mole di dati e la capillarità del citizen journalist fa impallidire i media “di vecchia generazione” che non possono essere così reattivi (non si può avere un giornalista in ogni città) e spesso rincorrono: ci sono testate che si appropriano dei filmati messi in rete dagli utenti inglobandoli nelle proprie pagine mentre altre (poche a dir la verità) citano correttamente le fonti e la provenienza dei filmati o delle fotografie.

Altre testate invece cercano la via della collaborazione: chiedono agli utenti di inviare foto e altri contenuti multimediali con la promessa di pubblicazione.

Protagonisti di questo movimento di “giornalisti fai da te” sono il solito youtube e siti come youreporter.it: quest’ultimo in particolare è una piattaforma specializzata (accetta addirittura news via MMS) che da la possibilità di cercare notizie di prima mano in base alla regione di interesse.

C’è addirittura una TV user-generated. Current (disponibile nel pacchetto SKY) che (cito dal sito ufficiale) “trasmette via cavo e sul satellite tutti i giorni, 24 ore su 24: è inoltre l’unico network, dotato anche di un sito web, la cui produzione e programmazione è realizzata in collaborazione con il proprio pubblico.”
Mai pensato di fare il giornalista 2.0? Beh, oggi è facile, a poche centinaia di euro (ma basta anche un cellulare) tutti possiamo andare a caccia di notizie!


Francesco Napoletano | Napolux dello staff di Uni-Fi Srl

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

#4 websal (60) - lettore
il 07.07.09 alle ore 10:11 scrive:
Scusate ma giri mentali vi fate? Dal basso vuol dire dal popolo di solito, non è mica dispregiativo mi sembra... no?
#3 pinn (1047) - lettore
il 06.07.09 alle ore 14:44 scrive:
E' una grande opportunità. Tuttavia il problema è che sovente il giornalismo dal basso risulta la brutta copia del giornalismo dall'alto. Si tratta spesso di attivisti e non di giornalisti e come tali funzionali nell'assecondare la verità preconfezionata dagli attivisti del carrozzone mediatico dominante. Se così non fosse sarebbe veramente riduttivo chiamarlo giornalismo dal basso. Se così non fosse sarebbe finalmente l'unico giornalismo decente.
#2 falconero (123) - lettore
il 06.07.09 alle ore 13:39 scrive:
Mi domando solo una cosa: chi e' il genio che ha scovato la definizione "giornalismo dal basso" (se proprio vogliamo dargli una definizione)? Non sarebbe molto piu' logico ed intuitivo un "giornalismo popolare"? O "cittadino" per tradurre alla lettera.....mah!
#1 OssodiSeppia (286) - lettore
il 06.07.09 alle ore 12:57 scrive:
"Giornalismo dei Cittadini": quindi, in italiano, "giornalismo dall'alto". Non dal basso.
- correlati
+ correlati