Google impazzito? Ecco cosa è successo

Google sabato scorso è impazzito per quaranta minuti. Quaranta lunghissimi minuti (a qualcuno sono parsi un’eternità)  durante i quali per il motore di ricerca di Mountain View tutto il web era diventato pericoloso

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Google sabato scorso è impazzito per quaranta minuti. Quaranta lunghissimi minuti (a qualcuno sono parsi un’eternità)  durante i quali per il motore di ricerca di Mountain View tutto il web era diventato pericoloso.

Qualunque ricerca (anche le più innocue come “Google” o “Barack Obama”) riportava, sotto gli URL, la dicitura “questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer”.

Subito il tam-tam si è diffuso su Internet. Dapprima su twitter (sistema di microblogging di cui abbiamo già parlato in passato) poi su moltissimi blog, sono comparsi articoli che descrivevano il problema e ipotizzavano cause e soluzioni.

Ma cosa è successo? Secondo Google stessa, che ha pubblicato un post di spiegazioni e scuse sul suo blog (in inglese) si è trattato di un errore umano.

Un errore (una banalissima “/”) nella lista dei siti malevoli mantenuta da Google per assicurare la qualità dei risultati delle ricerche effettuate non è stato interpretato come tale e l’errore si è propagato a cascata su tutti gli indirizzi internet dello sterminato indice di Google.

Senza entrare nel tecnico vi basti sapere che il simbolo “/” (slash) ha un significato speciale nel mondo dell’informatica e in particolare nei sistemi basati su UNIX. La slash infatti rappresenta la directory radice di un sistema (da cui si diramano tutte le altre, che sono quindi directory “figlie” della radice). Interpretando come malevole “la root” Google ha marchiato come malevoli tutte le “cartelle” derivate da essa (tutti i siti web del mondo).

L’errore per fortuna è stato individuato e risolto nel giro di quaranta minuti (meno in realtà, i 40 minuti sono stati necessari per diffondere l’aggiornamento a tutti i datacenter Google), ma ha mandato comprensibilmente nel panico gran parte degli utenti...

L’errore, anche se di breve entità e subito risolto è costato comunque qualcosa anche a Google stessa. Secondo una stima fatta dal blog SearchEngineLand.com la cifra persa da Google durante il “down” si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di dollari. Non proprio bruscolini, nonostante i ricavi iperbolici che ogni anno macina il motore di ricerca.

Francesco Napoletano | Napolux dello staff di Uni-Fi Srl

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COMMENTI

#5 dbgf_be (9) - lettore
il 13.02.09 alle ore 15:17 scrive:
Complimenti per l'autore dell'articolo (Francesco), ben scritto e molto chiaro. Bravissimo.
#4 hellstrike (455) - lettore
il 05.02.09 alle ore 14:09 scrive:
Fede67 : ma che c'entra la Danimarca .. e poi : quel "sotto sotto c'è qualcosa" dimostra come sia facile creare falsi miti o teorie strampalate secondo le quali dietro a qualsiasi cosa c'è quacuno che trama ... Mah : è stato un errore, umano , che da programmatore posso ben comprendere. Complimenti all'autore dell'articolo che ha spiegato cosa è successo stoppando in questo modo quanti avrebbero voglia di dar fiato fatti inesistenti. Per il resto basterebbe leggere le spiegazioni di Google che sono più che soddisfacenti e soprattutto sincere.
#3 Napolux (15) - lettore
il 05.02.09 alle ore 13:52 scrive:
Non so a voi, ma mi risulta tutto regolare...
#2 Gaterothai (14) - lettore
il 05.02.09 alle ore 3:37 scrive:
ci siamo, ecco la sindrome persecutoria !! oppure é malfiducia cronica tipica italiana? ma dai "fede67" é stato un errore di codice, punto e basta
#1 fede67 (480) - lettore
il 04.02.09 alle ore 13:25 scrive:
Mmmm... però oggi siamo da capo... e per ben più di 40 minuti... forse sotto-sotto c'è qualcosa di più grave... c'è del marcio in Danimarca...
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