Perchè il web marketing non è in crisi

Si tratta di uno dei pochissimi settori che non conoscono crisi. E’ un’opportunità per gli investitori che non amano rischiare e soddisfa le aspettative degli operatori del settore

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Si tratta di uno dei pochissimi settori che non conoscono crisi. E’ un’opportunità per gli investitori che non amano rischiare e soddisfa le aspettative degli operatori del settore. La pubblicità online, anche in Italia, è in forte crescita e le motivazioni sono da ricercare direttamente nelle caratteristiche che la rendono unica, interattiva e soprattutto dai ritorni misurabili.

Cosa accade quando si pianifica una campagna pubblicitaria in TV? Immagino si analizzi principalmente il target del prodotto/servizio da promuovere. In seguito è necessario individuare quali fasce orarie e trasmissioni godranno presumibilmente dell’attenzione del target di riferimento.

A questo punto la campagna prende il via, lo spot viene visualizzato da decine di migliaia di telespettatori. Alcuni di questi acquisteranno il prodotto/servizio. Al termine della campagna sarà possibile “stimare” quanto l’investimento in pubblicità televisiva è risultato efficace al fine di incrementare fatturato ed utili. Si calcola quindi quanto è costata la pubblicità televisiva per ogni singolo prodotto/servizio venduto e si tirano le somme.

Cosa accade se negli stessi giorni si pianifica anche una campagna sui maggiori quotidiani nazionali o periodici di settore? L’iter dovrebbe esser simile. Si studia il target e si pianifica la strategia più adeguata.

Allo stesso tempo pianifichiamo una campagna di cartelloni 6x3 in giro per le strade italiane.

Tutte le differenti campagne hanno prodotto una certa quantità di vendite. A questo punto, al fine di ottimizzare gli investimenti in pubblicità, dovremmo capire quale delle campagne è risultata maggiormente efficace ed ha prodotto quindi il maggior utile a fronte di un minor costo. A tal fine non potremo fare altro che affidarci ad una stima basata principalmente su dati statistici.

La Pubblicità Online va ben oltre. Chi investe in pubblicità online di qualunque genere è potenzialmente in grado di conoscere l’esatto numero dei potenziali clienti che ha cliccato su un determinato banner o link presente su un particolare portale, anche quando la campagna prevede la promozione su 100 portali differenti. Ciò che è davvero straordinario della pubblicità online è che l’investitore può conoscere con esattezza la provenienza dei visitatori che hanno effettuato un acquisto. Questo è ciò che distingue la pubblicità online dalla tradizionale.

Facciamo un esempio. Immaginate di pianificare una campagna online della durata di un mese pubblicando un banner su 1 portale generalista, 1 link su un portale di settore ed una campagna in pay per click su Google (il vostro sito tra i collegamenti sponsorizzati).

Al termine della campagna sarete potenzialmente in grado di conoscere il numero esatto di visitatori provenienti dal portale generalista e quanti di questi hanno acquistato il prodotto, ed allo stesso modo per il portale di settore e per la campagna in pay per click su Google.

Avrete quindi la possibilità di misurare con precisione quanto ogni fonte è risultata efficace al raggiungimento dell’obiettivo finale. Potrete quindi decidere di orientare gran parte degli investimenti sul sito o iniziativa promozionale online che risulta maggiormente efficace, riducendoli allo stesso tempo sulle campagne a basso rendimento.

Vi sarà inoltre possibile conoscere una serie di dati significativi riguardo i vostri nuovi clienti come ad esempio la provenienza geografica.

La misurabilità della pubblicità online offre indubbiamente ottime opportunità di business anche in tempi di crisi, proprio perché rende possibile una “chirurgica” ottimizzazione dei budget.
   
Alessandro Sportelli |  Web Marketing Forum
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COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 hellstrike (455) - lettore
il 08.12.08 alle ore 22:52 scrive:
Nell'ultimo decennio il web-marketing si è evoluto portando soluzioni che fino a prima erano impensabili. Io lavorando in un settore i cui guadagni dipendono molto da questa diversificazione non posso che confermarlo. Però a medio termine, se la crisi economica prenderà definitivamente piede, prima o poi andrà a toccare questo settore. Io penso comunque che in Italia venga ancora sfruttato pochissimo l'enorme potenziale di questa risorsa. Una risorsa che proprio adesso, nel mezzo della crisi sembra essere una delle poche a fornire posti di lavoro. Questo almeno in Germania.
#16 Alessandro Sportelli (38) - lettore
il 01.12.08 alle ore 18:07 scrive:
Grazie web marketing manager... come hai giustamente fatto notare l'articolo non è appositamente rivolto agli specialisti perchè si presume che il lettore medio di ilgiornale.it non lo sia. Tuttavia sono piacevolmente sorpreso, ed anche un pò spiazzato, dai commenti di questo articolo. Non escludo che in seguito mi venga richiesto di "spostare leggermente il tiro". Grazie ancora per il contributo.
#15 Web Marketing Manager (1) - lettore
il 01.12.08 alle ore 14:21 scrive:
Interessante, questo articolo. Certo, non dedicato agli specialisti e non credo fosse questa l'intenzione dell'ottimo Sportelli. Ne parlo con coscienza perché si tratta del mio lavoro da un decennio: sono partito da i banner "un tanto al chilo" (presenze fisse), ai costi per visibilità, per click, per lead e per sale. Un rondine (Seat) non fa primavera ed è vero che il posizionamento fa molto, ma non da solo: specialmente per chi parte da zero in settori magari competitivi (ho avuto clienti dei più disparati settori) e non può ambire a posizionarsi bene neanche in medio periodo, a meno di pratiche poco apprezzate da Google. A mio avviso la difficoltà è più generazionale: il budget sta ancora in mano a marketing manager poco avezzi al web, che non lo capiscono e temono che gli si rubi. alla fin fine, il potere (la poltrona). Ed ora in periodo di recessione ho visto volgere interi budget al web (parliamo di milioni) proprio perché misurabile, al confronto di ipotesi non riscontrabili.
#14 Alessandro Sportelli (38) - lettore
il 29.11.08 alle ore 13:59 scrive:
@Clorindo siamo assolutamente allineati e non le nego che mi fa piacere. In fin dei conti la pensiamo quasi allo stesso modo. Probabilmente si è fatta un pò di confusione per via della modifica del titolo dell'articolo. La ringrazio ancora per aver incentivato e reso interessante la discussione. @Alesio... La penso come te ma credo anche che il web marketing vada ben oltre "google".... ed aggiungo "meno male :)". Ciao
#13 AlesioFuriente (60) - lettore
il 29.11.08 alle ore 1:18 scrive:
il posizionamento sui motori di ricerca è il web marketing, dato che è il miglior sistema pubblicitario presente in internet, non è invasivo e si sviluppa sulla precisa domanda del potenziale cliente. le campagne banner, da svariati anni, si sono rivelate fallimentari ed oggi si cerca un rilancio andando a far collimare questa tipologia di sponsorizzazione con l'aumento del brand aziendale. la ford l'anno scorso ha investito parecchio ottenendo buoni risultati: in proporzione è risultato il migliore per ritorni. il problema e che le pmi non hanno quelle cifre da investire e allora una campagna improntata in quella direzione è una pessima idea. a mio avviso i migliori investimenti sono due: seo e adwords, il resto è noia. Aggiungo che investire in acquisto di link per incremento del PR è una pratica che già sta portando molti inconvenienti, dato che google penalizza i siti che acquistano link a pagamento.
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