"Il metodo Di Bella? Serve un metodo scientifico"

Abbiamo chiesto al Professor Tirelli, primario di Oncologia medica, cosa ne pensa del metodo Di Bella

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Umberto Tirelli è primario di Oncologia medica al Centro di Riferimento Oncologico (CRO) dell’ Istituto nazionale Tumori di Aviano (Pordenone).

Professore cosa ne pensa del Metodo Di Bella?
“Non sono in disaccordo su nulla dal punto di vista teorico, ma dal punto di vista dei risultati - che sono quelli che interessano - sì”

I risultati parlano di 553 pazienti guariti…
“Chi lo dice? Quando uno presenta una cura miracolosa deve farlo nelle sedi opportune. Deve spiegare per quale tumore (e a che stadio) è indicata la tal cura. È bello sentire che una persona guarisce ma non basta, i dati vanno riportati in maniera seria…”

Di Bella ha presentato questi casi a vari congressi (ai World Cancer Congress di Singapore nel 2010 e di Dalian in Cina quest’anno) e sono uscite pubblicazioni su Neuroendocrinology Letters e sull’International Journal of Gynecological Cancer (vol 21, supp 3 October 2011)
“Sono riviste di livello medio basso e sono congressi a cui tutti possono partecipare…”

Ci sono lavori anche sulla banca mondiale PubMed
“Io ho pubblicato 496 lavori su PubMed, Di Bella quanti?” (Il padre Luigi circa 300 ndr)

Avete mai usato i farmaci che impiega Di Bella per curare i tumori?
“A volte sì, la somatostatina è efficace in alcuni rari tumori dell’intestino e in altri neuroendocrini. Ripeto: le medicine possono essere efficaci ma occorre un metodo scientifico. Non sto dicendo che io guarisco e lui no. Tutti abbiamo amici e parenti che sono morti di tumore, se avessimo la cura saremmo i primi a usarla”

Cosa ne pensa del principio di contrastare i fattori di crescita che Di Bella applica a tutti i tumori?
“Non mi interessa questo, è un fatto che non viene compreso”.

Ascolta l'intervista al Professor Tirelli

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COMMENTI

#5 francescoraffaele (114) - lettore
il 02.01.12 alle ore 15:34 scrive:
chiedere al sigr Tirelli cosa ne pensa del MDB e come chiedere ad un oste rancoroso e vendicativo, come è il vino dell'osteria di rimpetto. La risposta è una sola E? ACETO. Per accertare queste mie affermazioni basta cercare i dibattiti televisivi sull'argomento nel 97-98. se a questo si aggiunge che il soggetto in discussione fu anche alunno all'università del prof. LUIGI DI BELLA il resto è tutto diventa più chiaro, magari facendo un escursus nel curriculum universitario si capirebbe meglio tanto astio.
#4 puppet (15) - lettore
il 22.12.11 alle ore 21:21 scrive:
Senza fare altre sperimentazioni "scientifiche" basterebbe che i fautori della terapia Di Bella indicassero il numero totale dei pazienti trattati nel corso degli anni. 553 pazienti, sopravvissuti dopo 5 anni dal manifestarsi della malattia, su un insieme per esempio di 2000 casi sarebbe significativo dal punto di vista statistico. Il problema è sapere se effettivamente tutte queste persone sono state tenute sotto controllo medico per quel lasso di tempo con una osservazione scientifica a posteriori. Nel caso invece di un numero superiore, ad esempio =>8000 soggetti, la percentuale di remissione rientrerebbe nella media delle terapie tradizionali.
#3 pietrom (971) - lettore
il 10.12.11 alle ore 0:27 scrive:
Si permette pure di essere strafottente... Parla di metodo scientifico quando loro sono i primi a imbrogliare con le loro "sperimentazioni" le cui condizioni di partenza vengono volutamente alterate.
#2 aviglianese (25) - lettore
il 03.12.11 alle ore 17:32 scrive:
egregio dottor tirelli ma mi faccia il piacere...un medico che ha a cura i suoi pazienti ha IL DOVERE di valutare le nuove cure...non di sparare a zero come vedo sempre che lei..e altri suoi colleghi fanno..e poi...troppo facile andare in tv e sparare a zero sul metodo di bella senza contraddittorio...troppo facile e anche penoso direi..un dottore SERIO cercherebbe di capire COME MAI tante persone hanno fatto il metodo e sono guarite dal cancro! ma da parte sua come anche di altri vedo...MOOOLTA POCA VOGLIA DI APPROFONDIRE!
#1 alex333alr (15) - lettore
il 30.11.11 alle ore 14:38 scrive:
Il PROFESSORE DI BELLA è stato stritolato dagli interessi delle multinazionali ma soprattutto da quelli che ancorati a questi a succhiare la grossa mammella. Il Prof. Di Bella era alla svolta finale per combattere il cancro e con pochissima spesa, ecco che l'ordine delle M.N. , è stato forte e chiaro, imperativo: DOVETE FERMARLO A TUTTI I "COSTI"
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