AFRICA Tre torinesi in Panda

Aleggiava nell'aria il desiderio di un viaggio di quelli come si deve, in cui imparare qualcosa di nuovo: un'avventura benefica di 9.000 km in Africa Occidentale

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A cura di Latitudeslife.com
Testi e foto di Ludovico de Maistre Taurinorum Travel Team

Un giorno di marzo 2009 è stato speciale. Aleggiava nell'aria il desiderio di un viaggio di quelli come si deve, in cui imparare qualcosa di nuovo, senza spendere troppo, ma riportando a casa tanto. Negli stessi giorni erano aperte le iscrizioni per l'Africa Rally, una spedizione benefica con partenza da Londra e arrivo a Limbe, in Camerun, organizzata da The Adventurists, conosciuta società inglese che si occupa di viaggi no-limits.

Per l'ambitissima gara arrivano auto da ogni parte del mondo con team cinesi, scozzesi, canadesi, australiani, neo zelandosi, inglesi e italiani. Così quel giorno con due amici, Carlo Alberto Biscaretti di Ruffia e Paolo Rignon, ho iniziato a realizzare un sogno: ci siamo iscritti. Sulla carta sembrava una bazzecola: io e i miei due compagni di viaggio dovevamo solamente guidare da Londra fino al Camerun con un vecchio catorcio di latta. Una delle regole principali per partecipare alla spedizione, infatti, era usare un'auto con cilindrata massima pari a 1000 cc. Ci siamo subito lanciati nella ricerca del mezzo che doveva farci attraversare il deserto, il Sahel, le foreste, le savane ed immense distese di polvere e sabbia.

Da fieri torinesi abbiamo trovato, dopo settimane di ricerche assidue, una Fiat Panda 4×4 del 1987, modello Sisley. E nata così la Taurinorum Travel Team, squadra di viaggio sponsorizzata e sostenuta dal Taurinorum Club per esplorare e conoscere il mondo con l'obiettivo di unire grandi progetti avventurosi a scopi umanitari e giornalistici. Il viaggio non sarebbe stato solo l'apoteosi di un'avventura unica nel suo genere, ma aveva anche degli scopi molto più nobili e importanti, al di là del puro divertimento.

Ciò che ha differenziato il nostro viaggio da tutti gli altri è stato, appunto, l'obiettivo finale. Per non essere squalificati e per poter partire alla volta del Camerun, dovevamo raccogliere una somma minima da devolvere a favore di un progetto umanitario; ogni squadra poteva scegliere quale ed impegnarsi a sostenerlo. Tra tutti quelli proposti abbiamo scelto Send a Cow, che promuove programmi di agricoltura sostenibile e insegna ai piccoli allevatori del nord del Camerun come gestire al meglio il bestiame e le risorse alimentari.

Oltre a raccogliere almeno 1.000 sterline prima della partenza, tutte le macchine che ce l'avrebbero fatta ad arrivar a destinazione, sarebbero state vendute ad un'asta pubblica ed il ricavato devoluto a sostegno di altri progetti benefici del luogo. La nostra fan page su Facebook ci è stata molto di aiuto per ricevere contributi e donazioni. Grazie all'impegno di tutte le squadre partecipanti, 35 iscritte, ma solo 17 giunte a Limbe, sono stati raccolti oltre 70.000 euro a sostegno di numerosi progetti camerunesi: Send a Cow, The Ape Action Africa, The Rainforest Foundation, Limbe Wildlife Centre e Global Music Exchange.

Prima di partire dovevamo sistemare la macchina. Due tagliandi completi, riparazione e sostituzione di qualche giunto, installazione di un placca d'acciaio protettiva, qualche pezzo di ricambio e tre gomme di scorta e il nostro mezzo era pronto. L'itinerario è stato incerto fino allultimo a causa della situazione politicamente instabile in numerosi Paesi dellAfrica Sahariana e Occidentale. Il 10 dicembre, ormai pronti ad andare a Londra da dove era prevista la partenza ufficiale del rally con tutti gli altri equipaggi, abbiamo ricevuto una comunicazione urgente dell'organizzazione: ci diceva che la spedizione era stata cancellata su ordine dell'Head Office of Counter Terrorism in Inghilterra.

Il pericolo che i militanti di Al-Qaeda in Mauritania colpissero le vetture partecipanti, era reale e ritenuto troppo elevato. Dopo una giornata di attesa snervante, ci è stata comunicata la possibilità di evitare le zone più a rischio spedendo la macchina via mare. Per fortuna in quel momento eravamo in strettissimo contatto con l'altra squadra italiana, il team NoBrain, con cui ci siamo sentiti al telefono almeno quattrocento volte per decidere se partire o no, se valeva la pena o no, se costava troppo o no, se ce l'avremmo fatta o no… La prima telefonata, dopo l'annullamento del viaggio, è stata chiara e concisa: "Ma li mortacci di sti terroristi, e mo' chesse fa??!!". Anche i romani erano tre: Luigi, Filippo e Pietro. Dopo un paio di giorni di titubanza, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: Basta! Partiamo! Non ci sarà mai un'altra occasione simile!. E siamo partiti…

La spedizione in Africa è raccontata in un libro scritto da Ludovico de Maistre, che uscirà prima di Natale: "Tre uomini in Panda, storie d'Africa", edizioni Campi Magnetici, in cui sono raccontati aneddoti e consigli per vivere un'avventure come quella della TTTeam. La Taurinorum Travel Team è di nuovo in partenza. Ad agosto 2011 attraverserà il Sud America, da Buenos Aires in Argentina a Lima in Perù, con un modello di Ape Calessino Piaggio. Sponsorizzata Ferrino, la spedizione servirà a raccogliere fondi per il Progetto Humanitas Onlus, associazione creata dal Tucano Viaggi Ricerca, tour operator con cui la squadra ha instaurato un'amichevole, ma professionale collaborazione.

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L'Associazione Progetto Humanitas si propone di individuare e seguire – direttamente o in accordo con altre Organizzazioni umanitarie – iniziative di sostegno e tutela di piccole comunità, minoranze etniche o gruppi tribali le cui necessità non sono inserite nei grandi piani di aiuto internazionali. Oltre infatti agli organismi internazionali e al di là delle scelte politiche, Humanitas crede fortemente all'importanza degli interventi solo apparentemente “minori”. Costruire un pozzo per facilitare l'accesso all'acqua significa alleviare così i disagi di una popolazione già stremata, creare una scuola per favorire l'alfabetizzazione di una comunità significa consolidare il suo senso di appartenenza alla tribù o al villaggio, soprattutto quando questo sia stato distrutto da avvenimenti cruenti che hanno lasciato orfani privi di qualsiasi riferimento.

LE INIZIATIVE CHE PROGETTO HUMANITAS SOSTIENE:

Progetto Sololo: villaggio per gli orfani dell'AIDS, Kenya
Pino Bollini, con il comitato di Collaborazione Medica, sostiene un'importante progetto di solidarietà a favore dei bambini orfani malati di AIDS della comunità Borana di Sololo, nel nord del Kenya. Il progetto consiste nella costruzione di unità abitative stabili e l'avvio di un modello educativo-formativo aderente allo stile di vita e alla cultura Borana.

Orfanatrofio G.V. Chicherin di Karaul, Russia
Il Tucano ha inoltre risposto ad una richiesta di aiuto della direzione dell'orfanatrofio di Karaul, nella regione di Tambov, nella Russia sud-occidentale, finanziando la fornitura di materiale di prima necessità per circa 100 bambini in età scolare e prescolare.

Il Tucano Viaggi Ricerca, socio fondatore di Progetto Humanitas onlus, devolve la quota di Euro 10 per ogni viaggiatore all'Associazione, che li destinerà – unitamente alle quote associative, ad elargizioni, fondi e donazioni – agli scopi sociali e di solidarietà individuati.

Le coordinate per fare una donazione sono: Progetto Humanitas Onlus. IBAN: IT 82 U 02008 01046 000041169828.

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