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Nel vortice della demenza presenile

Maria ha 45 anni e circa due anni fa ha scoperto di essere affetta da demenza presenile, si ipotizza che abbia l'Alzheimer. La sua vita, da allora, è completamente cambiata: a causa dei disturbi della memoria non può più lavorare, guidare, prendersi cura di sé senza essere aiutata. Non è più in grado di compiere in autonomia gli atti quotidiani della sua vita. Ma per l'Inps è invalida al 65% e quindi non ha diritto all'indennità di accompagnamento e all'inabilità totale al lavoro. Maria ha intrapreso una battaglia giudiziaria contro l'Inps che terminerà non prima del prossimo anno. Intanto la sua malattia, per la quale al momento non c'è cura, continuerà a progredire. E Maria, oltre ai disagi che sta vivendo personalmente per il progressivo deterioramento cognitivo, deve lottare anche contro un sistema probabilmente inadeguato per chi si trova a vivere precocemente la demenza.