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Lo scandalo dell'aula bunker di Opera

È costata circa 11 milioni di euro, i lavori iniziati negli anni Novanta non sono ancora del tutto conclusi: l'ennesimo spreco della giustizia meneghina è l'aula bunker di Opera. Una struttura che sorge a ridosso del carcere, pensata in un epoca in cui i maxiprocessi si celebravano, a oggi mai utilizzata.

Non esiste neppure una strada per raggiungerla: come si vede nel video, bisogna passare per i campi. Il procuratore generale Roberto Alfonso dice che se ne sarebbe dovuto occupare il ministero della Giustizia attraverso il provveditorato del Dap. Ma al Dap replicano che al massimo possono ricavare un percorso all’interno del penitenziario: così, per assistere a una udienza pubblica, si dovrà passare per un carcere.

Il progetto iniziale è mutato in corso d’opera, qualche anno si è perso per il fallimento della ditta appaltatrice, poi c’è stato l’innalzamento della falda acquifera a Milano, è stata modificata la normativa antisismica e, strada facendo sono cambiate le esigenze del tribunale che, in un primo momento voleva due aule bunker, e alla fine un’aula e un grande archivio.