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Il viaggio infinito di Francesco

Un ascensore rotto nel tragitto, addetti Atm assenti, montascale vecchi e lenti e treni che passano senza poterli prendere. Un venerdì sera qualunque si è trasformato in un incubo per Francesco Gallone, ventunenne milanese, che voleva solo raggiungere gli amici in metro, come tutti sono abituati a fare a Milano. Eppure le fermate scelte sono considerate accessibili da Atm e dal Comune di Milano, almeno sulla carta.

"La verità è che un disabile non può muoversi coi mezzi pubblici se non vuole ammalarsi per la rabbia", spiega Francesco, che il problema lo conosce bene nonostante la giovane età. I dipendenti Atm, quando ci sono stati, sono stati gentili. Ma non basta, non può bastare. Il servizio si può migliorare aumentando il numero degli ascensori, sostituendo i montascale, e incrementando l'accessibilità delle linee di superficie. "Già il fatto di dover chiamare ogni volta il numero del centralino e attendere una decina di minuti per sapere se vale la pena uscire da casa è assurdo", commenta il ragazzo.

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