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La battaglia di Sinjar

I paracadutisti italiani in prima linea nel nord dell'Iraq, che addestrano i Peshmerga, i leggendari combattenti curdi contro le bandiere nere. La battaglia di Sinjar, la città yazida ripulita etnicamente dal Califfato, dove si continua a combattere giorno e notte. I monuments men italiani, una pattuglia di archeologi in Kurdistan, che lottano per salvare dalle grinfie dello Stato islamico il patrimonio culturale di un paese e dell’umanità. Domani in edicola nell’inserto Controstorie dei grandi reportage del Giornale resi possibili da voi lettori, grazie a Gli occhi della guerra ed in formato multimediale sul sito con foto e video. Come questo servizio in presa diretta nel cuore della battaglia di Sinjar dove i combattenti curdi utilizzano le armi italiane e gli aerei alleati bombardano le postazioni dello Stato islamico

Commenti

FRANZJOSEFVONOS...

Mer, 09/09/2015 - 16:34

HO INVIDIA DI VOI CHE SIETE IN IRAQ VIVA LA NEMBO VIVA IL SAN MARCO VIA LA FOLGORE VIVA IL COMSUBIM VIA GLI ALPINIVONORE ONORE E GLORIA

HappyFuture

Mer, 09/09/2015 - 16:36

Dalla prima pagina: "I paracadutisti italiani in prima linea nel nord dell'Iraq" Ma in prima linea a Sinijar c'è solo un laciarazzi italiano usato dai Curdi. Di paracadutisti, come è giusto che sia, neanche l'ombra. Per piacere, non facimme ammuina!

cgf

Mer, 09/09/2015 - 17:55

@HappyFuture il corpo paracadutisti non si addestra solo a lanciarsi, piegare il paracadute e rilanciarsi, ma è un corpo SPECIALIZZATO nel combattimento e nella guerriglia con tattiche completamente diverse dalla fanteria.

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