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Movida selvaggia, “Pile in marcia” per la protesta popolare

Sotto i riflettori la movida selvaggia, tra le principali criticità che investono la città di Pomigliano, e dai riflettori alla “pila”, non casuale la scelta della torcia per la terza marcia promossa dall’associazione “P Greco”, da settimane promotrice di una mobilitazione popolare finalizzata ad ottenere garanzie rispetto al futuro della città dall’amministrazione Russo.

Nel mirino decoro urbano, sicurezza sul territorio, e poi ancora la gestione complessiva della folta presenza di avventori nel centro urbano, tra i principali luoghi d’interesse della platea giovanile, un crescendo che negli ultimi anni ha innescato il moltiplicarsi di locali che, ad oggi, costituiscono fetta importante dell’economia sul territorio pomiglianese.

E le criticità si moltiplicano, da quelle direttamente legate ad attività commerciali ed avventori, in strada fino alla tarda notte, a quelle di contorno legate al raggiungimento dei luoghi. Traffico in tilt, fenomeni di sosta selvaggia compromettono il week end dei residenti delle principali arterie cittadine.

L’appello alle istituzioni in un appuntamento domenicale che diventa consuetudine per il gruppo, si parte, a pochi passi dal palazzo di città da cui nel frattempo sono arrivate le prime novità in materia. Prende il nome di “Pomigliano Serena” l’operazione di controllo straordinario che porterà ad un incremento delle attività di presidio sul territorio, con l’ausilio di otto agenti di polizia municipale in attività tutti i week end dalle 22:00 alle 2:00. A supporto degli utenti, un numero dedicato per il tempestivo intervento dei poliziotti in servizio.

"Il nostro non è un movimento politico - il commento di Felice Romano, per l'associazione P Greco - Stiamo facendo un percorso democatico finalizzato ad individuare i principali problemi che investono la città. L'obiettivo è quello di rendere partecipe la comunità, nella redazione di un programma da presentare alle istituzioni. Per i controlli sulla movida, bene il potenziamento del servizio ma quel che c'è da domandarsi. Perchè non è stato fatto prima?"