Articolo di: Massimiliano Mancini | Follow on Twitter
Il progetto del team di Facebook di impadronirsi dell'informazione e della costruzione del web è sempre più marcato. Ogni piccolo mattoncino che aggiungono è pesato nel modo giusto. Cerca mercati e angoli del web ancora non raggiunti e si avvicina ad esso in punta di piedi. Forte di un numero di utenti senza precedenti. Forte ( e ben conscio) di aver raggiunto fasce di utenti assolutamente impensabili fino a poco tempo fa. Chi mai si sarebbe sognato di condividere informazioni sul web con casalinghe che non sanno neppure cosa sia il computer o con pensionati che la casella di posta la creano per ricevere le notifiche dalla banca per risparmiare l’invio cartaceo dell’ estratto conto?
Adesso con il nuovo “mi piace” per i contenuti web facebook esce da facebook, permette agli utenti di apprezzare contenuti esterni senza invadere la “privacy” degli altri con link in home. Consci che un visitatore in uscita che apprezza il contenuto, è un utente ancora più fidelizzato allo strumento che quel contenuto glielo ha fatto conoscere. Penso a Twitter. Il link che postano le persone che seguo li visito con puntualità e nella maggior parte dei casi li apprezzo. Ma sempre da Twitter riparto. Ecco, a Facebook mancava questo tassello. Ti apro il mondo, lo so che tanto poi torni. Lo fa sottovoce, e questo è apprezzabile. Ma se i pulsanti per la condivisione all’ interno dei social esistono praticamente da quando esiste il web, facebook lo fa mettendoci la faccia degli utenti. Perché il successo sta tutto lì. Prima ci si nascondeva dietro ad un nickname, adesso facebook si è impadronito dell’ identità digitale di milioni di persone. Quindi ogni azione ha il suo peso. Ogni azione, ragionata o impulsiva che sia, avrà le sue conseguenze.
Penso ad esempio alle recenti Pagine sociali, che altro non sono che dei modelli alla Wikipedia di contenuti estemporanei. Contenuti magari destinati a sparire dopo un periodo, oppure non più interessanti per gli utenti una volta tramontati. La volontà quindi di costruire contenuti di qualità e di interesse comune all’interno del Facebook , senza più aver bisogno di “uscire” per andarseli a cercare. Ecco quindi che nascerà la pagina di Napoleone con i contenuti di Wikipedia per quanto riguarda testi e aneddoti e le mappe di Bing, delle battaglie senza bisogno di visitare ne l’uno ne l’altro. Un ulteriore tassello, necessario per conquistare l ’informazione.
