I Beatles e leStart-up. Chi è più creativo?

Abbiamo chiesto a Johnnie Maneiro (http://980lab.com) un contributo sull'innovazione e il Web. Creativamente ha messo insieme due argomenti che gli stanno a cuore

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Abbiamo chiesto a Johnnie Maneiro (http://980lab.com) un contributo sull'innovazione e il Web. Creativamente ha messo insieme due argomenti che gli stanno a cuore: i Beatles e la creatività.

Dopo i Beatles non è stato facile scrivere o comporre brani, tra musicisti si è parlato da sempre di questo. Tutta la musica è stata in qualche modo influenzata dal lavoro dei ragazzi di Liverpool, che nonostante la carriera relativamente corta durata soltanto un decennio, hanno intensamente esaurito in termini di creatività tutto quello che può essere fatto. Basta ascoltare la loro variopinta produzione e confrontarla con la musica creata nei 30 anni successivi, per capire che un po' di Beatles c'è sempre. L'eredità del gruppo si sente ancora oggi. Da Michael Jackson a Caetano Veloso, in tantissimi hanno interpretato i Beatles e pensate che ogni minuto, in qualche radio del mondo, i deejay fanno partire "Yesterday", brano che non a caso è tra le tracce dell'album "HELP!".

Ultimamente si parla sempre più di innovazione e l'ingrediente fondamentale nell'innovazione è la creatività. Ecco il collegamento! Siamo sicuri che tutte le iniziative web o Internet che spuntano in forma di Start-up siano così creative come sembrano? Cosa creare di nuovo in Internet? Un motore di ricerca? C'è Google. Un nuovo Social Network? C'è Facebook. Una nuova App per iPhone? Ce ne sono una marea, una più inutile dell'altra.

Quindi... crisi nella creatività? Sì, senza dubbio c'è una crisi ma cerchiamo di venirne a capo. Ci può aiutare la definizione del matematico francese Henri Poincaré: "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili". Mi piace pensare che possiamo scollegare la creatività dal "creare dal nulla": interagire con il "già esistente" è il punto di partenza migliore (anche i Beatles hanno fatto così). Poi, se notate bene, la definizione di Poincarè finisce con la parola "utili".

Se concentriamo tutti i nostri sforzi per generare un'idea "utile" otterremo il riconoscimento sociale che sarà determinante nel successo di un progetto. Ma come capire se un'idea è utile oppure no? E poi, utile per chi? Solo a me o a tanti altri? Prendiamo un esempio semplice: il sito Internet che sto creando è utile a tutti o solo alla mia azienda? Quante volte ci siamo posti questa domanda davanti alla creazione di un sito? Prima di spendere tempo e soldi in un'idea, questa dovrebbe essere condivisa più volte, senza paura di essere copiati, altrimenti vorrà dire che non saremo stati convincenti proprietari dell'idea.

Poi, la nostra idea ci deve parlare! Non vorrei sfiorare l'astratto con questa mia affermazione, ma nonostante la creatività attraversi necessariamente momenti di confusione e perplessità, dobbiamo essere sensibili ad ascoltare quando e quanto la nostra idea ci comunica, è un ottimo segnale se la nostra idea ci stimola, il processo creativo a questo punto è iniziato.
La storia continua...

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COMMENTI

1 commenti
#1 lunisolare (2325) - lettore
il 03.11.10 alle ore 17:39 scrive:
La creatività si esprime con idee originali e non necessariamente in settori di interesse di difficile comprensione, e riconsiderare una soluzione ad un problema da un punto di vista non considerato prima, che oggi ci sia crisi anche di creatività è indiscutibile, a dire il vero a livello tecnologico siamo molto avanzati, ma per il resto stentiamo e di molto, sembra che siamo narcotizzati dalla droga del menefreghismo intellettuale, ci siamo adagiati mentalmente nel torpore della mediocrità, vivamo nell'illusione che domani cambierà qualcosa senza il nostro intervento, affoghiamo nel mare dell'ipocrisia, sappiamo solo lamentarci ma senza esporci, il conformismo è la nuova religione e guai agli eretici.
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