<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title></title><link>https://ilgiornale.it</link><atom:link href="https://ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/franco-grilli/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 11:07:07 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Sconto al ristorante? Sparito ​Sul dl Agosto governo in tilt]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/sconto-ristorante-sparito-sul-dl-agosto-governo-tilt-1882070.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/sconto-ristorante-sparito-sul-dl-agosto-governo-tilt-1882070.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Prima l'annuncio nella bozza del decreto, poi la retromarcia. Ed è scontro tra Pd e Cinque Stelle sulle misure. Cosa cambia]]></description><pubDate>Fri, 07 Aug 2020 07:33:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>bonus ristoranti</b>? Già sparito. Il governo innesta la retromarcia e si rimangia già l'incentivo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/ristoranti-arriva-sconto-20-sul-conto-1881488.html" data-datalayer-click-event-target="internal">per i pagamenti con carta al ristorante</a>. La misura era apparsa nelle bozze del dl Agosto nelle scorse settimane. Ma di fatto nell'ultima versione è sparita. Il bonus prevedeva un rimborso al cliente del 20% del conto. Uno "sconto" che avrebbe toccato anche diversi settori come quello dell'abbigliamento e dei mobili. Sul decreto Agosto dunque regna la più grande confusione. Come ha ricordato oggi ilGiornale, quello raggiunto dall'esecutivo è un vero e proprio "accordicchio". Nella nuova versione del dl che verrà poi discusso in Cdm trova spazio lo stop ai licenziamenti legato a cassa integrazione e sgravi. La durata delle misure sul lavoro potrebbe essere estesa fino al 15 novembre oppure fino al 31 dicembre 2020. Inoltre, sempre nell'"accordicchio" dei giallorossi sono entrati i tagli contributivi del 30 per cento per le imprese. Ma la retromarcia sul bonus per i pagamenti con carta al ristorante fa discutere.</p><p>La misura era stata proposta dal sottosegretario allo Sviluppo economico, <b>Alessia Morani</b>, che prevedeva un meccanismo di sconti immediati alla cassa, tra il 10 e il 20%, per le spese nei bar e nei ristoranti ma anche per l’acquisto di cucine, divani, elettrodomestici, scarpe e vestiti pagati con carte e bancomat. In alternativa, per la ristorazione, gli M5s sono in pressing per un rimborso del 20% della spesa sostenuta da settembre a dicembre, sempre per chi paga con carta, con un tetto massimo e senza limiti di reddito. Insomma nella maggioranza adesso regna lo scontro che ormai va avanti da diverse settimane. Sempre sul fronte della ristorazione restano nella bozza del decreto gli incentivi fiscali per i ristoratori che acquistano i prodotti del made in Italy e il contributo a fondo perduto per tutti gli esercenti dei centri storici delle città turistiche. Resta anche lo spostamento dell'acconto di novembre per le imposte di autonomi e professionisti. Infine, sempre sul fronte dei pagamenti viene anticipato di 30 giorni il debutto del cashback sugli acquisti. Si tratta delle misure annunciate da Conte qualche mese fa riguardanti chi sconti e i premi legati agli acquisti e ai pagamenti con la moneta elettronica. Ma nel dl Agosto potrebbero arrivare nuovi colpi di scena e il Cdm previsto per oggi si annuncia infuocato.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/6HIKBGQEORM6FGE4R53M54VJX4.jpg?auth=c3fe235a3d659b5ec3865770119eba5ba0865b0d39e62b04d18d3211307695c8&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Delimita, ecco le barriere in tessuto anti coronavirus]]></title><link>https://ilgiornale.it/video/cronache/delimita-barriera-tessuto-anti-covid-test-resistenza-1858434.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/video/cronache/delimita-barriera-tessuto-anti-covid-test-resistenza-1858434.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:11:10 +0000</pubDate><media:content url="https://d1etan7144q81b.cloudfront.net/07-12-2026/t_42772d724e78451488554bd93d63019f_name_thumbnail_1040925_0003.jpg" type="image/jpeg"/></item><item><title><![CDATA[Il virus e la "burocrazia": volo da Milano a Roma e due moduli da riempire]]></title><link>https://ilgiornale.it/video/politica/virus-e-burocrazia-volo-milano-roma-e-due-moduli-riempire-1854426.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/video/politica/virus-e-burocrazia-volo-milano-roma-e-due-moduli-riempire-1854426.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2020 20:46:40 +0000</pubDate><media:content url="https://d1etan7144q81b.cloudfront.net/07-12-2026/t_81c1930c116e4ad88e0bc69deb22650e_name_1586983435_annotazione_2020_04_15_223704.jpg" type="image/jpeg"/></item><item><title><![CDATA[Coronavirus, novità sui pagamenti delle pensioni: soldi consegnati dai carabinieri]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/pensioni-novit-sui-pagamenti-soldi-portati-casa-dai-1850085.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/pensioni-novit-sui-pagamenti-soldi-portati-casa-dai-1850085.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[I carabinieri si occuperanno di prelevare la pensione in posta e di consegnarla a domicilio agli over 75]]></description><pubDate>Sat, 04 Apr 2020 20:45:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nuove misure per i pagamenti delle <b>pensioni</b>. Come è noto negli scorsi giorni con un calendari preciso e in ordine alfabetico, Inps e Poste hanno erogato agli sportelli gli assegni previdenziali per la mensilità di aprile. Lo scenario, come aveva già ricordato ilGiornale.it, si ripeterà nei prossimi mesi per gli assegni di maggio e giugno. Il meccanismo è piuttosto semplice: scaglionare i pensionati in più giorni verso la fine del mese per evitare assembramenti alle Poste e dunque abbattere il rischio contagio che sarebbe molto più pericoloso per quella fascia di età degli over 65.</p><p>Ma a quanto pare l’esperimento avviato a fine marzo ha avuto risultati positivi a metà Infatti in diversi comuni sono state segnalate code davanti agli uffici con pensionati in fila nonostante le norme del distanziamento sociale imposte dai decreti per l’emergenza Coronavirus. Così, dal prossimo mese, verrà messa sul campo l’Arma dei <b>carabinieri</b>.</p><p>I militari infatti consegneranno a casa l’importo della pensione agli <b>over 75</b>. Una scelta che vede il Comandante Nistri fortemente entusiasta di questa iniziativa. La capillarizzazione dell'Arma sul territorio nazionale - si legge sul sito infodifesa.it - può garantire questo servizio. Nelle prossime ore l'ufficialità dell'operazione che sarà così sviluppata: "Il pensionato chiamerà il numero verde o la stazione CC e i Carabinieri, in un servizio appositamente comandato per le esigenze COVID19, procederanno a recapitare l'importo. I titolari di pensione dovranno firmare solo una delega che sarà dunque consegnata a Poste Italiane dai Carabinieri operanti”. Insomma con questa mossa molto probabilmente il rischio di code lunghe davanti gli uffici postali dovrebbe essere scongiurato. Le misure per il pagamento delle pensioni sono fondamentali per mettere a riparo la fascia d’età più debole dall’eventuale contagio da Coronavirus. Per tutti gli altri restano ferme le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/pensioni-nuove-date-i-mesi-maggio-e-giugno-1844932.html" data-datalayer-click-event-target="internal">indicazioni fornite da Inps e da Poste Italiane</a>. Verrà stilato anche a fine di questo mese un calendario che servirà a distribuire gli importi degli assegni a tutti i pensionati senza creare “ingorghi” agli sportelli. Anche le banche hanno chiesto ai proprio correntisti pensionati di recarsi su appuntamento per il ritiro della liquidità della pensione. Un altro metodo per evitare di aumentare il rischio contagio che è già elevato in diverse zone del Paese. Ma di certo l'impiego dei militari dell'Arma sarà un valido aiuto per rasserenare chi attende a fine mese la pensione per pagare quelle spese che in tempi di crisi sono sempre più difficili da sostenere.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YPTVZKJWHJMMBP6LU74FZX7AWY.jpg?auth=653047144de64a8db6d1d0045cbd39e694c5f2029af522ddfdfa9653f4d79f8b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Ecco l'ultima mossa della Bce: "Sì a Coronabond una tantum"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/ecco-lultima-mossa-bce-s-coronabond-tantum-1850077.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/ecco-lultima-mossa-bce-s-coronabond-tantum-1850077.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[La tedesca Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea apre all'ipotesi Coronabond]]></description><pubDate>Sat, 04 Apr 2020 19:09:34 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Bce</b> adesso apre all’ipotesi coronarono. Mentre in <b>Europa</b> prosegue il braccio di ferro tra il fronte del falchi e quello dei Paesi, tra cui l’Italia, che non vogliono l’attivazione del Mes per far fronte all’emergenza Covid 19, dalla banca centrale europea adesso arriva un timido segnale di apertura. “L'emissione di coronabond una tantum è una possibilità. Esistono altri strumenti che potrebbero essere utilizzati, come un fondo di salvataggio dell'Ue o misure che coinvolgono il Mes o la Banca europea per gli investimenti”, ha affermato la tedesca Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, parlando al giornale greco 'To Vima dell'emergenza coronavirus. A questo punto la Schnabel spiega quali possano essere le mosse dell’Europa per far fronte ad una crisi senza precedenti: “E' chiaramente necessario fornire sostegno a livello europeo ai Paesi dell'area dell'euro maggiormente colpiti dalla crisi. Questa non è solo una questione di solidarietà europea, ma ha anche senso dal punto di vista economico. Mitigare gli effetti economici negativi della crisi in ciascuno Stato membro e sostenere successivamente la ripresa rende l'intera Europa più forte”.</p><p>Insomma la Germania su questo fronte è sempre più divisa. La <b>Merkel</b> prosegue sulla su strada del “nein” anche grazie ai dati dei sondaggi che danno la sua popolarità in crescita. Ma l’il presidente del Bundestag, Wolfgang Schaeuble (ed ex ministro delle Finanze), si dice contrario a questa ipotesi: “coronabond non aiuterebbero alla soluzione di nessun problema che non si possa già affrontare con gli strumenti già esistenti”. “Anche in questa crisi chi prende le decisioni deve essere responsabile per le possibili conseguenze. E questo non accadrebbe più nel caso di una condivisione del debito. Attraverso i coronabond l'Europa non sarebbe più forte, ma più debole", aggiunge il presidente del Bundestag. Schaueble comunque sottolinea che la crisi del coronavirus deve essere affrontata "con quello che è umanamente possibile quanto a solidarietà". Il futuro dell’Europa e dell’Italia passa inevitabilmente da Berlino. E la partita è ancora tutta da giocare…</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7BYOUPA6GBIHFPFQJK4653AMXM.jpg?auth=387f2b27ef61fc86663cdfea5e516037ff906630e67ec43519ac09164f81ad36&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Botta di tasse (col Coronavirus)]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/botta-tasse-col-coronavirus-1833112.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/botta-tasse-col-coronavirus-1833112.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Non si fermano le sprangate fiscali sul Nord. Il 2 marzo si pagano 4 balzelli. La rivolta: "Non c'è solo la zona rossa"]]></description><pubDate>Fri, 28 Feb 2020 07:11:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'emergenza <b>Coronavirus </b>adesso tocca il portafoglio. Tutto il Nord ha combattuto e sta combattendo contro il virus che ha stravolto la vita degli italiani e soprattutto il portafoglio. Il governo, come è noto, ha bloccato le cartelle, le imposte e anche i mutui nella zona rossa. Ma di fatto resta tutto il Nord che è nella zona gialla a dover mettere mano ai contanti per pagare le imposte che virus o non virus arriveranno presto. E così col nuovo mese, già dai primissimi giorni di marzo, si parte con una sfilza di imposte da pagare che proveranno ulteriormente le tasche già vuote dei contribuenti. Si parte lunedì 2 marzo con la rata bimestrale del bollo. Poi si passerà alla prima rata bimestrale dell'imposta di bollo relativa alla dichiarazione presentata entro il 31 gennaio 2020. Ma non finisce qui: l’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati dal 1/02/2020 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 1/02/2020. Ma attenzione: anche a metà mese c'è da aprire il portafoglio. Infatti il prossimo 16 marzo scatta anche il versamento delle ritenute alla fonte su indennità di cessazione del rapporto, la liquidazione e del versamento dell’Iva relativa al mese precedente.</p><p>Tutto qui? No. C'è anche il pagamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti nel mese precedente. Questo giro di <b>tasse </b>si conclude il 18 marzo con i versamenti delle imposte e delle ritenute non fatte in misura sufficiente entro il 17 febbraio. E adesso, come ricorda laVerità, i commercialisti sono sul piede di guerra e mandano un messaggio chiaro all'esecutivo: "Bisogna estendere le misure di cui al decreto del 24 febbraio 2020 anche ai soggetti residenti o stabiliti nelle cosiddette zone gialle che stanno subendo limitazioni lavorative e di mobilità analoghe a quelle dei Comuni delle zone rosse", ha affermato il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Massimo Miani. Insomma gli addetti ai lavori del settore tributario chiedono una tregua immediata al governo su tutto il fronte del Nord. Un fronte che come sappiamo bene è il motore dell'economia italiana e in questi giorni di crisi dovuta al Coronavirus non ha nessuna voglia di restare schiacciato sotto il macigno del Fisco. In questo momento si registra un gesto che va sottolineato solo da Cassa depositi e prestiti che ha differito il pagamento delle rate dei mutui 2020 degli enti locali. Ma la mossa che può davvero salvare il tessuto economico del nord tocca al governo. A pagare le conseguenze del virus non c'è la zona rossa, ma tutta l'Italia che produce.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/W24FASDVZRJHHGXCREOR3XQXQA.jpg?auth=d8f7e998097979096ee80455a8f5b7a20a55f9f8e026c4fb4e7ce154547bb19e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il governo nega aumenti ma studia la bomba Iva]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/governo-nega-aumenti-studia-bomba-iva-1826399.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/governo-nega-aumenti-studia-bomba-iva-1826399.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Al Mef si studia un piano per "rimodulare" le aliquote. Il rischio di una stangata Iva dietro l'angolo ora è concreto]]></description><pubDate>Thu, 13 Feb 2020 22:00:50 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il governo ha le casse vuote. Schiacciato tra annunci e liti, sotto traccia prova a cercare risorse per finanziare le ultime mosse sul fronte fiscale. La mossa più ardita è quella dell'Irpef. Un piano per diminuire il carico fiscale in <b>busta paga</b> e per dare fiato alle tasche degli italiani. Ma a quanto pare la coperta è corta. Servono coperture. E così l'ipotesi sul campo che circola sempre di più in queste ore è una rimodulazione dell'Iva. Un cambiamento delle aliquote che era stato evitato lo scorso anno, ma che di fatto pare ormai una certezza della prossima manovra. Il governo nega tutto, ma è noto che dalle parti del <b>Mef</b> si stanno dando un gran da fare per ritoccare l'imposta sul valore aggiunto. La prima "smentita" per frenare una rivolta da parte dei contribuenti è arrivata domenica scorsa con il "no" a denti stretti dei giallorossi su un rialzo Iva per la ristorazione e per le strutture alberghiere. Eppure i rappresentati di categoria hanno subito chiesto al governo un passo indietro, segno che evidentemente l'ipotesi di un rialzo dell'aliquota era più che concreto. Ma a pochi giorni di distanza , nuove indiscrezioni che arrivano dal Mef vanno in questa direzione.</p><p>Dal Tesoro, secondo quanto riporta Public Policy, parlano della riforma fiscale in questi termini: "Il nuovo non rivisiterà l’impianto dell’Iva se non - viene spiegato - con dei ritocchi in senso antievasione". E qui si svela il piano: un ritocco ci sarà. Insomma l'esecutivo per finanziare il taglio Irpef dovrà recuperare risorse dall'aumento dell'imposta del valore aggiunto e di fatto il presunto extra in busta paga verrà annullato da un aumento dell'Iva che si farà sentire nelle tasche di chi acquista e che potrebbe indebolire i consumi. Insomma dietro l'angolo sta per arrivare la "super-tassa" che colpisce tutte le tasche. E questo tema potrebbe ulteriormente agitare le acque del governo che in questo momento litiga sulla Giustizia. L'aumento dell'Iva (poi congelato) è stato uno dei punti di scontro più forti tra il premier, il Pd e Renzi. E Italia Viva già mette le mani avanti e avvisa il premier in queste ore roventi per la tenuta dell'esecutivo. L'ex premier, <b>Matteo Renzi</b>, a Diritto e Rovescio afferma: "L'ultima volta che ho sentito Conte al telefono? E' stato quando lui mi spiegava che era opportuno aumentare l'Iva e io gli ho detto che non era opportuno e devo dire che con molta saggezza ha cambiato idea". Parole piuttosto chiare che suonano come un avvertimento per Conte. Ma questa volta l'esecutivo pare determinato a ritoccare l'Iva seppur negando le esigenze di cassa. Una cosa è certa: il taglio Irpef e la riforma previdenziale dovranno essere "coperte" con altre imposte. E l'Iva appare come lo strumento perfetto per dare un'ultima sprangata fiscale ai contribuenti</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U5JUZNGMQJJEDNLVPF34PZXXS4.jpg?auth=4220fd8b47e797bb2470b9a9500d1c18bd3de67a0082866f7c1fb851b4a6691f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Inizia la stagione delle spie. E il Fisco saprà tutto di noi]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/inizia-stagione-delle-spie-e-fisco-sapr-tutto-noi-1820460.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/inizia-stagione-delle-spie-e-fisco-sapr-tutto-noi-1820460.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Recepita la direttiva Dac 6 che spalanca le porte alla delazione fiscale. Multe da capogiro per chi si rifiuta di denunciare i furbi al Fisco]]></description><pubDate>Mon, 03 Feb 2020 12:06:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Siamo sempre più vicini ad uno Stato di <b>polizia fiscale</b>. L'Italia dal 29 gennaio, con il recepimento delle direttiva europea Dac 6 spalanca le porte ad una vera e propria stagione di controlli e di verifiche sui contribuenti. Controlli questi che saranno declinati con l'uso della delazione da parte degli operatori del settore tributario. Le norme che presto entreranno in vigore metteranno sul campo un obbligo preciso per tutti i contribuenti: dovranno denunciare alle autorità fiscali, ergo all'Agenzia delle Entrate, tutte le situazioni a rischio evasione. Soprattutto dovranno farlo i consulenti dei contribuenti, in prima fila i commercialisti. Un nuovo corso che è abbastanza coerente con quanto messo nero su bianco nell'ultima manovra e nel decreto fiscale.</p><p>La lotta al nero di fatto è stata definita una "priorità nazionale" e dunque il Fisco andrà a mettere il naso su tutti i conti correnti, i movimenti e i pagamenti letteralmente a briglie sciolte. Come se non bastasse ad inasprire questa situazione è arrivata anche la direttiva Dac 6. Già in passato con altre direttive si è dato il via allo scambio automatico dei dati fiscali, aprendo così di fatto la strada verso verifiche e controlli più stringenti. Ma con la manovra varata per il 2020, la lotta all'evasione fiscale è diventata il nodo principale dell'azione del governo giallorosso. Stretta sui pagamenti in contanti e nuove soglie per il cash. Ma anche dati mandati alla Gdf che di fatto potrà accedere a tutta una serie di informazioni che in questo momento erano solo a disposizione dell'<b>Agenzia delle Entrate</b>. Si va a costituire dunque una sorta di morsa attorno ai contribuenti che rischia di mettere a rischio il rapporto tra il cittadino e il Fisco. I dati che le Entrate monitoreranno saranno sulla carta anonimi. Un codice alfanumerico verrà collegato al soggetto a rischio che poi in una seconda fase dovrà affrontare un accertamento fiscale. Il Garante della Privacy ha più volte mostrato perplessità proprio su questo punto, ma a quanto pare il Fisco proseguirà per la sua strada andando a creare vere e proprie black list che serviranno a stanare i furbi. Per incentivare la delazione sono stati previste anche delle sanzioni pesanti. Chi si rifiuta di segnalare un soggetto a rischio evasione rischia una multa che va da un minimo di 2mila euro ad un massimo di 21mila euro. Cifre da capogiro che spiazzano tutti gli operatori del settore già sul piede di guerra. la direttiva Dac 6, come ricorda Italia Oggi, è forse uno degli ultimi tasselli che vanno a cambiare il regime dei controlli fiscali. Ma evidentemente la sete di far cassa da parte dell'Erario non si fermerà e così è probabile che possa arrivare anche una nuova direttiva con un sistema ancora più stringente. Insomma i contribuenti rischiano di restare schiacciati sotto il peso dei controlli, del sospetto e di uno Stato che è pronto a dare bastonate fiscali in nome delle esigenze di cassa...</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TW57YMSTUNKINMRVILAGMGXWUI.jpg?auth=b8659dddbcd87a36d49dcdd5c433a4338b4adb05e6336e218f368e3613c8e12b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tasse sulla casa e pensioni: il piano segreto del governo]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/tasse-sulla-casa-e-pensioni-piano-segreto-governo-1820286.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/tasse-sulla-casa-e-pensioni-piano-segreto-governo-1820286.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[I giallorossi studiano un nuovo sistema previdenziale per tagliare gli assegni. E sullo sfondo c'è l'incubo patrimoniale]]></description><pubDate>Sun, 02 Feb 2020 19:04:30 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>governo</b> giallorosso lavora sotto traccia. Pian piano comincia a prendere forma la nuova manovra che di fatto dovrà sciogliere due nodi importanti: le pensioni e le imposte sugli immobili. Per capire cosa ci aspetta bisogna partire da quanto ha fatto sapere qualche giorno fa l'Fmi che ha dispensato diversi consigli al nostro Paese soprattutto sul sistema previdenziale e soprattutto sulle tasse che riguardano le case. Come ha spiegato Rishi Goyal, capoi missione del Fondo Monetario in Italia a La Stampa, "<i>Sarebbe utile una riforma fiscale che riduca le tasse sul lavoro e allarghi la base imponibile. Se la si allarga su consumi e proprietà, le tasse nel loro complesso potrebbero scendere, soprattutto per i redditi bassi e medi".Fate molta attenzione al passaggio sulle "proprietà</i>". Tradotto significa un incremento della tassazione sugli immobili. E in questo quadro rientra a pieno titolo la riforma del catasto. Seppur messa da parte da qualche tempo, dopo il richiamo dell'Fmi, il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri si è subito precipitato a spiegare in che modo il governo agirà su questo fronte: <i>"La riforma del catasto deve essere fattibile operativamente ma anche condivisa dagli operatori. Sarebbe auspicabile il coinvolgimento di tutti gli attori a monte, nella fase preparatoria, con una discussione pubblica ampia, in particolare con i Comuni</i>", ha spiegato parlando in Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. E ancora: "Si tratta una sfida complessa, quella di come sterilizzare gli effetti di un’eventuale riforma. Personalmente ritengo indispensabile mantenere invarianza di gettito. Bisogna procedere con grande cautela". Insomma qualcosa sul fronte casa si farà e in tanti temono che tra i tavoli del governo giallorosso si stia studiando una sorta di "patrimoniale mascherata".</p><p>Sono preoccupati anche gli addetti del settore come il presidente di Confedilizia <a href="https://www.nicolaporro.it/case-a-rischio-in-arrivo-nuove-tasse/" target="_blank" rel="noopener">Giorgio Spaziani Testa</a> che per il momento spera nella "prudenza" mostrata dal ministro del Tesoro. L'altro punto caldissimo è quello delle <b>pensioni</b>. E sul cantiere previdenziale per il momento regna il caos. Da un lato c'è il governo che ha fretta di mandare in pensione Quota 100 dall'altro ci sono i <b>sindacati</b> che vanno in pressing per dar vita ad un nuovo sistema che possa comunque salvaguardare l'opzione di un'uscita anticipata. La prima i potesi, come è noto, è quella di Quota 102 con 64 anni di età e 38 di contributi. Poi c'è sul tavolo anche l'idea di una nuova Quota 100 ma con 35 anni di contributi e 65 anni di età (l'attuale prevede 38 anni di contributi e 62 di età). A queste ipotesi va aggiunta quella proposta dai sindacati che prevede un pensionamento a 62 anni anche con 20 anni di contributi. Ma la vera trappola su cui starebbe lavorando il governo (con la sponda Inps) è quella di un calcolo totalmente contributivo degli assegni, mettendo così in soffitta il sistema misto e quello retributivo. Con il contributivo integrale, gli assegni verrebbero tagliati anche del 30 per cento. Un lavoratore che andrebbe in pensione con 62 anni di età e 35 di contributi, con un sistema misto percepirebbe circa 12.726 euro l'anno. Con il contributivo integrale andrebbe a perdere il 26 per cento all'anno con un ammanco di circa 3.300 euro. Ma non finisce qui.</p><p>Sempre con il piano che sta studiando l'esecutivo, una pensione da 1400 euro, si trasformerebbe con il nuovo calcolo in 1200 euro. Infine tra i tanti tecnici che stanno partecipando al tavolo previdenziale c'è anche l'ex presidente dell'Inps, Tito Boeri. L'ex numero uno dell'istituto di previdenza sociale ha proposto un sistema che mantiene fissa a 67 anni la soglia per l'uscita (esattamente come la Fonero) ma che preveda un anticipo fino a 5 anni, ovvero fino a 62 anni, con uno schema penalizzante dell'1,5 per cento per ogni anno in meno di lavoro. E dunque con un'uscita a 62 anni, un assegno da 1500 euro verrebbe decurtato del 7,5 per cento, ovvero di circa 120 euro. Insomma una cosa è certa: il governo metterà le mani sulle case e anche nelle tasche di chi vuole andare in pensione evitando la grande trappola voluta dall'ex ministro Fornero.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PHV47TSYUFODHCPBWUOUO2WXWA.jpg?auth=d114bfd9f456b22d25e37a4f75359ba0ee1a58f6459a3d184a64f6ea6bd43875&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Pensioni, "ricalcolo" da incubo: tagli sugli assegni fino al 30%]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-ricalcolo-incubo-tagli-sugli-assegni-fino-30-1819087.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-ricalcolo-incubo-tagli-sugli-assegni-fino-30-1819087.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Il governo prepara il nuovo piano previdenziale basato sul calcolo contributivo "integrale". Sarà ancora scippo sulle pensioni]]></description><pubDate>Fri, 31 Jan 2020 21:02:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un cambio di rotta sulle<b> pensioni</b> è necessario. A imporlo è il Fondo Monetario Internazionale che senza usare giri di parole chiede al nostro governo una nuova ricetta previdenziale. In questo scenario il governo lavora ad un piano per eliminare prima del previsto Quota 100 (c'è chi parla anche di fine 2020 e non come previsto fine 2021) per introdurre un nuovo menù di opzioni per il pensionamento anticipato. Ma è sulle ricette da mettere sul campo che lo scontro si accende in modo duro tra sindacati e maggioranza. Il piano previsto dai giallorossi spalancherebbe le porte ad un'uscita anticipata a patto che il pensionato si impegni a ricevere un assegno totalmente calcolato col sistema contributivo. Facciamo un po' di chiarezza. Con l'attuale riforma di <b>Quota 100</b> si andrebbe in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi. Con la proposta del governo l'asticella si alzerebbe a quota 102, ovvero 38 anni di contributi con 64 anni di età. A queste ipotesi va aggiunta anche l'ipotesi di un pensionamento anticipato slegato da paletti anagrafici o contributivi. Il tutto però accompagnato da un ricalcolo dell'assegno che va ad azzerare tutte le distinzioni tra sistema retributivo (basato sull'ultima busta paga) e sistema misto (metà retributivo e metà contributivo). Detto questo, è meglio cominciare a fare i calcoli per capire in che modo possano cambiare gli importi con la nuova riforma che i giallorossi, salvo sorprese, metteranno sul campo del cantiere previdenziale. Come sottolinea uno studio Uil (e come aveva anticipato <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/piano-nuove-pensioni-200-euro-dagli-assegni-1809331.html" data-datalayer-click-event-target="internal">ilGiornale</a>), per avere un'idea di quanto sia penalizzante il nuovo sistema basta prendere ad esempio un lavoratore che va in pensione con 62 anni di età e 35 di contributi. Con un sistema misto percepirebbe circa 12.726 euro l'anno. Con il contributivo integrale andrebbe a perdere il 26 per cento all'anno con un ammanco di circa 3.300 euro. Insomma con la nuova riforma lo scippo sugli assegni sarebbe abbastanza pesante. Ma non finisce qui. Per rendere l'idea di come questo strumento potrebbe svuotare le tasche di chi va in pensione, basti pensare ad un altro esempio.Una pensione percepita mensilmente da 1400 euro, si trasformerebbe con il nuovo calcolo in 1200 euro.</p><p>La partita resta ancora aperta e saranno settimane tese soprattutto tra i giallorossi e i sindacati. L'addio a Quota 100 potrebbe far tornare a pieno regime la Fornero che (ricordiamo) è ancora in vigore e determina l'uscita "classica" dal lavoro. Parallelamente alle pensioni che verranno c'è da sciogliere anche il nodo rivalutazioni. L'esecutivo ha deciso in sostanza di confermare i blocchi agli assegni degli ultimi anni. Ma in diverse sedi vanno avanti i ricorsi dei pensionati per dire "no" ad uno scippo di Stato sull'assegno e soprattutto per recuperare la quota persa. Come sottolinea l'avvocato Celeste Collovati di Dirittissimo (rivalutazionepensione@gmail.com), la partita su questo fronte va avanti e non sono esclusi colpi di scena: "Siamo consapevoli che non è una battaglia dall'esito scontato, in quanto l’ultimo precedente blocco (relativo al biennio 2012-2013) è stato dichiarato legittimo sia dalla Consulta che dalla Corte Europea, ma con sentenze a nostro avviso non esaustive dal punto di vista delle motivazione e poco convincenti sul piano giuridico". E ancora: "L’atteggiamento del Governo è quello di procrastinare e introdurre di anno in anno un blocco ormai vigente dal 2011 che potrebbe non avere mai fine. A “farne le spese” sono sempre le fasce di pensione dalle 3 volte il minimo Inps in poi con una rivalutazione che arriva sino al 40%". Insomma il nodo pensioni agiterà e non poco il governo che rischia di andare a sbattere sul muro previdenziale.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PHV47TSYUFODHCPBWUOUO2WXWA.jpg?auth=d114bfd9f456b22d25e37a4f75359ba0ee1a58f6459a3d184a64f6ea6bd43875&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Pensioni con "conguaglio". Cosa cambia a febbraio]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-conguaglio-cosa-cambia-febbraio-1819665.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-conguaglio-cosa-cambia-febbraio-1819665.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Scatta il "conguaglio" sugli assegni di febbraio dopo il taglio per errore su quelli di gennaio: ecco le novità sul cedolino]]></description><pubDate>Fri, 31 Jan 2020 15:48:33 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Finisce il mese e arrivano le nuove pensioni. L'accredito dei nuovi assegni scatterà tra l'1 e il 3 febbraio. La data dipende se l'accredito avviene presso un istituto bancario o presso Poste italiane. Perché parliamo delle pensioni di febbraio? Il motivo è presto detto: con la nuova mensilità scatterà un conguaglio sui cedolini per porre rimedio ad un errore dell'Inps sugli accrediti di gennaio. Di fatto, come abbiamo già <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/valanga-assegni-tagliati-errori-sulle-pensioni-gennaio-1810353.html" data-datalayer-click-event-target="internal">raccontato</a> lo scorso mese, circa 100mila assegni sono stati "tagliati" per un errore di calcolo da parte dell'istituto di previdenza sociale. Va sottolineato che l'Inps aveva provveduto immediatamente a comunicare il "conguaglio" di febbraio per spegnere l'allarme scattato tra i pensionati scippati di una fetta del loro assegno dalla sera alla mattina con l'accredito della prima pensione dell'anno. L'<b>Inps</b> aveva inoltre invitato tutti i pensionati colpiti dalla sforbiciata a rivolgersi all'ufficio più vicino dell'istituto per segnalare quanto accaduto ed ottenere ulteriori spiegazioni. Di fatto con l'accredito del 3 gennaio scorso erano stati segnalati parecchi errori sull'applicazione del "bonus Poletti". In totale, secondo le stime dei sindacati, sarebbero stati colpiti almeno 100mila pensionati in tutta Italia.</p><p>Sono arrivate infatti segnalazioni dalla Toscana, dall'Umbria e anche dal Friuli Venezia Giulia. Con l'accredito del prossimo 1-3 febbraio il maltolto verrà restituito. I pensionati dunque dovranno controllare con attenzione il cedolino per confrontarlo con quello di gennaio per capire la differenza sull'importo. I 100mila pensionati penalizzati dovrebbero ricevere qualche decina di euro in più sulla pensione. In caso di mancato accredito della quota tolta a gennaio è bene rivolgersi all'Inps o ad un Caf che segue le procedure previdenziali per segnalare l'ammanco sul cedolino. E in questo caso è bene ricordare i <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/assegni-impazziti-delle-pensioni-ecco-che-cosa-fare-subito-1810514.html" data-datalayer-click-event-target="internal">consigli</a> che ci aveva dato un mese fa l'avvocato Celeste Collovati di Dirittissimo (rivalutazionepensione@gmail.com): "<i>Quando avete dubbi sul vostro importo pensionistico, il consiglio è quello di far leggere il cedolino della pensione che potete scaricare dalla vostra pagina personale con l’accesso tramite il pin alla pagina My Inps, ad un consulente previdenziale in in quanto di errori ce ne sono possono essere diversi sia dal punto di vista del quantum sia dal punto di vista del diritto che vi spetta. Dalla lettura del cedolino si può poi anche evincere se è possibile fare ricorso amministrativo all’Inps tramite il supporto di un avvocato meglio se specializzato nella materia</i>".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TRKVCDGMAJJFHEJNASL263G4BU.jpg?auth=79d64616585ec98057ec3c5239fea7927983bdee80f857b584cd8541c8fc22bf&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il Mef prepara il piano ​per stravolgere il catasto]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/mef-prepara-piano-stravolgere-catasto-1819188.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/mef-prepara-piano-stravolgere-catasto-1819188.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Il Mef con Gualtieri spiega le prossime mosse sulla riforma del catasto: "Coinvolgere anche gli Enti locali"]]></description><pubDate>Thu, 30 Jan 2020 15:11:57 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il nodo previdenziale non è solo l'unico che va sciolto in vista della prossima manovra. Di fatto c'è un altro tema (molto caldo) su cui l'esecutivo giallorosso ha intenzione di mettere le mani e riguarda milioni di italiani: il <b>catasto</b>. La riforma è rimasta congelata per parecchio tempo e adesso il ministro del Tesoro, <b>Roberto Gualtieri</b>, annuncia la riapertura del cantiere. Le parole del titolare del Tesoro sono molto chiare e lasciano intendere che l'esecutivo giallorosso ha tutta l'intenzione di mettere le mani sugli immobili: "<i>Le criticità dell’attuale estimativo catastale sono note. In passato fu tentata una riforma e la riflessione deve necessariamente partire dalle criticità dall’inattuazione proprio della delega fiscale. Avete lamentato che quella fu una riforma calata dall’alto. Credo che la riforma dovrebbe prevedere la più ampia collaborazione con tutti gli operatori del settore e i soggetti interessati, come già previsto dalla bozza di riforma predisposta. È dunque auspicabile che, oltre agli aspetti tecnici, il loro coinvolgimento avvenga con una discussione pubblica ampia, in primis con i Comuni. Perché questa riforma - ha aggiunto il ministro - deve essere fattibile ma anche condivisa dagli operatori del settore</i>", ha spiegato in Commissione Anagrafe tributaria.</p><p>E in questo quadro, lo stesso Gualtieri, spiega quale saranno le prossime mosse dell'esecutivo giallorosso: "<i>Sono stati fatti passi avanti dal 2014 e l’Agenzia delle Entrate ha ridotto in maniera apprezzabile i dati mancanti e che il nuovo sistema SIT in implementazione al 2021 permetterà di raggiungere una condizione ottimale</i>". Poi lo stesso Gualtieri ha spiegato che, "<i>per determinare relazioni statistiche occorrono informazioni aggiuntive che non sono presenti nel database e che, ai fini di un’eventuale riforma, andrebbero raccolte: è una problematica che impone tempi non brevi e richiede risorse adeguate</i>". Ma a preoccupare di più l'esecutivo sono le eventuali variazioni sul gettito fiscale. Un'impennata potrebbe creare una sorta di effetto boomerang per l'esecutivo. Il governo di certo è già abituato a ritoccare verso l'alto le tasse. La riforma del catasto potrebbe fornire l'occasione per un ulteriore rincaro. Ma il Mef frena: "È una sfida complessa, quella di come sterilizzare gli effetti di un’eventuale riforma. Personalmente ritengo indispensabile mantenere invarianza di gettito. Bisogna procedere con grande cautela", ha affermato Gualtieri. Insomma una cosa è certa: il catasto cambierà il suo volto e come sempre a rischio ci sono le tasche di chi ha un immobile. Infine il Tesoro interviene anche sulla nuova imposta unificata Imu-Tasi. Il Mef ha chiarito che dall'unificazione delle due imposte non deriva un incremento sugli esborsi da parte dei cittadini. Per Gualtieri la nuova tassa sarà a invazianza di gettito senza un aumento della pressione fiscale. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AX2Z7OHYYNPDNLUL7MTRQ62IRQ.jpg?auth=72a48f5158c7808d1664f058d5c0e66d7ee89260a426d1a2a797e3185d7f1c7d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Pensioni, chiude il "paradiso". Botta di tasse sugli assegni]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-chiude-paradiso-botta-tasse-sugli-assegni-1817999.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/pensioni-chiude-paradiso-botta-tasse-sugli-assegni-1817999.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Il Portogallo vara la stangata con un'imposta del 10 per cento. E ora potrebbe toccare agli altri Paesi.]]></description><pubDate>Tue, 28 Jan 2020 15:04:15 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il paradiso chiude. Migliaia di <b>pensionati</b> dovranno fare i conti con una grossa novità: gli assegni percepiti all'estero saranno tassati. A fare da apri pista in questo senso è il <b>Portogallo</b>. Una delle mete preferite per chi sfugge dalla pesante tassazione italiana, di fatto chiude le porte e mette le mani nelle tasche dei pensionati italiani. Lisbona ha infatti annunciato una tassa del 10 per cento per tutte le entrate previdenziali degli stranieri "residenti non abituali in loco". Traduzione: cade così l'esenzione fiscale per 10 anni per tutti i pensionati che si trasferiscono a vivere tra i vicoli della capitale portoghese. Non è un dettaglio da poco per due motivi abbastanza semplici: il primo riguarda la prossimità. Il Portogallo è il paradiso per pensionati più vicino al nostro Paese e non a caso è il porto di attracco <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/i-pensionati-fuggono-all-estero-record-assegni-cipro-e-1815338.html" data-datalayer-click-event-target="internal">preferito</a> da chi lascia il lavoro e vuole godersi a pieno l'assegno. Il secondo motivo riguarda i pensionati che vivono ancora in Italia e che stavano preparando le valigie per trasferirsi. Dovranno rivedere il loro piani. Inoltre non è escluso che dopo la scelta di Lisbona questo nuovo piano non venga adottato anche da <b>Cipro</b> e da altri Paesi che hanno una tassazione favorevole per i pensionati italiani.</p><p>C'è però un piccola, piccolissima buona notizia. La stangata fiscale riguarda per il momento solo i nuovi pensionati che si trasferiranno, restano al riparo tutti coloro che già vivono nel Paese lusitano. Ma il governo socialista potrebbe fare un'inversione a U e dunque andare a mettere le mani nelle tasche di chi è già in Portogallo con nuove imposte. Ovviamente, come rea facile prevedere, la mossa dell'esecutivo non è stata digerita ad esempio dagli imprenditori edili che in questi anni hanno costruito diversi appartamenti proprio figli della grande richiesta arrivata dai pensionati italiani che si sono trasferiti in Portogallo. Lisbona dal 2009 è uno dei poli attrattivi per i pensionati stufi del prelievo fiscale italiano. Una mossa decisa in piena crisi economica che aveva dato energia all'economia portoghese. Adesso, 11 anni dopo, lo scenario è cambiato. Il Portogallo vede la luce di una ripresa e ha ceduto alle pressioni degli altri Paesi Ue che avevano protestato in modo chiaro contro Bruxelles per i vantaggi fiscali previsti da Lisbona. Insomma l'oceano diventa amaro. La exit strategy che prevedeva valigie e alloggi in Portogallo per una terza età serena e lontano dalle tasse pare essere finita. Il Fisco, anche in Portogallo, ha vinto la sua partita. Dopo l'abolizione dell'<a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/stangata-sui-pensionati-esteri-abolita-esenzione-imu-sulla-1815326.html" data-datalayer-click-event-target="internal">esenzione Imu</a>, ora le tasse puntano dritto sugli assegni.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IYUXKUEMAVI4ZKD65H7PHGM5KM.jpg?auth=914191f769da6630fd8e80a7f546d7c2fbaed5df61db0473f417f61701643821&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[In pensione con "Quota 99". E un anno per ogni figlio]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/pensione-quota-99-e-anno-ogni-figlio-1814827.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/pensione-quota-99-e-anno-ogni-figlio-1814827.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Il cantiere previdenziale è aperto. Spunta la proposta di un sistema d'uscita a 64 anni con 35 di contributi.]]></description><pubDate>Tue, 21 Jan 2020 15:53:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il panorama delle<b> pensioni</b> potrebbe cambiare molto rapidamente. Il 2020 è l'anno decisivo per capire in che modo e su quali binari correrà il treno previdenziale dopo l'uscita di scena di <b>Quota 100</b> prevista per fine 2021. In queste ore si decide il futuro di milioni di lavoratori che proveranno a sfuggire alle trappole insidiose della riforma Fornero. I sindacati, l'Inps e il governo dopo aver deciso di non prorogare la riforma voluta fortemente da Matteo Salvini, provano a studiare un nuovo piano per aprire le porte dell'uscita anticipata. E sul campo, dopo l'ipotesi quota 102 (38 anni di contributi e 64 anni di età), entra anche Quota 99. Un sistema che potrebbe spalancare le porte della pensione con 35 anni di contributi e 64 anni di età. La proposta di questo nuovo sistema arriva dal sottosegretario al Lavoro, Francesca Puglisi del Pd. Il piano prevede un sistema puro senza tagli sull'assegno: "Uscire a 64 anni e 35 di contributi, senza penalizzazioni. Un anno di contributi in più alle madri per ogni figlio. E ai giovani una pensione di garanzia fino a 750 euro al mese, a integrazione dei contributi versati, a patto che abbiano almeno 20 anni di contributi", ha spiegato in un'intervista a Repubblica. Ma nel nuovo piano previdenziale c'è anche una proposta (importante) avanzata da Forza Italia. Infatti il sottosegretario Puglisi ha avanzato l'ipotesi di uno "sconto" pensionistico per le mamme che corrisponderebbe ad un anno di anticipo per ogni figlio. Un'idea che come ha sottolineato Mara Carfagna è stata fatta più volte dagli azzurri: "<i>Se le dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi fossero confermate, il governo starebbe immaginando di fare propria la proposta che abbiamo avanzato con 'Voce libera' e che abbiamo chiamato 'Quota Mamma': uno sconto pensionistico di un anno a ogni donna per ogni figlio avuto. È una misura che abbiamo presentato più volte, attualmente anche come emendamento al Milleproroghe: sta lì, a disposizione, se la maggioranza decidesse di votarla insieme a noi, ne saremmo ben lieti. Non siamo gelosi se le buone misure a vantaggio dei cittadini diventano di tutti, ma se alle parole del sottosegretario non dovessero seguire i fatti, allora denunceremmo l’ennesima inutile prova di propaganda fine a se stessa</i>".</p><p>Il dibattito delle pensioni è molto delicato e di fatto chiama in causa anche i sindacati che hanno alzato la posta col governo chiedendo un nuovo sistema che prevede l'uscita a 64 anni con almeno 20 anni di contributi. Il conto di questa riforma "dettata dalla Cgil" costerebbe 20 miliardi di euro. Un conto salato che ha già ricevuto lo stop e le critiche da diversi esponenti della maggioranza. Ma i colpi di scena su questo fronte sono sempre dietro l'angolo e di fatto lo scenario potrebbe cambiare anche in modo rapido. Sullo sfondo resta sempre l'ipotesi di quota 102 con una uscita anticipata a 64 anni e 32 anni di contributi con un calcolo basato interamente sul contributivo. Proposta questa che è stata avanzata dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico. Il calcolo sugli assegni però porterebbe forti penalizzazioni con un taglio che potrebbe ammontare anche fino al 18 per cento. <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/piano-nuove-pensioni-200-euro-dagli-assegni-1809331.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>(Clicca qui e scopri tutti i calcoli)</b></a></p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PHV47TSYUFODHCPBWUOUO2WXWA.jpg?auth=d114bfd9f456b22d25e37a4f75359ba0ee1a58f6459a3d184a64f6ea6bd43875&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tridico e il piano per le pensioni: si va via prima  a 62 anni]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/tridico-e-piano-pensioni-si-va-62-anni-1813958.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/tridico-e-piano-pensioni-si-va-62-anni-1813958.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Tridico propone la sua ricetta per il pensionamento anticipato: un'uscita a 62 anni con un assegno calcolato col contributivo]]></description><pubDate>Mon, 20 Jan 2020 11:28:29 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell<b>'Inps</b>, <b>Pasquale Tridico</b> non usa giri di parole e riapre il cantiere pensioni. Di fatto davanti all'istituto di previdenza sociale c'è un bivio importante alla fine del 2021 quando Quota 100 andrà in scadenza e salvo colpi di scena uscirà fuori dai piani pensionistici. Tridico, in un'intervista a Repubblica, spiega qual è la direzione che le pensioni del futuro dovranno intraprendere. Si tratta di un piano che prevede l'uscita anticipata anche a 62 anmni di età ma di fatto con una forte penalizzazione sull'assegno: il calcolo sarà totalmente contributivo. È un'idea di cui avevamo già parlato nei giorni scorsi con le pensioni "flessibili" di cui si sta occupando il governo con una trattativa serrata con i sindacati. Tridico però si porta avanti e afferma: "<i>Sulle pensioni sono state fatte diverse proposte e non mi sembra giusto aggiungerne altre. Ma flessibilità rispetto ai 67 anni va garantita, soprattutto se ragioniamo in termini di logica contributiva</i>".</p><p>Poi il piano di Tridico si fa più concreto e sembra suggerire la riforma all'esecutivo: "<i>Si fissa una linea d’età per l’uscita - propone Tridico -, poi il lavoratore deve essere libero di scegliere quando andare in pensione. Ovviamente con ricalcolo contributivo, come avverrà per tutti dal 2036. È poi necessario prevedere pensioni di garanzia per i giovani, coprendo i vuoti contributivi dovuti al lavoro precario</i>".</p><p>Insomma un piano, quello che sta studiando l'Inps, che di fatto andrà a toccare quqsi tutte le tipologie di pensioni che entreranno in scena a partire dal 2022. E in questa partita per il futuro c'entrano anche i conti di quota 100. Infatti in questo ultimo anno, ovvero da quando la riforma è a pieno regime, dei 18 miliardi stanziati ne sono stati utilizzati solo sei. Si è creato dunque un tesoretto che lo stesso Tridico suggerisce di lasciare in cassa per destinarlo, sempre sul fronte previdenziale, alle altre misure per l'anticipo pensionistico che verranno: <i>"Al presidente Inps compete al massimo l’onere di una proposta, le decisioni sono politiche. Ciò detto mi aspetterei che i risparmi da ’Quota 100’ - 6,2 miliardi nel triennio 2019-2021 rispetto ai 18,6 miliardi stanziati - restino allocati nel settore pensionistico, riprendendo le perequazioni piene, ma soprattutto iniziando a pensare a una pensione di garanzia per i giovani</i>". E su questo punto sono anche intervenuti i sindacati con il segretario generale della Cgil, Landini: "<i>In pensione a partire da 62 anni, la legge Fornero va superata</i>". Ma in un'intervista a La Stampa, proprio Landini critica il piano varato dall'Inps con un contributivo totale a partire dai 62 anni: "Sarebbe un sistema molto penalizzante e un sistema pubblico deve contenere elementi solidali, come fa la piattaforma Cgil-Cisl-Uil, che rivendica un’uscita flessibile a partire da 62 anni...", ha affermato Landini. Insomma il cantiere è aperto. Ma la soluzione appare lontana...</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/KV6E4MYULBOO5BSOY6HAH7MT64.jpg?auth=0c0cfdad0049d3581409b6f16891880bb538462d39e4d5f2caf36d8d0faebb4f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Saldo, movimenti ed entrate: i controlli del Fisco sui conti correnti]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/saldo-movimenti-ed-entrate-i-controlli-fisco-sui-conti-1808465.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/saldo-movimenti-ed-entrate-i-controlli-fisco-sui-conti-1808465.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Con il nuovo piano anti-evasione vengono inaspriti i controlli sui conti. Nel mirino tutti i dati di spese e fatture. Poi la "lista nera"]]></description><pubDate>Wed, 15 Jan 2020 15:17:47 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'obiettivo è chiaro ed è sempre lo stesso: recuperare risorse dalla lotta all'<b>evasione</b>. Il governo giallorosso che ha oleato bene gli ingranaggi del Fisco attende da questo 2020 un gettito tra 1,5 e 3 miliardi dal recupero del nero. Il tutto inasprendo i controlli su spese e transazioni e soprattutto portando avanti una politica che incentiva i pagamenti con carta per tenerne traccia. A questo punto, ad anno ormai iniziato, l'offensiva del <b>Fisco</b> si appresta ad entrare nel vivo. E nel mirino delle Entrate ci sono soprattutto i conti correnti. Sono lo strumento principale per andare a delineare i profili a rischio evasione dei singoli contribuenti. L'arma che il Fisco userà è quella dell'anonimometro. Si tratta di una "macchina" che andrà ad operare una sorta di restyling, come lo definisce ilSole 24 Ore, sulle rilevazioni delle informazioni di sintesi dalla Superanagrafe dei conti correnti. In pratica verranno monitorati i saldi a inizio e fine anno, il totale dei movimenti in entrata e in uscita dal conto e soprattutto la giacenza media. Usando codici che garantirebbero l'anonimato dei contribuenti, le Entrate andranno a mettere sul campo incroci e operazioni di verifica sulle informazioni disponibili. Si tratta di verifiche sul reddito, sulle proprietà immobiliari, le fatture elettroniche e gli scontrini telematici.</p><p>Le nuove strategie del Fisco non verranno messe in atto in tempi rapidissimi. Servirà un decreto del Mef previsto per il prossimo 30 marzo. L'operazione coinvolgerà anche il Garante della Privacy che più volte ha mostrato perplessità proprio su questi nuovi controlli che di fatto negano l'accesso ai dati ai contribuenti e che non permettono una verifica sull'invio delle informazioni alle Entrate da parte degli operatori che le raccolgono. E sul fronte della stretta sui controlli verranno dispiegati nuovi algoritmi in grado di mettere nel mirino i singoli profili più esposti su questo fronte. Tutte le informazioni confluiranno poi in una lista con i profili da tenere monitorati. Saranno poi gli uffici provinciali delle Entrate a predisporre gli accertamenti. In un primo momento verrà inviato un alert per chiudere il contenzioso con la compliance, poi il Fisco userà le maniere forti. La relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio stima in circa 3,6 miliardi le entrate dalla lotta all'evasione e circa 1,5 in più dovrebbero arrivare dai dati anonimi e dagli scontrini. Insomma il restyling della lotta anti-evasione ha il sapore dello stato di polizia fiscale. Controlli sui conti, sui prelievi, sulle giacenze e sulle transazioni. Il Fisco saprà tutto di noi, ma noi sapremo poco dei nostri dati. E la difesa del contribuente avrà le armi spuntate.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TXW4JPLL5ZLBBKUBUFTYZQHCUI.jpg?auth=d422545e674c418df401b951d3ff91f0993586caa821b680c8e6407f73fca530&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Le "maxi multe" per i contanti: batoste da 3.000 e 50.000 euro]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/maxi-multe-i-contanti-batoste-3000-e-50000-euro-1811414.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/maxi-multe-i-contanti-batoste-3000-e-50000-euro-1811414.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Dall'1 luglio scatta la nuova soglia per l'uso dei contanti: il limite si abbassa a 2.000 euro per poi scendere a 1.000 dall'1 gennaio 2022]]></description><pubDate>Tue, 14 Jan 2020 20:10:44 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'anno che è appena iniziato di fatto avrà due volti. La prima è quella fino a giugno, la seconda invece riguarda il periodo che partirà dall'1 di luglio. Infatti fino al 30 giugno il limite per l'uso dei <b>contanti</b> sarà fino a 3mila euro. Dall'1 luglio infatti il limite scenderà a 2000 euro e di fatto bisognerà fare attenzione all'uso delle banconote. Come se non bastasse dall'1 gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente a <b>1000 euro</b>. A questo punto bisogna parlare del dato più preoccupante: le sanzioni che arriveranno a chi sbaglia o a chi commettere errori con il cash. Su questo punto la nuova legge di Bilancio è piuttosto severa. I pagamenti saranno sempre più tracciati e il Fisco controllerà tutti i movimenti. Dall'1 di luglio qualunque transazione che superi i 2000 euro dovrà avvenire tramite procedure ben definite come il bonifico bancario o le carte di credito. Un solo errore da questa estate (che si annuncia torrida per le abitudini degli italiani) potrebbe costare caro. Infatti la sanzione amministrativa va da un minimo di 3000 euro ad un massimo di 50mila euro. Nell'accertamento e soprattutto nella violazione vengono coinvolti sia chi cede il denaro, sia chi lo riceve. E dunque la sanzione potrebbe riguardare in linea teorica anche le donazioni oppure i prestiti anche tra parenti.</p><p>Va sottolineato anche il limite e le nuove soglie per l'uso dei contanti non riguardano il prelievo oppure il versamento sul proprio conto . In questo caso infatti decade un elemento importante che metterebbe in moto l'eventuale sanzione. Le operazioni di cassa sul proprio conto corrente infatti non rientrano nella categoria del trasferimento tra soggetti diversi. In questo contesto poi va ricordata una nuova norma entrata in vigore l'1 luglio del 2018 che vieta il pagamento degli stipendi in contanti. Tutti i dipendenti di una azienda o coloro che lavorano per conto di un professionista devono essere pagati solo con una procedura tracciabile. L'obbligo di fatto riguarda, come ricorda ilCorriere, chi ha un contratto di lavoro subordinato, chi ha un contratto di collaborazione oppure chi lavora per una cooperativa con soci. In questo caso l'unico metodo di pagamento previsto è quello tramite bonifico con Iban, pagamento elettronico, assegni bancari o postali e versamenti in contanti presso un ufficio postale o presso uno sportello bancario. Per il momento da queste nuove direttive sono esclusi i rimborsi spese per le trasferte e gli anticipi di spesa per conto del datore di lavoro. Insomma con l'uso dei contanti bisogna fare molta attenzione. E da luglio le multe saranno salatissime.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/W24FASDVZRJHHGXCREOR3XQXQA.jpg?auth=d8f7e998097979096ee80455a8f5b7a20a55f9f8e026c4fb4e7ce154547bb19e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Assegni "impazziti" delle pensioni: ecco che cosa fare (subito)]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/assegni-impazziti-delle-pensioni-ecco-che-cosa-fare-subito-1810514.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/assegni-impazziti-delle-pensioni-ecco-che-cosa-fare-subito-1810514.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Almeno 100mila cedolini delle pensioni contengono errori: un ammanco (non da poco) sull'assegno di gennaio]]></description><pubDate>Mon, 13 Jan 2020 13:17:40 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Gli <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/valanga-assegni-tagliati-errori-sulle-pensioni-gennaio-1810353.html" data-datalayer-click-event-target="internal">assegni impazziti</a> dell'<b>Inps</b> hanno regalato un inizio di anno piuttosto amaro a circa 100mila<b> pensionati</b>. Di fatto l'istituto di previdenza sociale ha sbagliato i calcoli sui ratei di gennaio e probabilmente anche su quelli di dicembre. Su diversi assegni, come segnalato già ieri sera da ilGiornale.it, ci sarebbero degli ammanchi pesanti. Ammanchi che si in Venezia Giulia che in Emilia Romagna come anche in Umbria, sono stati segnalati ai sindacati e ai caf. I soldi che mancano all'appello riguardano per la gran parte gli assegni che vanno dai 1400 euro ai 2000 euro. Ma in queste ore l'Inps tenta di minimizzare quanto accaduto parlando di una sottrazione per errore di qualche decina di euro. Ma dando uno sguardo alle segnalazioni dei pensionati, soprattutto sui social, mancherebbero diverse centinaia di euro all'appello. A questo punto bisogna fare molta attenzione agli accrediti dell'ultimo mese.</p><p>E l'avvocato Celeste Collovati che con Dirittissimo (rivalutazionepensione@gmail.com) si occupa da diverso tempo dei diritti dei pensionati, prova a spiegare a ilGiornale.it quali sono le mosse da fare per avere un quadro chiaro dell'ultimo rateo e dell'importo corretto della pensione: "<i>Quando avete dubbi sul vostro importo pensionistico, il consiglio è quello di far leggere il cedolino della pensione che potete scaricare dalla vostra pagina personale con l’accesso tramite il pin alla pagina My Inps, ad un consulente previdenziale in in quanto di errori ce ne sono possono essere diversi sia dal punto di vista del quantum sia dal punto di vista del diritto che vi spetta. Dalla lettura del cedolino si può poi anche evincere se è possibile fare ricorso amministrativo all’Inps tramite il supporto di un avvocato meglio se specializzato nella materia</i>". E il caso "errori sugli assegni" arriva proprio in un momento delicato per l'Inps, ovvero proprio nel momento in cui il presidente Tridico è nella bufera per le nomine all'interno dell'istituto.</p><p>I pensionati sono sul piede di guerra perché quando l'errore è al contrario, ovvero quando l'Inps paga qualcosa in più per errore, il conguaglio è piuttosto veloce e diversi pensionati spesso devono affrontare una vera e propria odissea per restituire la cifra all'Inps ricevendo diverse lettere dall'istituto previdenziale in cui viene chiesto il rientro dell'importo erogato per errore. Va detto che l'Inps si è impegnata a restituire le somme dovute ai pensionati con un conguaglio nel mese di febbraio. Ma di fatto questo ammanco di gennaio ha il sapore della beffa: l'Inps ha tagliato gli assegni proprio quando doveva aumentarli con la rivalutazione varata nell'ultima legge di Bilancio.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TRKVCDGMAJJFHEJNASL263G4BU.jpg?auth=79d64616585ec98057ec3c5239fea7927983bdee80f857b584cd8541c8fc22bf&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Ecco le foto postate online che scatenano l'ira del Fisco]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/ecco-foto-postate-online-che-scatenano-lira-fisco-1810308.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/ecco-foto-postate-online-che-scatenano-lira-fisco-1810308.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Fioccano le condanne per gli evasori del Fisco che dichiarano poco e che mostrano la vita di lusso sui social]]></description><pubDate>Mon, 13 Jan 2020 12:17:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le <b>foto</b> sui social sono una delle armi che il Fisco usa per colpire i contribuenti. Di fatto alcune sentenze hanno già stanato alcuni evasori condannandoli a durissime sanzioni. In Italia questa prassi che monitora i social e le foto per stimare lo stile di vita e l'eventuale presunta evasione è sul campo dal 2016 con una circolare delle Entrate in cui vengono chiariti gli indirizzi operativi: "Alle notizie che si possono ottenere dalle banche dati si aggiungono quelle che pervengono da altre fonti, ivi incluse fonti aperte". Per "fonti aperte" si intendono anche siti interne o social network. E questi elementi vengono monitorati per conoscere la situazione del contribuente e verificare i redditi in entrata con l'attività che esercita. Il primo a pagare a caro prezzo un accertamento del Fisco partito da verifiche sui social è stato un maniscalco che lavorava in nero ma che sui social mostrava foto indicative di un tenore di vita piuttosto alto. E così la Corte di Appello di Brescia nel suo verdetto si riferisce chiaramente a "documentazione estratta da Facebook". Poi, nel <b>2017</b>, è stato il turno, come ricorda ilCorriere, di una sentenza della Corte di Appello di Ancona. In questo procedimento un marito è stato condannato a pagare il mantenimento alla moglie dopo un'analisi attenta del materiale postato dall'uomo sui social network. E un altro caso si è verificato a Pesaro. Un imprenditore ha pagato a caro prezzo alcune foto postate sui social di alcune vacanze negli alberghi di Madonna di Campiglio. Al Fisco però dichiarava solo 11mila euro l'anno.</p><p>Anche lui è stato condannato a versare il mantenimento alla moglie. Insomma, sempre di più il Fisco usa questi strumenti per portare avanti gli accertamenti e soprattutto per mettere con le spalle al muro il presunto evasore in fase di procedimento. E il modello italiano adesso è stato "copiato" anche in Francia con una rforma tributaria che prenderà il via proprio con la Finanziaria per l'anno 2020. Ad annunciarlo è stato con un tweet lo scorso 27 dicembre, il ministro dei Conti pubblici, Gèrald Darmanin. In Francia il nuovo sistema ha però suscitato diverse polemiche e proteste. Ma di fatto la "second life" che spesso viene mostrata sui social ha il sapore di un effetto boomerang. Basta una vacanza, o uno scatto su un'auto di grossa cilindrata, per accendere i sistemi di alert del <b>Fisco</b>. In Italia la stretta sull'evasione varata dal governo giallorosso andrà ad accentuare i controlli e le verifiche nei prossimi 12 mesi con un gettito stimato di tre miliardi di euro. I social dunque sono diventati in poco tempo i migliori alleati della lotta all'evasione.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/KQPYZJC5INNYBEOPNRK6TCV2ZM.jpg?auth=11e318cd6f2be8794af0b897533294ffd6d8392e4f77543d703ebaf633558480&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Valanga di assegni "tagliati": errori sulle pensioni di gennaio]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/economia/valanga-assegni-tagliati-errori-sulle-pensioni-gennaio-1810353.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/economia/valanga-assegni-tagliati-errori-sulle-pensioni-gennaio-1810353.html</guid><dc:creator><![CDATA[Franco Grilli]]></dc:creator><description><![CDATA[Sugli accrediti delle pensioni di questo mese spunta un ammanco: segnalazioni in tutta Italia. L'Inps corre ai ripari.]]></description><pubDate>Sun, 12 Jan 2020 22:47:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'anno non comincia bene per l'<b>Inps</b>. I ratei degli assegni di gennaio (accreditati il 3 di questo mese) conterebbero degli errori con un importo più basso di quanto dovuto. Le segnalazioni di "sviste" e ammanchi sull'assegno stanno arrivando da tutta Italia. A scoperchiare il vaso di Pandora sono tutti quei Caf o sindacati che assistono i pensionati. In Umbria ad esempio la Spi Cgil ha raccolto diverse segnalazioni che portano in un'unica direzione: la cifra dell'assegno di gennaio è più bassa. Un vero e proprio cortocircuito dato che a gennaio sarebbe dovuta scattare la mini-rivalutazione con un aumento proprio sui ratei. "<i>Effettivamente - afferma Roberto Panico, direttore dell’Inca Cgil Umbria, a Today – abbiamo riscontrato che chi aveva usufruito del cosiddetto ‘bonus Poletti’, nel ricalcolo effettuato dall’istituto si è visto annullato il bonus del 2019, cosa che ha comportato un debito nei confronti dell’inps, e si è visto disapplicare il bonus nel 2020, con conseguente diminuzione della pensione</i>".</p><h2>Segnalazioni in tutta Italia</h2><p>E come detto il caso riguarda milioni di <b>pensionati</b> in tutta Italia. Segnalazioni sono arrivate già dall'Emilia Romagna e dal Friuli Venezia Giulia. Sono state "colpite" dal taglio almeno 100mila persone. L'ammanco riguarda soprattutto gli assegni che vanno dai 1.405 euro ai 2.010 euro. L'Inps ha riconosciuto l'errore parlando di un taglio involontario di alcune decine di euro. Ma i pensionati (molto attivi sui social in queste ore) parlano di un buco di centinaia di euro sull'assegno.</p><h2>Cosa farà l&#39;Inps</h2><p>L'Istituto di previdenza sociale ha fatto sapere che nel mese di febbraio ci sarà un conguaglio e invita tutti i pensionati interessati a rivolgersi all'ufficio Inps più vicino per ottenere ulteriori spiegazioni. E a quanto pare l'errore sarebbe stato riscontrato anche su alcuni assegni di dicembre 2019. Insomma per l'Inps il 2020 inizia davvero in salita. E la grana assegni arriva proprio nel momento in cui il presidente Tridico è sulla graticola per le nomine all'interno dell'Istituto che hanno mandato su tutte le furie le opposizioni ma anche gli alleati di governo dei 5 Stelle, come il Pd.</p><h2>Tridico nel mirino</h2><p>E così proprio dal Friuli Venezia Giulia la dem Serracchiani tuona contro <b>Tridico</b> e contro l'Inps: "L'Inps corregga subito l'errore nel calcolo delle pensioni e si scusi con le migliaia di persone che sono state danneggiate ricevendo meno del dovuto. Una struttura come l'Inps è al servizio dei cittadini e non sono accettabili errori di questo tipo, ma ancor meno un silenzio che sembra arroganza". E ancora: "C<i>ome apprendiamo oggi dal presidente dell'Inps Giuseppe Tridico - aggiunge Serracchiani - è in corso una riorganizzazione dell'Ente: speriamo che possa contribuire ad evitare il ripetersi di simili brutti errori, oltre a eliminare sacche di privilegio nella dirigenza pubblica</i>". Insomma il caso assegni farà discutere ancora. E a rimetterci sono sempre gli stessi: i pensionati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PHV47TSYUFODHCPBWUOUO2WXWA.jpg?auth=d114bfd9f456b22d25e37a4f75359ba0ee1a58f6459a3d184a64f6ea6bd43875&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>