<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title></title><link>https://ilgiornale.it</link><atom:link href="https://ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/marta-bravi/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 11:08:00 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Dieci autovelox spenti, via ai ricorsi. Il Comune: sempre più controlli]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/interni/dieci-autovelox-spenti-ai-ricorsi-comune-sempre-pi-controlli-2692663.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/interni/dieci-autovelox-spenti-ai-ricorsi-comune-sempre-pi-controlli-2692663.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Granelli: "Sostituiremo gli apparecchi vecchi". Ma ora si può chiedere di annullare le multe]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:21:36 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati spenti 10 autovelox su 17 in città per via della pubblicazione in Gazzetta del decreto ministeriale «Autovelox». A Milano sono solo 7 quelli che al momento hanno la titolarità per inviare sanzioni, gli altri dieci sono stati spenti finchè non saranno omologati ovvero non saranno dichiarati conformi ai nuovi requisiti.</p><p>L'assessore Marco Granelli, con un post sui social, annuncia l'avvio dell'adeguamento degli impianti: «Non c'è stata alcuna irregolarità da parte nostra: fino a ieri lo stesso ministero dei Trasporti riteneva sufficiente l'autorizzazione. Ora che il decreto è finalmente realtà, sostituiremo i dispositivi più datati spendendo fondi comunali, una spesa che prima non potevamo deliberare in assenza di una norma chiara».</p><p>La ragione del decreto annunciata dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini un mese fa? Avere regole certe ed omogenee su tutto il territorio, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti. Con l'omologazione in sostanza arriva la verifica pratica sugli standard di costruzione di ogni dispositivo, sulla sua efficacia e dunque precisione.</p><p>Il nuovo passaggio è che adesso, colmando un vuoto normativo di 34 anni, si stabilisce la procedura normativa per l'omologazione. I requisiti: il margine di errore fissato a 3 km orari fino a 100km/h e l'oscuramento automatico dei volti nelle immagini scattate frontalmente. Vengono anche fissati dei parametri numerici di affidabilità.</p><p>Anche a Milano, come in tutte le città, quegli apparecchi, una decina in tutto, risultano non omologati perché non hanno più il titolo giuridico per trasformare l'eccesso di velocità in una sanzione, alla mezzanotte di sabato sono stati spenti. Gli indirizzi? Viale Fermi, viale Fulvio Testi, via Palmanova, via Virgilio Ferrari, via della Chiesa Rossa, via dei Missaglia, viale Famagosta, via Ferruccio Parri, viale Renato Serra, corso Gallarate e viale Monte Ceneri. Non pensate però di trovare l'elenco sul sito del Comune.</p><p>Il decreto arriva dopo i rilievi del 2024 da parte della Corte di cassazione che aveva stabilito che gli apparecchi dovessero essere sottoposti a periodiche verifiche di funzionalità e di taratura e dal decreto interministeriale che aveva stabilito che gli apparecchi potessero essere posizionati solo in quelle strade in cui il limite di velocità non è inferiore ai 50 km orari. L'assessore interviene sul tema delle sanzioni: «La velocità è una delle principali cause degli scontri stradali in città e noi continueremo a fare sempre più controlli. Non lo facciamo per fare cassa, ma per salvare vite umane e migliorare la sicurezza di tutti, a partire dai pedoni. Autovelox accesi o spenti, rispettare i limiti resta un dovere di legge e un obbligo morale di ciascuno di noi».</p><p>È possibile fare ricorso contro tutte le multe prese dagli autovelox spenti, ovvero quelli precedenti al 2017. Proprio perchè il decreto autovelox non è retroattivo è possibile ricorrere contro le multe comminate da questi apparecchi a patto di essere ancora dentro i 30 o i 60 giorni dalla notifica della multa, a seconda che ci si voglia rivolgere al giudice di pace o al prefetto.</p><p>Non male se si pensa che il Comune nel 2025 ha incassato circa 7 milioni di euro solo dalle contravvenzioni comminate per eccesso di velocità. Una cifra che sale a 52,1 milioni di euro se si considera il periodo tra il 2021 e il 2025.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WLBTIV77WRLU7NJWM3O7Z5HCPA.jpg?auth=c841b1630bd23914930915417c166eb9bee72d20d1e1f64d24edadfca2ceca22&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dopo gli autovelox, le Ztl: "Sono tutte illegittime". I consumatori dal giudice di pace]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/interni/ztl-comune-sono-illegittime-2692662.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/interni/ztl-comune-sono-illegittime-2692662.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Per Globoconsumatori le telecamere "devono essere omologate dal ministro"]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:20:48 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Milanesi attenzione, dopo lo spegnimento di 10 autovelox su 17 ora tocca alle ztl. Zone a traffico limitato che sono Area B, Area C, la ztl Montenapoleone che fino a oggi (da settembre al 31 marzo) ha fruttato 14,31 milioni di euro in multe, la ztl Isola e zone pedonalizzate come via Paolo Sarpi, via Dante e piazza Cordusio solo per fare degli esempi.</p><p>Ecco: sono illegittime. Tutte. Il motivo? L'articolo 201, comma 1 bis, lettera G del Codice della Strada recita chiaramente che in tutte le aree ztl e di pedonalità urbana le telecamere devono obbligatoriamente essere omologate dal Ministro dei trasporti e delle infrastrutture e non dal ministero. «La rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, alle piazzole di carico e scarico merci, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate o con accesso o transito vietato, attraverso dispositivi omologati ai sensi di apposito regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo regolamento sono definite le condizioni per l'installazione e l'esercizio dei dispositivi di controllo, al fine di consentire la rilevazione delle violazioni dei divieti di circolazione, in ingresso, all'interno ed in uscita nelle corsie, strade, aree e zone di cui al periodo precedente, nonché il controllo della durata di permanenza all'interno delle medesime zone».</p><p>A questo - serve che tutte le telecamere che controllano gli accessi siano omologate dal Ministro - si aggiunge un ulteriore articolo del Codice della strada, che è il 232 che sancisce che ogni decisione in materia di circolazione può essere presa esclusivamente dal Ministro di competenza e pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro i 12 mesi. Il comma 1 recita: «In tutti i casi in cui, ai sensi delle norme del presente codice, è demandata ai ministri competenti l'emanazione di norme regolamentari di esecuzione o di attuazione nei limiti delle proprie competenze le relative disposizioni sono emanate nel termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, salvi i diversi termini fissati dal medesimo».</p><p>Merito di Globoconsumatori ODV che se n'è accorta. «Quello che succede in tutta Italia - spiega il presidente nazionale Mario Gatto - è che i comuni, per l'istituzione delle ztl, presentano una determina firmata da un dirigente dell'amministrazione che non ha titolo per emanare nessun decreto, e ove l'avesse, deve pubblicarlo in Gazzetta ufficiale. Delle due l'una: o producono un decreto che omologa le telecamere pubblicato in Gazzetta Ufficiale oppure quello diventa un falso in atto pubblico. Perché il dirigente comunale può fare una determina dirigenziale con cui definisce e stabilisce una zona a traffico limitato ma quell'atto non ha valore alcuno».</p><p>Globoconsumatori ha presentato a Milano un ricorso al giudice di pace su una ztl e giovedì scorso, alla prima udienza, il giudice ha preso atto dell'articolo 201 del Codice della strada. In sostanza le telecamere non sono omologate dal momento che non esiste alcun decreto del ministro dei Trasporti in tal senso e che nessun atto amministrativo che definisce le ztl è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. ne deriva che tutte le sanzioni comminate sono nulle. Per farle annullare basterà dunque fare ricorso entro 30 o 60 giorni dalla notifica, a seconda che ci si voglia rivolgere al giudice di pace o al prefetto.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JCDDM6R4GVLSZDCZAQUFHF5QB4.jpg?auth=609496df6527df5d8d168a139506336eea2dab5686566c79c12bded73f1913f5&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Spenti 10 autovelox su 17. Ma il Comune non lo dice]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/interni/spenti-10-autovelox-su-17-comune-non-dice-2692367.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/interni/spenti-10-autovelox-su-17-comune-non-dice-2692367.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Questa notte neutralizzati in città gli occhi elettronici fuori norma. Nel 2025 multe per 7 milioni di euro]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:42:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dieci su 17. Sono gli autovelox fissi che il Comune di Milano ha spento alla mezzanotte di ieri in ottemperanza al decreto del ministero delle Infrastrutture sugli autovelox pubblicato in gazzetta ufficiale. Palazzo Marino li spegne ma non si preoccupa di avvisare i suoi cittadini nè si preoccupa di fornire l'elenco degli occhi elettronici che rilevano leccesso di velocitò e quindi fanno la multa. Il testo del provvedimento definisce la «disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità».</p><p>La ragione del decreto annunciata dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini un mese fa? Avere regole certe ed omogenee su tutto il territorio, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti. Con l'omologazione in sostanza arriva la verifica pratica sugli standard di costruzione di ogni dispositivo, sulla sua efficacia e dunque precisione.</p><p>Ecco quindi che anche a Miano, come in tutte le città, quegli apparecchi, una decina in tutto, risultati non omologati non perché siano diventati incapaci di misurare quanto corre un'auto, ma perché non hanno più il titolo giuridico per trasformare quel dato in una sanzione, questa notte sono stati spenti. «A novembre 2025 è stato fatto un censimento degli autovelox presenti in Italia - spiega Salvini - sono 3.150 e di questi il 30% dalla mezzanotte di ieri non può più essere utilizzato, cioè tutti quelli che risalgono a prima di agosto 2017 non hanno più alcuna legittimità». I vecchi autovelox, 910, dovrebbero poi essere sostituiti «nelle scelte in autonomia che fanno i Comuni». «Abbiamo fatto un'operazione di pulizia: gli autovelox che servono alla sicurezza saranno operativi, gli autovelox furbetti, che multavano a ripetizione, magari non segnalati, non saranno più operativi» conclude salvini.</p><p>I modelli esclusi al momentosono quelli precedenti al 2017 che non significa che non effettuino delle misuraizoni corrette ma che non figurano tra i modelli salvati e, finché non otterranno l'omologazione, non potranno accertare le infrazioni. Da qui l'obbligo a disattivarli.</p><p>Peccato che il Comune non abbia deciso di avvisare i propri cittadini delle conseguenze del decreto e quindi dellospegnimento di alcuni autovelox.</p><p>Fra tutte le sanzioni elevate per violazione del Codice della Strada in Italia, più di una su tre è legata all'eccesso di velocità tanto che nel 2025 sono oltre 284 milioni di euro i proventi complessivi dichiarati. È quanto emerge da un'indagine di Facile.it che ha elaborato i dati sul Rendiconto proventi violazioni codice della strada pubblicati dai comuni - Direzione Centrale della Finanza Locale. Limitando l'analisi ai capoluoghi di provincia, le prime posizioni sono occupate da Firenze, Bologna, Milano, Padova e Genova, che tra autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione hanno registrato proventi per oltre 46 milioni. Milano, quasi 7 milioni (6.948.884 euro).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/Y3L3VBGOTFNU7DFO3M3ILZXO5I.jpg?auth=d5b7c990a2df10a43f531aee65653e7e482a5bd3fbee4a2f4785257112d9709f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Per i monopattini da giovedì l'obbligo di assicurazione]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/i-monopattini-gioved-lobbligo-assicurazione-2692349.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/i-monopattini-gioved-lobbligo-assicurazione-2692349.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Dopo il targhino, ora bisogna coprire la responsabilità civile]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Milanesi attenzione, dopo l'obbligo di taghino per i monopattini, adesso entra in vigore anche l'obbligo di assicurazione. Rispetto alla data del 16 maggio in cui è scattato, cibn seguito al nuovo Codice della Strada, l'obbligo del targhino (il casco invece è obbligatorio dal 2024) la nuova scadenza è stata fatta slittare a luglio appunto per consentire alle compagnie di assicurazioni di mettere a punto un prodotto specifico.</p><p>Il tempo stringe e da giovedì scatta l'obbligo di copertura assicurativa di Responsabilità Civile (Rca) per i monopattini elettrici. Con 33.316 contrassegni registrati, Milano detiene il primato italiano per numero di monopattini circolanti, pari a un quarto di quelli registrati in Italia. Segue Roma con 27.900, al terzo posto si colloca Bari con 5.747 contrassegni, seguono Torino con 4.709 e Palermo con 3.701. Numeri che, secondo il Mit "confermano quanto i monopattini elettrici siano entrati stabilmente nella mobilità urbana quotidiana e quanto sia centrale l'attuazione delle misure fortemente volute dal ministro Matteo Salvini con la riforma del Codice della strada: regole più chiare, maggiore responsabilità e più sicurezza per tutti gli utenti della strada".</p><p>Automobile Club Milano "richiama l'attenzione di tutti i cittadini su questa scadenza, che ha lo scopo di garantire una maggiore tutela sia per i conducenti, sia per tutti gli utenti della strada". La nuova norma, infatti, stabilisce che non sarà più sufficiente una generica polizza sulla "micromobilità" o la classica assicurazione del capofamiglia: la legge impone una specifica polizza Rca che deve essere esplicitamente abbinata al codice della targa (contrassegno) del mezzo, con un collegamento telematico diretto alla piattaforma ANIA e alla Motorizzazione.</p><p>Chi circolerà senza una copertura assicurativa a norma, oltre al sequestro amministrativo del mezzo, rischia una multa che va da un minimo di 100 a un massimo di 400 euro. Possono intestarsi la polizza anche i minori dai 14 anni tramite un genitore o tutore.</p><p>Per agevolare gli utenti nell'adempimento di questo nuovo obbligo e per evitare di incorrere in sanzioni, ACI ricorda che la prpriaq compagnia assicuratrice ovvero Sara Assicurazioni, mette a disposizione soluzioni dedicate e flessibili.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/4AJYRCEL3RMRZD3H3YDKTAPOCY.jpg?auth=7041e6bb14a96c3f58dc1bcd8d63f3c4c358efbc5a2cf17e903f2b32480f8058&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[I mezzi di soccorso "imbottigliati" sul cavalcavia Bacula]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/i-mezzi-soccorso-imbottigliati-sul-cavalcavia-bacula-2691562.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/i-mezzi-soccorso-imbottigliati-sul-cavalcavia-bacula-2691562.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Mercoledì sera le autobotti dei vigili del fuoco  bloccate per via della ciclabile]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 03:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Mezzi dei vigili del fuoco con le sirene spiegate bloccati sul cavalcavia Bacula per venti interminabili minuti. Traffico in tilt, macchine immobilizzate e nessuna possibilità di creare un varco per fra passare le autobotti dirette in via don Monzoni alla Bovisa per domare il maxi incendio scoppiato al deposito Bartolini. Sullo sfondo una colonna di fumo nero che saliva incessante verso il cielo. Il motivo? La pista ciclabile in sede protetta in via di realizzazione che di fatto ha ristretto la carreggiata.</p><p>"Quanto accaduto ieri in occasione del drammatico incendio che ha colpito lo stabilimento della Bartolini è la prova lampante di come le scelte ideologiche di questa amministrazione stiano mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini" la denuncia di Samuele Piscina, consigliere comunale della Lega e segretario cittadino del partito. "I mezzi dei Vigili del Fuoco, partiti tempestivamente per spegnere le fiamme, sono rimasti imbottigliati nei pressi del cavalcavia Bacula, impiegando ben 20 minuti per percorrere un tratto che, in condizioni normali, avrebbe richiesto pochissimi minuti. Venti minuti di ritardo che, in situazioni di emergenza, possono fare la differenza tra la vita e la morte o decretare la distruzione totale di una struttura" spiega il consigliere del Carroccio.</p><p>"Da mesi incalza Piscina denunciamo che il restringimento delle principali arterie stradali non fa altro che paralizzare il traffico e, quel che è peggio, ostacolare il passaggio fluido dei mezzi di soccorso, ma la risposta di Palazzo Marino è sempre il solito silenzio presuntuoso". Ecco quindi che la Lega chiede un'inversione di rotta: "La viabilità d'emergenza deve avere la priorità assoluta su qualsiasi disegno ideologico di mobilità. Il sindaco e l'assessore competente vengano in aula a spiegare come intendono risolvere questa palese criticità prima che si verifichi una tragedia irreparabile".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3NS6CEWDVJLNBA32BANMBTFMAU.jpg?auth=ccea7f5d76726a5feefce30619c4c3fa32d0d636bac48d4e9b1fbfbea8a9ffa8&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il rogo al deposito partito da un pacco. La Dda ora indaga per incendio doloso]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/rogo-deposito-partito-pacco-dda-ora-indaga-incendio-doloso-2691561.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/rogo-deposito-partito-pacco-dda-ora-indaga-incendio-doloso-2691561.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Fiamme spente all'alba, sotto sequestro il camion. Via alle analisi tossicologiche]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 03:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe partito da un pacco su un camion, ora sotto sequestro, diretto a Torino, l'incendio divampato mercoledì sera verso le 19 nel quartiere Bovisa. Il rogo visibile da lontano per l'enorme nuvola di fumo che si è levata in cielo, ha coinvolto un deposito di smistamento del corriere Bartolini di via don Giovanni Minzoni alla Bovisa, di fronte a uno studentato e a poche centinaia di metri dal campus del Politecnico. Ad andare a fuoco il grande magazzino e numerosi container con i pacchi per le spedizioni su un'area di circa 8mila metri quadri.</p><p>Secondo i primi acceramenti ad accorgersene un magazziniere dello stabilimento impegnato nel reparto spedizioni: mentre stava caricando il camion ad un certo punto ha visto fuoriuscire del fumo da uno dei 500 pacchi già stipati e diretti a Torino. Dopo di che le fiamme si sono propagate molto rapidamente. Non c'è stato nemmeno il tempo di verificare il contenuto o isolare la scatola: nel giro di pochissimi istanti, dal fumo si è passati alle fiamme vive. Il fuoco ha avvolto rapidamente l'intero autoarticolato e i colli a bordo, per poi propagarsi inevitabilmente al resto del deposito logistico. Ora spetterà alle indagini della magistratura stabilire se effettivamente l'innesco sia stato il pacco, cosa contenesse e perché abbia preso fuoco. L'ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio.</p><p>"Ero in magazzino quando ho sentito cadere un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, mi sono voltato e ho visto una vampata di fiamme". È quanto racconta Sonny Salac, capo magazziniere. Un particolare che confermerebbe la natura accidentale dell'incendio. "Subito ho preso un estintore - ha detto - e ho cercato di spegnere il fuoco ma le fiamme erano troppo alte. Allora ho chiamato tutti e ho detto loro di uscire velocemente. Era mio compito assicurarmi che nessuno si facesse male". Le indagini sono coordinate dalla Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, che dovrà convalidare il sequestro del mezzo. Ad indagare, oltre ai vigili del fuoco, anche la Digos. Si tratta di verificare, oltre ai profili di sicurezza all'interno del deposito, l'eventuale presenza o meno di sostanza accelerante, come liquido infiammabile, e quindi la natura del rogo, ovvero se sia doloso o colposo.</p><p>L'azione delle squadre dei vigiii del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per spegnere completamente l'incendio, con il supporto del personale antincendio dell'azienda, ha permesso anche di mettere al sicuro trenta rimorchi che si trovavano all'interno dell'area logistica. Due container contenenti biciclette elettriche hanno continuato a bruciare ben oltre lo spegnimento del resto del capannone, costringendo cinque squadre a lavorare senza sosta per raffreddarli e scongiurare esplosioni.</p><p>Ieri la filiale Bartolini è rimasta chiusa, ma da oggi le attività saranno progressivamente assorbite dalle filiali limitrofe, con l'obiettivo di ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile.</p><p>Per quanto riguarda la dispersione di fumi tossici nell'aria non sono sstati registrati "valori critici per gli inquinanti monitorabili sul posto" le prime rilevazioni di Arpa, che ieri mattina è intervenuta in via don Minzoni. "Presenti gli inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera".</p><p>Tra le 9 e le 10 di ieri, Arpa ha effettuato una seconda verifica: le indicazioni per la popolaizone sono che non possono essere utilizzati spazi verdi pubblici, va evitata l'attività fisica all'aperto, non va consumata verdura coltivata sul balcone o negli orti. Per le scuole e i nidi occorre evitare l'utilizzo di spazi all'aperto in un raggio di 500 metri da via don Minzoni 10.</p><p>Nel pomeriggio è stato ritirato il primo filtro campionatore che è stata portato nel laboratorio di Arpa per le analisi, i cui risultati potrebbero arrivare lunedì.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/E3E4WTGMMZJSBLYYLLMIYNQLGM.jpg?auth=d748d2366993fbfac108524bd5701c4dcb7250176038fc661f71423acc1f8ed0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tremila casi all'anno: crescono in famiglia gli abusi sui minori]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/tremila-casi-allanno-crescono-famiglia-abusi-sui-minori-2691009.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/tremila-casi-allanno-crescono-famiglia-abusi-sui-minori-2691009.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Solo l'1% delle denunce arriva dai pediatri. E più della metà dall'autorità giudiziaria]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 03:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Formare i medici perchè siano in grado di riconoscere le avvisaglie di possibili maltrattamenti in famiglia sui bambini: è l'obiettivo del corso lanciato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Milano, a fronte del bassissimo numero di segnalazioni di pediatri e medici di famiglia. Nella nostra città le situazioni di possibile maltrattamento nei confronti di bambini e adolescenti crescono da anni a un ritmo medio del 4% annuo. Al Tribunale di Milano, i procedimenti legati alle violenze e ai maltrattamenti in famiglia sono circa 3mila l'anno e anche nei primi sei mesi del 2025 si sono sfiorate le otto inchieste al giorno, ma solo l'1% delle segnalazioni proviene da medici e pediatri.</p><p>In questo contesto i medici, in quanto pubblici ufficiali, sono chiamati a svolgere un ruolo preciso nella protezione dei bambini esposti a rischio, e possono quindi avere un ruolo rilevantissimo: per attivare una segnalazione all'Autorità Giudiziaria su un maltrattamento o abuso su un minore non è necessario che il sanitario abbia la prova certa che sia stato commesso un reato. È sufficiente un ragionevole sospetto. Eppure, secondo l'ultima indagine nazionale promossa dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, da Terre des Hommes e CISMAI, oltre la metà (52%) delle situazioni di rischio emerge grazie all'intervento dell'Autorità Giudiziaria, mentre appena l'1% delle segnalazioni proviene da pediatri e medici di medicina generale. Un dato che evidenzia quanto sia ancora difficile intercettare precocemente le situazioni di pericolo e quanto sia importante rafforzare la consapevolezza dei professionisti sanitari.</p><p>Per questo l'Ordine dei Medici ha realizzato un nuovo percorso formativo dedicato alla tutela dei minorenni vittime di maltrattamento, costruito a partire dal Vademecum sviluppato dal Tavolo Tecnico promosso dal Garante dei Diritti per l'Infanzia e l'Adolescenza del Comune di Milano. "Molti immaginano che il maltrattamento sia riconoscibile soltanto quando sono presenti lesioni evidenti o prove inequivocabili spiega il presidente dell'Ordine Roberto Rossi . In realtà i professionisti sanitari si trovano spesso davanti a situazioni molto più sfumate, nelle quali è necessario saper cogliere segnali deboli o indiretti, comportamenti anomali, situazioni apparentemente non riconducibili a un maltrattamento. È proprio in questi casi che il medico può svolgere un ruolo determinante. La normativa, infatti, non richiede al dottore di provare la certezza del reato ma la presenza di elementi tali da far emergere un ragionevole e fondato sospetto".</p><p>"Il riconoscimento e la tutela dei minorenni richiedono necessariamente una risposta di rete sottolinea Susanna Mantovani, Garante dei Diritti per l'Infanzia del Comune . Coinvolgere la classe medica significa rafforzare ulteriormente la capacità del territorio di individuare precocemente le situazioni di rischio".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3FAET6UOQJPN3NCONYFJGIMIP4.jpg?auth=9c454552f343dd7a6296d9cd08481f110c49104a799e195afc7b45aa47134b12&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Piazze, il Comune ha sbagliato "tattica". Da oasi a regno di maranza e balordi]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/piazze-comune-ha-sbagliato-tattica-oasi-regno-maranza-e-2690404.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/piazze-comune-ha-sbagliato-tattica-oasi-regno-maranza-e-2690404.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[I residenti di via Gentilino, Gattamelata, Paravia e Spoleto chiedono sicurezza e cancellazione dei progetti: "Ormai solo degrado e disagi"]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un presidio venerdì alle 18 in via Gentilino per protestare contro la piazza tattica che, come nel resto della città, sta portando degrado, delinquenza, terrore e notti insonni per i residenti. "I firmatari ritengono che tale intervento sia stato concepito senza un'adeguata conoscenza del territorio e senza alcuna consultazione preventiva con la comunità residente" scrivono. Esasperati, hanno lanciato una raccolta firme per chiedere l'annullamento del provvedimento, che non migliora la qualità della vita ma crea solo disagi. Dall'altra parte della città, oltre la stazione centrale, i lavori per rendere permanente la piazza tattica Spoleto stanno mettendo in luce tutte le piaghe del progetto: "Questa piazza deve essere chiusa con una cancellata in orario serale e notturno - attaccano -. È evidente che l'uso improprio dello spazio pubblico è ormai diventato una prassi consolidata, i controlli e i presidi delle forze dell'ordine non sono possibili per mere ragioni organizzative. Non si può militarizzare una città per colpa di comportamenti scellerati - il ragionamento - servono soluzioni amministrative efficaci che consentano la fruizione della piazza in orario diurno e tutelino, al contempo, il diritto alla salute e al riposo dei resident.."</p><p>Più a nord, "la situazione è sfuggita totalmente di mano all'amministrazione" sostiene Michele Pellegrino, consigliere (Fi) del Municipio 9 che ha presentato una mozione urgente per la piazza tattica Bruzzano. "Raffozare i controlli della polizia locale in orari serali e notturni per evitare nuovi comportamenti illeciti e contrastare il degrado, instensificare i controlli sulla sosta irregolare (a fronte dell'eliminazione dei posti auto), effettuare lavaggi straordinari della piazza e nelle zone limitrofe".</p><p>A sud ovest, nello specifico, a San Siro, la piazza tattica di via Paravia, a due passi dal bar di via Capecelatro dove un uomo di 55 anni è stato accoltellato da Saidilly, sta creado notevoli problemi ai residenti. "Il Comune, senza chiedere nessun parere ai residenti, ha ristrutturato e reso pedonale via Paravia - scrive una residente - . Ieri sera, giorno del termine dei lavori, sotto casa si sono piazzati dei ragazzi ubriachi che, oltre a schiamazzare a tarda ora, hanno vandalizzato il cestino spargendo rifiuti ovunque. La via Paravia è una zona di confine tra zona residenziale popolare a maggioranza straniera che non è un eufemismo definire ghetto io sono una madre single e ho due figli preadolescenti che ora ho timore di fare scendere per strada".</p><p>Non va meglio in centro, in zona Citylife , dove la nuova piazza tattica di via Gattamelata, oltre ad aver eliminato 200 posti auto per i residenti, sta diventando terra di nessuno. Finchè le scuole erano aperte i bambini ci giocavano a calcio al pomeriggio,ma ora di notte diventa teatro di risse e bivacchi dei maranza, che dalla Fiera e da piazza Prealpi si spostano in Gatteamalata di notte, con buona pace del sonno e della serentià dei residenti.</p><p>"Le piazze tattiche stanno creando in tutta Milano micro luoghi della movida, ovviamente non compresi nelle zone rosse. Se già nei luoghi classici della movida è difficile controllare, figuriamoci in periferia - polemizza Alessandro De Chirico, consigliere comuanle di Fi -. Lì le persone si trovano sotto casa bande di spacciatori o di perdigiorno che passano il tempo a bere, vandalizzare l'arredo urbano e guai a dire di abbassare il volume della voce o della musica, pena essere aggrediti. Le persone hanno paura ad uscire di casa".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YRCLBIFXV5J73B6EV3XMIMWAXI.jpg?auth=680ca6ea2cb1e778f0e97415ff87b58653e8f397c66bb5368152cda8d3718757&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il Comune non rottama  (e perde più di 100 milioni)]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/comune-non-rottama-e-perde-pi-100-milioni-2689339.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/comune-non-rottama-e-perde-pi-100-milioni-2689339.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Non colta l'opzione della Finanziaria. L'opposizione attacca: "Altre città aderiscono: milanesi discriminati"]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il governo, nella sua ultima finanziaria, introdotta dalla Legge di Bilancio (199/2025) ha previsto la cosiddetta rottamazione quinques che concede la possibilità, per i contribuenti, di mettersi in regola con il pagamento mancato di tributi o multe notificate tra il 2020 e il 2023, al netto delle more e dei tassi di interesse. Il governo ha dato la possibilità ai Comuni e le Regioni di aderire concedendo ai cittadini di mettersi in regola con tributi locali e multe arretrate. Al momento il Comune di Milano non ha aderito - nessuna delibera è stata predisposta al momento ma c'è tempo fino al 31 luglio - mentre molti comuni, governati per altro dal centrosinistra come Roma, Torino, Napoli, Genova lo hanno fatto. Il governo per altro ha lasciato alle amministrazioni la facoltà di decidere su quali tributi e su quali multe intervenire, indipendentemente dal fatto di riscuotere le imposte in proprio o tramite l'Agenzia delle Entrate.</p><p>Quali sarebbero i vantaggi se Palazzo Marino aderisse? A spiegarlo è Fabrizio de Pasquale, vicesegretario di Forza Italia: "Partiamo da un dato: nel bilancio sono iscritti come crediti inesigibili circa 330 milioni all'anno. Questo vuol dire che tra il 2020 e il 23 il Comune non ha incassato 1 miliardo e 320 milioni di euro, di cui la maggior parte è costituita dalle multe. Bisogna tenere conto del fatto che ogni anno Palazzo Marino non riesce a riscuotere circa il 40% delle sanzioni". Ammonta in media a 120/130 milioni il valore delle multe che Palazzo Marino non incassare ogni anno, cui bisogna aggiungere i tributi, quindi l'IMU, la TARI, la tassa di soggiorno, la tassa sulla pubblicità e l'occupazione di suolo pubblico. "Calcolando in misura molto prudente che solo il 5% di chi non ha pagato volesse approfittare della rottamazione - continua De Pasquale - arriveremmo a 70 milioni di euro circa. Ma bisogna calcolare anche che il Comune è costretto a mettere a bilancio 330 milioni, che sono appunto i crediti che non riuscirà a incassare. In sintesi: con la rottamazione entrerebbero in cassa non solo 70 milioni come minimo di multe e tributi finalmente riscossi, ma anche 70 milioni in meno come uscite vincolate". Liberandosi, allo stesso tempo, del fardello della macchina della riscossione, con tutti i suoi passaggi.</p><p>"I consiglieri comunali di Forza Italia presenteranno una mozione per chiedere che che il Comune aderisca alla rottamazione, provvedimento fortemente voluto da Forza Italia in occasione della Finanziaria - annuncia De Pasquale - a tutela dei milanesi che in questo modo vengono discriminati. Non solo, Palazzo Marino si lamenta ogni giorno dei tagli del governo, e quando c'è una misura che consentirebbe di di incassare centinaia di milioni, non aderisce".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U5HHRXTYEFL7FHYDAWC6XQH6PY.jpg?auth=63764b735639f6033e62f35c18ba320f6f0520e146606b70c479b85870137a91&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Fi sulla sicurezza: "Reprimere, ma non basta"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/fi-sulla-sicurezza-reprimere-non-basta-2689337.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/fi-sulla-sicurezza-reprimere-non-basta-2689337.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Comazzi: "Pronti a scendere in piazza. I maranza? Vanno educati"]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l'accoltellamento di un uomo di 55 anni per mano di un gambiano di 22 anni in via Capecelatro a San Siro e dellla maxi rissa alla Bicocca che si è conclusa con sei agenti della polizia locale feriti e due uomini fermati, il candidato sindaco Pietro Tatarella ha lanciato una manifestazione per la sicurezza chiamando a raccolta tutto il centrodestra e la cittadinanza. Per Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e capodelegazione in giunta di Forza Italia "una manifestazione sulla sicurezza può sicuramente essere un'ottima iniziativa per rimettere al centro il tema e rendere consapevole ancora di più la città di questa grave emergenza. Anche perchè in questi anni il centrosinistra si è dimenticato volutamente della sicurezza, l'ha derubricato e sminuito e oggi ci troviamo con una situazione di degrado e di microcriminalità crescenti". Echeggia nella memoria della città la grande mobilitazione organizzata da Letizia Moratti sindaco in cui chiedeva "poteri speciali". "Dopodichè noi come classe dirigente e come coalizione di centrodestra non possiamo limitarci a organizzare una manifestazione, dobbiamo dare gli strumenti e le soluzioni per quando torneremo a governare a Milano" spiega l'azzurro.</p><p>Per Comazzi è necessario agire su due fronti: la repressione della delinquenza, cosa che la sinistra non ha fatto in questi anni, da portare avanti aumentando gli uomini della Polizia Locale nelle strade, implementando i nuclei che si occupano di contrasto alla criminalità ed equiparando il corpo della Polizia Locale alle altre forze dell'ordine. E rafforzando il tavolo Sicurezza con la Prefettura con cui mappare i punti critici della città per dotarli di videosorveglianza e di punti luce, in particolare nei parchi. Ma non solo: "Bi sogna far tornare l'esercito nelle nostre strade" spiega.</p><p>Le misure repressive non bastano perchè "il concetto di remigrazione è totalmente inapplicabile - sostiene Comazzi -. Dobbiamo essere pragmatici: a questi ragazzi bisogna offrire un'alternativa e alla repressione bisogna affiancare un percorso di inserimento scolastico, l'accompagnamento verso la formazione professionale e la promozione di progetti di insegnamento della lingua italiana e di educazione civica". I cosiddetti maranza spesso sono "minorenni privi di un reale punto di riferimento familiare o educativo, che finiscono così per avvicinarsi a forme di criminalità - continua il capodelegazione -. Come Forza Italia chiederemo un aiuto alle seconde generazioni". Tradotto: promuovere un tavolo con quei giovani perfettamente integrati nel tessuto sociale, culturale e lavorativo del nostro paese e che per questo rappresentano un esempio positivo. "A loro chiederemo di aiutarci ad elaborare delle proposte concrete di percorsi di inserimento linguistico, sociale e culturale e in autunno promuoveremo un evento per coinvolgerli in un percorso che dev'essere, appunto, di affiancamento a tutta la parte di grande fermezza repressiva" annuncia il capodelegazione di Forza Italia.</p><p>A proposito dell'aggressione in via Capecelatro, il sindaco Sala qualche giorno fa ha definito San Siro un quartiere ghetto, ma la stessa cosa vale per il Giambellino o il Corvetto: "Il fallimento della sinistra in questi anni è che non è riuscita a portare avanti politiche di sicurezza, ma nemmeno politiche inclusive. Quando proponevamo di rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari era perchè pensavamo fosse sbagliato creare dei ghetti e che quindi fosse giusto avere una distribuzione di persone che venivano da realtà diverse. La sinistra, attraverso i suoi sindacati e le sue associazioni, ha promosso una serie di ricorsi....ma i fatti ci hanno dato ragione. Così non è riuscita nemmeno a promuovere dei progetti reali di inclusione, soprattutto non ha investito nello sport per creare dei luoghi di aggregazione per i giovani". Anche l'urbanistica gioca la sua parte, a partire proprio da San Siro: "Dobbiamo rivedere anche gli assetti urbanistici dei quartieri. Noi abbiamo consentito l'approvazione della realizzazione del nuovo stadio perchè porta con sè un progetto di totale rigenerazione del quartiere - spiega Comazzi - dal momento che al nuovo impianto verranno affiancati esercizi commerciali, ristoranti, alberghi, che porteranno ricchezza, investimenti, ripulendo tutta la zona. La rigenerazione urbana è fondamentali: ci sono un centinaio di progetti che già domani potrebbero essere portati avanti che consentono di andare a bonificare aree intere".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/C4FXXAIYNVKDPHP7F3MGU7QJ3U.jpg?auth=a327cd36b2701ba61b1f0be168dc5097cd385a5b57cccbb2321e1dca68acdf32&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Sos sicurezza tra risse e maranza: "La società civile scenda in piazza"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/sos-sicurezza-risse-e-maranza-societ-civile-scenda-piazza-2689056.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/sos-sicurezza-risse-e-maranza-societ-civile-scenda-piazza-2689056.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Appello di Tatarella: "Il centrodestra si mobiliti: lavoriamo insieme a un programma di governo"]]></description><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>All'indomani della maxi rissa alla Biccocca dove si sono affrontati 30 maranza e conclusasi con un bilancio di sei agenti della polizia locale in ospedale e due uomini feriti (che sono poi stati fermati), e a una settimana dalla morte dell'agente Imprezzabile sbalzato dalla sua moto durante un inseguimento, si torna a parlare di emergenza babygang, di malamovida, di sicurezza. Perchè continuano a susseguirsi le risse notturne tra ragazzini, i teenagere derubati o massacrati di botte per una sigaretta negata, le aggressioni sui mezzi pubblici....</p><p>Pietro Tatarella, auto-candidato sindaco nelle file del centrodestra, lancia una manifestazione per la sicurezza. Un invito "ad alzare la testa" rivolto a tutti: gli altri candidati, i partiti della coalizione, ma non solo (il pensiero va ad Azione, nella maggioranza di Sala, ma "su posizioni molto meno ideologiche sulla sicurezza") per iniziare a lavorare insieme su un tema su cui la sinistra ha clamorosamente fallito. "Siccome dobbiamo comunque lavorare insieme per l'obiettivo di tornare a governare la città, credo che questo possa essere il momento che ci tiene tutti insieme su un tema che sta a cuore a tutti. É arrivata l'ora di attivare tutti quei milanesi - spiega Tatarella - che fanno fatica a scendere in piazza, la cosiddetta maggioranza silenziosa".</p><p>Un appello alla politica, ai vertici delle forze dell'ordine e ai responsabili della sicurezza, ma anche alla società civile per una profonda presa di consapevolezza che porti anche ad agire. Al Parco delle Cave negli anni Ottanta vennero allontanati gli spacciatori grazie anche ai presidi pacifici dei cittadini agli ingressi del parco, che volevano far sapere alla delinquenza che non ci stavano più a vedere quel quartiere diventato terra di nessuno.</p><p>"Dobbiamo essere tutti partecipi in questo momento di cambiamento - continua l'ex esponente di Forza Italia - perchè la situazione sta degenerando e noi rischiamo che nei prossimi anni diventi fuori controllo". Se i genitori degli adolescenti sono terrorizzati nel lasciarli uscire la sera, se gli anziani nei quartieri popolari non escono se non accompagnati, se le donne non girano più da sole sui mezzi la sera è perchè le responsabilità di quanto sta accadendo a Milano sono molteplici e sfaccettate. "Non sta certo ai cittadini fare le ronde, andare a rincorrere le borseggiatrici in metro, i cittadini si devono riprendere i loro spazi, ma senza avere il terrore di intervenire per le eventuali conseguenze. Dobbiamo diventare consapevoli che tutti insieme un po' alla volta il problema lo possiamo risolvere". Perchè compito della poltica "non è fare la lista delle cose sbagliate", a quella ci pensano già i cittadini, ma "dare la chiave di soluzione dei problemi. Detto questo - conclude Tatarella- mi aspetto che il sindaco dia un segnale importante rispetto alle aggressioni agli agenti della polizia locale e che nei prossimi giorni ci sia un'operazione straordinaria contro questi fenomeni, perché altrimenti legittimiamo questi comportamenti".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YJUOK4PEPFJCVATHM23NJPLETQ.jpg?auth=14967a6aeaf58e0fae99b83d9c625c88603f1539d9994aba8b953392995fb710&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La fine di San Siro: il quartiere popolare è diventato "ghetto"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/fine-san-siro-quartiere-popolare-diventato-ghetto-2689055.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/fine-san-siro-quartiere-popolare-diventato-ghetto-2689055.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Alloggi occupati abusivamente, abitanti per metà stranieri e integrazione fallita]]></description><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"È un assurdo quello che è capitato" dice attonito Sobhi Rezk Azzam, muratore egiziano che ieri mattina ha fermato la fuga gambiano che ha aggredito un uomo in un bar in via Capecelatro. Si badi bene, siamo a San Siro quartiere che ha tradito la vocazione di quartiere popolare per diventare, con il 50% della popolazione straniera e 85 nazionalità rappresentate, un vero e proprio ghetto. Un quartiere "delicato perché, storicamente, si sono verificate una serie di decisioni sbagliate da parte di tutti, anche del Comune, con una percentuale di case Aler eccessiva", che ha provocato la perdita "dell'equilibrio sociale" ammette lo stesso sindaco Beppe Sala. L'effetto sarebbe quello di un quartiere "in cui la proporzione tra gli italiani e i non italiani è sbagliata", con una conseguenza sulla quotidianità, sulle relazioni, sulle scuole della zona: "Succede che i genitori degli italiani, che li mettono in una scuola di quartiere, vedono che magari si ritarda l'apprendimento perché tanti hanno problemi con la lingua, allora li spostano".</p><p>Costruito negli anni Trenta, il quartiere popolare contava circa 6mila alloggi ed era uno dei più vasti in città. Dagli anni Novanta, diversi appartamenti sono stati venduti a privati, tanto che nel 2022 quelli pubblici rimasti erano quasi 4mila. Il quartiere ha cambiato nuovamente pelle all'inizio degli anni Duemila: attorno a via Capecelatro si sviluppava un quartiere residenziale popolare, abitato da operai italiani per lo più. Tutt'attorno una cintura di case del ceto medio. "In sostanza - racconta Marco Bestetti, già presidente del Municipio 7 e abitante storico - era un quartiere residenziale tranquillo, con un mix sociale tra classe operaia e classe media, basato sulla buona convivenza e sul rispetto delle regole".</p><p>L'immigrazione incontrollata, la gentrificazione di una parte del quartiere, quello delle villette dei calciatori per intenderci, hanno fatto. Agli italiani hanno iniziato a subentrare arabi e rom, sfrattati dai campi nomadi che nel tempo hanno dilagato a San Siro e iniziato a entrare abusivamente negli alloggi di edilizia residenziale popolare grazie al racket gestito dal centro sociale Micene. Anche gli ingenti investimenti (40 milioni) per la manutenzione degli appartamenti Aler hanno rappresentato un'occasione persa perchè non sono stati affiancati da un piano massiccio di sgomberi". Su 2.500 allogggi in edilizia residenziale, infatti, 600 sono occupati illegalmente. Ora la Regione ha stanziato altri 22,5 milioni per la ristrutturazione di quelli vuoti. "Chiederemo che venga parallelamente portato avanti un massiccio piano di sgomberi" chiosa Bestetti. Che il Comune continui a essere ingabbiato nella sua ideologia e non riesca a concepire un piano di rinnovamento profondo della kashbah lo dice anche la modalità con cui si sta affrontando la ristrutturazione del mercato di piazzale Selinunte, il cuore del ghetto: dopo aver ignorato la proposta di un ente di formazione che si era offerto di ristrutturare l'edificio a proprie spese per aprire una scuola professionale, preferendo la proposta di una sala di registrazione per trapper mai realizzata, ha lanciato un laboratorio di ascolto dei residenti che lì vivono e bivaccano. "Spero ora che il Comune non perda altro tempo - attacca Bestetti - e si decida ad accettare l'offerta per la scuola professionale perchè di un nuovo centro sociale in miniatura il quartiere non ne ha proprio bisogno".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RUXKMTBWORO5ZNQQRDJMWDUJOY.jpg?auth=02d3f6632163cc761096ee2ab29a0d9bad08965969e1748d44cfd7e51c177080&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La protesta dei locali di via Lecco. "Abbandonati contro le ordinanze"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/cronaca-locale/protesta-dei-locali-lecco-abbandonati-contro-ordinanze-2684569.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/cronaca-locale/protesta-dei-locali-lecco-abbandonati-contro-ordinanze-2684569.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[I titolari non parteciperanno al corteo con i carri perché non sono stati "difesi" dalla comunità]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 04:06:51 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Milano si prepara ad accogliere gli oltre 350mila partecipanti per il 25esimo Pride sul tema «Corpi in Rivolta, in lotta per i diritti» che partirà domani alle 16 da piazza della Repubblica snodandosi lungo via della Liberazione, via Melchiorre Gioia, piazza XXV Aprile, i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia per addentrarsi nel Parco Sempione e arrivare all'Arco fino all'Arco della Pace.</p><p>Ci sarà anche il sindaco Sala sfidando temperature che toccheranno quasi i 40 gradi, tanto che Luca Paladini, consigliere regionale (Patto Civico) e fondatore dei Sentinelli, in quanto fragile, ha sottolineato per il primo anno di non poter partecipare «nonostante io ci tenga moltissimo» e chiedendo che venga spostata la data in un periodo con meno disagi per il caldo. «Per il futuro, per un Pride disponibile a tutte e tutti» chiosa. Proprio su questo è intervenuto il sindaco: «Ne ho parlato con gli organizzatori oggi, credo che abbiano ritardato di una mezz'oretta la partenza ma non potrà cambiare molto il programma. Mentre spostarlo di data per l'anno prossimo potrebbe essere una buona idea».</p><p>Così se il Comune di Milano, come di consueto, ha dato il suo patrocinio, come di consueto Regione Lombardia, tramite l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, lo ha negato.</p><p>Per prevenire poi possibili «turbative» per l'ordine pubblico dovute all'eventuale abuso di bevande alcoliche e tenendo conto dei rischi conseguenti all'incontrollato abbandono di contenitori di vetro e lattine, il Prefetto Claudio Sgaraglia ha disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcooliche, sia in forma fissa che ambulante, nonché la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e lattine prima e durante la manifestazione.</p><p>Ma a proposito delle ordinanze anti movida del Comune i locali di via Lecco, ovvero della zona del Lazzaretto «sorvegliata speciale» hanno deciso di non partecipare con i loro carri in segno di protesta per il mancato sostegno della comunità. «Lo facciamo perché ci sentiamo soli - spiegano Borgo delle Perse e LeccoMilano -. E perché questa solitudine ha un nome preciso: il silenzio delle associazioni del coordinamento Pride di fronte all'inasprimento delle ordinanze sulla movida che colpisce il quartiere Lazzaretto-Melzo, cuore della comunità lgbt milanese». «Non lo facciamo con leggerezza e non lo facciamo contro il Pride» la premessa delle due più note realtà della comunità arcobaleno, che rivendicano di aver «costruito» il quartiere: «Non abbiamo solo aperto dei locali: abbiamo creato luoghi di aggregazione, di incontro, di cultura e di politica per la comunità milanese, quando quasi nessuno lo faceva».</p><p>L'ordinanza comunale anti movida in vigore dall'11 giugno prevede il divieto totale di asporto di cibi e bevande dalle 22 e la chiusura dei dehors a mezzanotte: «Un provvedimento calato dall'alto a 48 ore dalla pubblicazione, con contratti stagionali già firmati e personale già assunto. I posti di lavoro a rischio sono spesso di persone della nostra stessa comunità. Siamo stati lasciati soli ad affrontarlo».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MKS36F75GBN6VDJUQ3YBXGMX5Q.jpg?auth=3728eb32f5ea17ed040d687f51e67dfb0706e7715bea333a1ac4d9db62eda054&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Pronte le case di comunità: sono 187]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/pronte-case-comunit-sono-187-2684548.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/pronte-case-comunit-sono-187-2684548.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Entro metà luglio  tutte operative così come i 60 ospedali realizzati nella regione]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Saranno realizzate e rese operative tutte le 187 Case di Comunità (186 entro il 30 giugno e una entro il 15 luglio) e i 60 Ospedali di Comunità previsti in Lombardia. Una Casa di Comunità ogni 50mila abitanti, assicurerà una copertura omogenea, equa e di prossimità per tutta la popolazione. Non solo, oltre il target previsto dal Pnrr saranno realizzate altre 16 Case (per arrivare a 203 in totale) e altri 8 Ospedali di Comunità (fino a 68) totali. Il finanziamento totale ammonta a 489 milioni per 203 "Case" di cui 277 milioni (Pnrr), 33 milioni (fondi statali) e 179 milioni (fondi regionali), cui si aggiungono ulteriori 179 milioni per 68 Ospedali di cui 151 milioni (Pnrr), 10 milioni (dallo stato) e 18 (dalla Regione).</p><p>"La Lombardia ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva ricevuto una delle quote più consistenti dell'intera programmazione nazionale, pari a circa il 20 per cento degli interventi previsti dal Pnrr. Era una sfida particolarmente impegnativa. Oggi possiamo dire di aver raggiunto il traguardo fissato dal Pnrr, confermando la Lombardia come una delle Regioni più avanzate nell'attuazione degli investimenti destinati alla sanità. La nostra strategia resta chiara e coerente: rafforzare la medicina territoriale e avvicinare i servizi ai cittadini. Le Case e gli Ospedali di Comunità rappresentano un tassello fondamentale di questo percorso e costituiscono un investimento destinato a produrre benefici concreti ben oltre la conclusione del Pnrr".</p><p>"Lo abbiamo sempre detto e ci eravamo impegnati a garantire questo traguardo - ribadisce l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso -. Devo ringraziare un lavoro di squadra straordinario di tutto il personale del sistema sanitario regionale se siamo riusciti a conseguire questo obiettivo. Garantiamo la presenza dei medici all'interno delle strutture ma auspichiamo un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale poiché adesso è basso". Per quello che riguarda l'accordo nazionale tra Governo, Regioni e sindacati dei medici di famiglia siglato due giorni fa sull'inserimento dei medici di medicina generale nelle case di comunità "un pannicello caldo" ha attaccato Bertolaso. "Era la via alternativa - ha spiegato l'assessore - la scorciatoia che i sindacati avevano proposto quando tutte le Regioni e le province autonome d'Italia sono state compatte, non solo nel proporre un'iniziativa, ma anche nel predisporre per il Governo il testo di un documento, che era stato scritto e condiviso in modo unanime da chi davvero ogni giorno si occupa dei problemi dei territori, non da chi sta dietro un tavolo di un ministero".</p><p>Per garantire uniformità e standard qualitativi, tutte le 187 Case di Comunità condividono un modello organizzativo che prevede servizi di base obbligatori: servizi di cure primarie erogati attraverso équipe multiprofessionali, servizio di assistenza domiciliare, di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza, servizi infermieristici, sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale, integrazione con i servizi sociali, presenza medica 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 (di notte almeno 1 medico per distretto), copertura infermieristica 12 ore per 7 giorni su 7 (domenica e festivi almeno 1 infermiere), servizi diagnostici di base, continuità assistenziale e punto prelievi.</p><p>Accanto alle Case di Comunità, i 60 Ospedali di Comunità completano la rete per le cure intermedie, offrendo ricoveri brevi e assistenza infermieristica a pazienti che non necessitano di cure acute in ospedale, ma che non possono essere assistiti adeguatamente a domicilio.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/777O6BHUFFJB5MECVG3K7HW2AY.jpg?auth=b02041aba03b19006d47807a41b3a431755a43f2535afc1a4cacee626be4c928&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Ora serve una legge: nessun indennizzo per Francesco"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/attualit/ora-serve-legge-nessun-indennizzo-francesco-2683959.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/attualit/ora-serve-legge-nessun-indennizzo-francesco-2683959.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[La vigilessa Grazia Ingrao: "Rischiamo come loro, andiamo equiparati alle forze di polizia"]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 04:29:01 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Grazia Ingrao è agente di Polizia locale da 28 anni e segretario aggiunto del Dicap Sulpm di Milano Quali sono le principali criticità per gli agenti?</b></p><p>«Sul territorio nazionale e a maggior ragione nelle città metropolitane, dove i problemi di sicurezza sono più marcati, manca un inquadramento definito del nostro ruolo sulle dotazioni organiche, le dotazioni per la tutela dell'operatore durante l'espletamento del servizio a tutela anche del cittadino e del reo. Poi la previdenza e il profilo assicurativo, perché a Francesco, l'agente morto martedì durante un inseguimento, non spetta nulla. Siamo inquadrati come dipendenti del Comune: è come se fossimo amministrativi con la pistola. Altro che morte di Stato...».</p><p><b>Cosa significa?</b></p><p>«La legge 65 ha definito i ruoli ovvero ha aperto lo spazio per quanto riguarda la Polizia Giudiziaria, il ruolo amministrativo, il ruolo di sicurezza è stato definito dalla legge Minniti e dal successivo decreto Salvini in termini di Polizia di Prossimità e di Sicurezza pubblica».</p><p><b>In concreto?</b></p><p>«Noi vogliamo essere parificati alla Polizia Stato, ai Carabinieri, ma serve una legge organica perché ci manca la copertura legale, la questione assicurativa e previdenziale. È mai possibile che un agente di polizia locale a 67 anni debba andare ancora in pattuglia? Se un cittadino ha bisogno si rivolge a noi, ma non è possibile che abbiamo problemi di territorialità, di porto dell'arma, se ci infortuniamo in una manifestazione... Questo si chiama ordine pubblico, eppure se mi infortuno non vengo pagato allo stesso modo di un agente della polizia di Stato o di un carabiniere. Non ho la possibilità di andare in pensione a 62 anni».</p><p><b>Siete sotto organico?</b></p><p>«A Milano stanno cercando di recuperare per arrivare ai numeri del corpo con Albertini sindaco. Di fatto siamo arrivati a 3.150 operatori, numero che se fino a ieri poteva essere sufficiente, oggi nella situazione in cui ci ritroviamo e nella continua richiesta di presenza sul territorio per la sicurezza urbana potrebbe essere problematico anche se cerchiamo di essere presenti sul territorio per rispondere a tutte le richieste che arrivano dalla cittadinanza, dalla politica o dalle necessità del caso».</p><p><b>Per la strumentazione, il consiglio comunale continua a tergiversare sulla dotazione del taser.</b></p><p>«Sono solo motivi ideologici, perché la giunta ha dato incarico al comandante Mirabelli di procedere con la sperimentazione che è stata fatta per ben 6 mesi e ha avuto esito positivo, soprattutto per il valore di deterrenza del taser che è il più importante. Sotto una divisa, ci sono un padre, una madre di famiglia, ma anche un giovane come Francesco. Noi crediamo nella divisa, nel valore delle nostre azioni, in quello del nostro ruolo e del servizio che svolgiamo ogni giorno, ma vorremmo tornare a casa la sera dalle nostre famiglie».</p><p><b>La settimana scorsa un agente è stato morsicato da un clochard: secondo lei, con il taser si sarebbe potuta evitare la colluttazione?</b></p><p>«Come fattore di deterrenza è verosimile, ma ovviamente fin quando non lo avremo, non lo potremo dimostrare. Il Comune adesso si deve svegliare, ma non solo».</p><p><b>Cioè?</b></p><p>«La Regione ci ha tolto la possibilità di viaggiare gratis sui mezzi pubblici. Peccato però che i controllori si rivolgano a noi quando sono in difficoltà. Perché noi interveniamo anche sui mezzi, nel tragitto casa-lavoro eppure anche la Regione sta tergiversando sulla delibera per la Polizia locale. Noi non abbiamo un ministero o una forza politica alle spalle, quindi i primi che vengono messi da parte dal punto di vista dei diritti sono gli agenti di Polizia locale».</p><p><b>Ha visto però che il presidente del Consiglio è intervenuto sulla tragedia di martedì.</b></p><p>«Abbiamo apprezzato tutte le manifestazioni di cordoglio delle prime cariche dello Stato, a partire dal presidente Sergio Mattarella, il presidente del consiglio e del Senato, i vari ministri. Ma dopo il giusto apprezzamento, se si vuole dare dignità a quello in cui credeva Francesco, passiamo a una legge seria e non il Ddl che è ancora fermo al Senato».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XLLZRQOWXBMIVL7FUXLF5RYIKI.jpg?auth=14e36cf6ba52d791661d1a5853df9b18c19c420e6ffade5b31fed18d6c621155&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Proclamato lutto cittadino per la morte dell'agente]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/proclamato-lutto-cittadino-morte-dellagente-2683942.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/proclamato-lutto-cittadino-morte-dellagente-2683942.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Sala polemico con il Consiglio: "Io dalla parte dei vigili, le dotazioni sono molto importanti"]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 03:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Io non l'ho toccato. All'alt ho accelerato ed ho superato altre macchine. Non ho più visto nessuno. Non mi sono accorto di nulla". Lo ha detto al suo legale, piangendo, Genti Berisha, il giovane di 25 anni, in carcere con l'accusa di fuga pericolosa per la morte dell'agente della Polizia Locale di Milano, Francesco Imprezzabile, 39 anni, 4 di servizio nel Comando di zona 4 nella notte di lunedì.</p><p>Come ha spiegato il difensore, Fabrizio Cardinali, che ieri mattina si è recato a san Vittore per un colloquio, l'uomo di origini albanesi che era alla guida del Suv è "sconvolto" per quanto è accaduto e ha chiesto scusa "allo Stato e alla famiglia" dell'agente caduto dalla moto di servizio mentre lo stava inseguendo. Un inseguimento, per l'alt a un posto di blocco non rispettato (Berisha ha detto di non essersi fermato perché aveva con sè in auto un po' di hashish e siccome aveva l'obbligo di firma non voleva guai) in via Vittorini a Ponte Lambro e terminato tragicamente nelle strade di Peschiera Borromeo. Poco più di due chilometri su strade strette e in mezzo ai campi che costeggiano la pista di Linate. Una serie di curve che il vigile avrebbe percorso a 180 km all'ora - era stato perso di vista dai colleghi con lui nell'inseguimento - che hanno causato l'uscita di strada della moto nei campi. L'agente viene sbalzato dalla moto e muore sul colpo.</p><p>"Non l'ho visto cadere, io non l'ho toccato", le parole di Berisha. Non è ancora chiaro se ci sia stato o meno un contatto tra la moto e il Suv Audi Q7. Così se i primi accertamenti sembrerebbero averlo escluso, gli inquirenti stanno verificando eventuali manovre pericolose che possano aver provocato comunque la caduta dell'agente. Per questo Berisha al termine dell'interrogatorio davanti alla pm Francesca Crupi è stato arrestato per fuga pericolosa e indagato per omicidio stradale. Secondo gli accertamenti l'Audi Q7 è stata affiancata dell'agente in moto che ha intimato l'alt ed è poi stata inseguita con "sistemi sonori e lampeggianti". Oggi Crupi inoltrerà al gip la richiesta di convalida dell'arresto e di applicazione della misura cautelare nei confronti del 25enne originario dell'Albania.</p><p>Ieri mattina il sindaco Beppe Sala ha ribadito che verrà proclamato il lutto cittadino. "Lo darei per scontato - ha detto -. Questa mattina (ieri per chi legge) il comandante dei vigili è andato dalla famiglia, vogliamo capire come preferiscono organizzarsi per il funerale" che si terrà a Milano. Da capire dove e quando sarà organizzato dal Comune, solo dopo l'autopsia.</p><p>I ghisa "vanno aiutati" ha poi ribadito il sindaco in riferimento ad alcuni post in cui Imprezzabile parlava di come gli agenti siano a volte "lasciati soli". "Credo che in questa attività, anche da assessore alla Sicurezza, ho sempre cercato di difendere le loro istanze e i vigili me lo riconoscono. È evidente - ha evidenziato - che le dotazioni del corpo della polizia locale sono importanti (riferimento non troppo velato al continuo slittamento in consiglio comunale del voto per la dotazione al corpo del taser), poi si parla da anni della trasformazione del corpo in un corpo di polizia come quelli statuali. Si potrebbe anche pensarci perchè alla fine per quanto i ruoli siano un po' diversi poi si confondono". La polizia locale "fa anche molta sicurezza" ha concluso.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ES2M6ON42JN6XDM4UFYAGCABTI.jpg?auth=c841fcba74f23abf6520a86b3f938e60c33100d99460e32801184a3f67c866a2&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Salvini e le primarie. "Se non c'è accordo su un candidato sono l'unica strada"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/salvini-e-primarie-se-non-c-accordo-su-candidato-sono-lunica-2682823.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/salvini-e-primarie-se-non-c-accordo-su-candidato-sono-lunica-2682823.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[Il leader della Lega: "Noi proponiamo. Ma se qualcuno ha altri nomi li faccia"]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Diecimila votanti nei 40 gazebo della Lega in soli due giorni, 50 nomi e 5mila preferenze per Matteo Salvini: sono questi i numeri delle consultazioni per le comunali che ha lanciato la Lega lo scorso week end per proporre dei nomi e un'idea di città alla coalizione. Ora la discussione è aperta, "Fatto salvo che alcuni di questi nomi - sottolinea il leader del Carroccio - sono di civici o comunque di gente che non ha la tessera della Lega".</p><p>Matteo Salvini, che ieri a Milano ha fatto un sopralluogo alla caserma Montello, è voluto innanzitutto partire, dalla premessa ovvero dallo strumento "che ha dato ottimi risultati": "Vista la partecipazione di 10mila cittadini che hanno sfidato i giorni più caldi dell'anno per esprimere le proprie preferenze le primarie potrebbero essere un buono strumento in tante altre città, laddove non c'è un candidato già scelto". Tipo? "L'anno prossimo si vota a Roma, a Torino, a Bologna, a Verona, in tante grandi città. Laddove il centrodestra ha già scelto un nome va bene, ma laddove si fatica a scegliere, secondo me le primarie di tutto il centrodestra sarebbero un bel modello di ascolto" ha aggiunto.</p><p>Tra i nomi più votati quello del segretario federale (5mila preferenze), che da due giorni ripete che continuerà il suo impegno da ministro, seguito da quello della vicesegretaria, eurodeputata e consigliera comunale Silvia Sardone che si è detta "onorata" dell'incoronazione da parte di Milano, e disponibile a correre: "Sono stata onorata di essere indicata dagli elettori e li ringrazio. Sono onorata delle affermazioni di Matteo Salvini nei miei confronti, però so bene come funzionano queste cose - mette le mani avanti -. Auspico che tutto il centrodestra decida di fare le primarie di coalizione, se così fosse io mi candiderò. So anche, però, che se gli altri partiti decideranno di non voler fare le primarie e calare i nomi dall'alto a quel punto il pallino scatta alle segreterie di partito, è un'altra partita" commenta Sardone.</p><p>Terzo in classifica Alessandro Morelli sottosegretario alla presidenza del consiglio, il coordinatore provinciale e consigliere comunale del Carroccio Samuele Piscina, Alessandro Verri capogruppo lùmbard in Comune, l'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, il giornalista Paolo Del Debbio, l'ex sindaco Gabriele Albertini, il conduttore Roberto Parodi e l'economista Claudio Borghi.</p><p>Non sarebbe uscito il nome del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sceso ufficialmente in campo sabato scorso, "Ma magari faranno le primarie altri e verrà fuori nelle primarie degli altri. È un nome di cui discutere. Però finché non ci sediamo al tavolo...".</p><p>Gli alleati sembrerebbero piuttosto freddi sul nome di Sardone, cosa che non preoccupa minimamente il segretario federale: "Noi facciamo delle proposte. Se qualcuno dice no, faccia delle altre proposte. Io - la stoccata di Salvini - da parte di qualcuno non ho ancora capito chi è il candidato. Noi offriamo una cinquantina di candidati, se non va bene nessuno di questi, magari il 51esimo che ci proporranno loro va bene. A me va bene civico o politico, della Lega o non della Lega".</p><p>L'importante, per Salvini, è che "si scelga velocemente, per me anche prima dell'estate" ma ora, dopo le primarie, "non andiamo a trattare, non andiamo al mercato" mette le mani avanti a proposito del tavolo cittadino di coalizione previsto per il 6 luglio.</p><p>Dalla "gazebata" sono uscite anche le priorità di governo: "I 10mila milanesi che hanno votato ci hanno parlato di sicurezza, di teaser ai vigili, di costo della vita e dell'emergenza casa e di viabilità, tra ztl e mezzi insufficienti, una bella idea di città".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OBRRDROC5ZJENFCBIBQ5CNQEBM.jpg?auth=f94a985cce17c711d7c6dbeba159132e426d80ecc5f2588c432a7f465742e3a0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Sicurezza, la sinistra scappa ancora. Il voto sul taser slitta (da sette mesi)]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/sicurezza-sinistra-scappa-ancora-voto-sul-taser-slitta-sette-2682821.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/sicurezza-sinistra-scappa-ancora-voto-sul-taser-slitta-sette-2682821.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[In consiglio salta l'ok alla delibera per l'assenza del dem Albiani, promotore dei corsi Lgbt ai vigili. De Corato: "Pagano i milanesi"]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>E la sinistra scappa sul taser. Dopo la seduta di lunedì scorso in cui i consiglieri del Pd avevano disertato il consiglio, senza peraltro avvertire i "colleghi" schierati sui banchi e pronti a discutere documento ed emendamenti per l'adozione del taser ai vigili, ieri la delibera è slittata di nuovo. E così siamo a sette mesi dall'approvazione della delibera in giunta senza che ancora si sia riusciti a farla approvare dall'aula.</p><p>E dire che questa volta il numeoro legale c'era, era presente il centrosinistra e la capogruppo del Pd Beatrice Uguccione, mentre era assente Michele Albiani, presidente della commissione Sicurezza (Pd) e promotore degli emendamenti che prevedevano corsi obbligatori per i vigili "sulle minoranze marginalizzate e sulla comunità Lgbtqia+", che avevano indignati tutti, dal sindaco ai sindacati dei ghisa.</p><p>Ma la "mossa" per evitare ieri di dotare la polizia locale della pistola a impulsi elettrici, tecnologia a parte (la seduta è stata sospesa più volte e chiusa in anticipo perchè non funzionava il collegamento streaming) sarebbe stata quella di anticipare la discussione sulla modifica del Regolamento dei municipi rispetto a quella sui taser. La scusa? L'assenza del presidente Albiani. Giochino "smascherato" dal capogruppo della Lega Alessandro Verri: "Ho saputo che la delibera sul taser non sarà discussa oggi perchè Albiani, presidente della commissione Sicurezza non c'è. La sua assenza non è una questione personale, ma politica: sono passati sette mesi e ancora la delibera sul taser non è ancora stata votata, mentre per quella sullo stadio sono bastati 7 giorni".</p><p>Così se dai gazebo della Lega la priorità indicata dai 10mila cittadini è la sicurezza, il Pd che vive su Marte, continua a fingere di non capire. E a tergiversare dopo per altro averne discusso in molteplici commissioni, aver ricevuto una relazione positiva dal comandante dei vigili Mirabelli, aver sentito l'ex capo della Polizia Gabrielli e lo stesso sindaco che si è espresso a favore della pistola elettrica e contro gli emendamenti sui corsi. Tanto per essere chiaro ed evitare che oggi andasse in scena il teatrino della settiama scorsa - il Pd aveva fatto mancare il numero legale per evitare che il sindaco in aula desse parere contrario proprio agli emendamenti voluti da Albiani - ieri mattina Sala ha ribadito la sua posizione: "I processi di formazione per le forze dell'ordine penso che siano ampiamente regolamentati a livello nazionale poi io mi fido molto di Franco Gabrielli, che ha portato l'utilizzo del taser nelle forze statuali. Ho parlato con lui a lungo in questi giorni e sostiene che sia necessario cominciare a utilizzarlo con progressività - ha spiegato Sala-. Ho la mia linea e la esprimo chiaramente, se altri la pensano diversamente vediamo".</p><p>"Apprendo con grande indignazione che in Consiglio non si è discusso dell'emendamento sul taser dopo che la settimana scorsa il confronto era saltato perché proditoriamente la maggioranza aveva fatto mancare il numero legale. Come se non bastasse il presidente della Commissione Sicurezza Michele Albiani non si è presentato in aula. Questo tirare a campare lo pagano gli agenti della polizia locale che devono operare, sprovvisti di un prezioso strumento, e i cittadini" attacca il deputato FdI ed ex vice sindaco Riccardo De Corato.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AH53BSFUMJOC5B6SZFXLXULXQE.jpg?auth=972e7c2082226c47496445500a171db9e7b4968eaee00f294388ded2ab4ac06c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Lisa attacca. "La mia lista fa paura"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/lisa-attacca-mia-lista-fa-paura-2682331.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/lisa-attacca-mia-lista-fa-paura-2682331.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[L'ex pm Siciliano la carta a sorpresa]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Dopo Sala, anche la Lega attacca Milano Libera. Non c'è da sorprendersi: Matteo Salvini ha contribuito a costruire la Milano di oggi, vista la costante convergenza tra Sala e Fontana sui principali dossier cittadini. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Evidentemente Milano Libera fa paura". Il cofondatore del Museo Leonardo3 e candidato sindaco Massimiliano Lisa con l'ex pm coordinatrice delle inchieste sull'urbanistica Tiziana Siciliano, per la lista "Milano libera" si bea dei commenti piccati ricevuti dal sindaco Beppe Sala e sia dal leader del Carroccio Matteo Salvini.</p><p>Se Sala, infatti, aveva detto "evidentemente c'è una parte della Procura che fa politica e credo che la candidatura della Siciliano sia una dimostrazione di ciò" riferendosi all'ex pm, ieri Salvini bollava come "incredibile, impensabile e inaccettabile che qualcuno che lavorava sul fronte della Procura adesso si tolga la maglietta da pm e si metta quella da politico".</p><p>"Davvero surreale è che oggi Salvini abbia il coraggio di proporsi come candidato sindaco - replica Lisa -. Per guidare Milano servono competenza e risultati: due cose che non sembrano aver mai trovato posto nel suo guardaroba politico, dove la maglia della competenza è sempre rimasta appesa. Il nervosismo del leader leghista arriva all'indomani del successo dei gazebo organizzati da Milano Libera nel fine settimana tra Piazza XXIV Maggio e il mercato di viale Papiniano, dove centinaia di cittadini si sono fermati per confrontarsi con i volontari della lista civica e aderire al progetto", aggiunge Lisa. "Milano vuole cambiare e per farlo ha bisogno di una classe dirigente nuova, credibile e libera dalle vecchie logiche di partito".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/72XVADCXEFOMVL73S42SGZOCN4.jpg?auth=1d5e3a307eb25b930181c4597182bab83353dfc47f89f0d346c5e18fe898976c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Gazebo, Salvini incorona Silvia: "Sardone un nome che mi piace"]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/gazebo-salvini-incorona-silvia-sardone-nome-che-mi-piace-2682330.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/gazebo-salvini-incorona-silvia-sardone-nome-che-mi-piace-2682330.html</guid><dc:creator><![CDATA[Marta Bravi]]></dc:creator><description><![CDATA[La vicesegretaria: "Onorata. Pronta a correre per le primarie del centrodestra". Diecimila ai gazebo. Morelli: "Noi grande tsunami della campagna elettorale"]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Un bel fine settimana di democrazia e partecipazione: a Milano, la Lega ha scelto di dare direttamente la parola ai cittadini per contribuire alla scelta del futuro candidato sindaco del centrodestra e per raccogliere idee, proposte e priorità per il futuro della città". Il segretario della Lega Matteo Salvini nella newsletter "La settimana leghista" fa il bilancio della "gazebata" di sabato e domenica in città in cui i militanti e tantissimi "semplici" cittadini hanno espresso le loro preferenze per il candidato sindaco alla comunali e sulle priorità per la città". "La stessa logica ispira anche il nuovo Tavolo di Coordinamento dei Territori che si riunirà oggi. Un nuovo strumento per ascoltare i territori, valorizzarne le esperienze e trasformare le loro esigenze in proposte concrete".</p><p>Oggi verranno comunicati i nomi dello spoglio, che al momento hanno dato come indicazione il leader stesso del Carroccio, la vicesegretaria federale Silvia Sardone, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alessandro Morelli ed extra partito Letizia Moratti e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, sceso ufficialmente in campo la settimana scorsa.</p><p>"Un candidato sindaco che mi piacerebbe si chiama Sardone. Sardone - ha spiegato Salvini - conosce Milano e ama Milano" ma al di là dei nomi - Salvini, Sardone, Morelli, Valditara, chiunque venga fuori - ci sono persone anche extra Lega che stanno venendo a dare suggerimenti di altro genere".</p><p>I nomi verranno poi portati al tavolo dei coordinatori cittadini di coalizione il 6 luglio, qui si dovrà capire se i partiti correranno compatti e se si opterà per le primarie di coalizione. Proprio sabato la vicesegretaria Silvia Sardone aveva mandato un messaggio chiaro agli alleati: "Se altri faranno altre scelte ne prenderemo atto e ci vedremo al ballottaggio". "La Lega non imporrà nessuno ma riteniamo di avere donne e uomini e idee da offrire" commenta il leader del Carroccio.</p><p>La gazebata puntava anche a dare una scossa al dibattito e unire le diverse anime del centrodestra. "Il successo delle primarie della Lega - spiega Alessandro Morelli - è stato il grande tsunami della campagna elettorale nel panorama di centrodestra. Siamo pronti fin da subito a costruire una piattaforma programmatica e di iniziative con i partiti che intendono dare forza ad una Milano che sia in grado di calamitare il ceto medio che è stato espulso dalla città a causa delle politiche del PD tutte ZTL al caviale" e forza maranza".</p><p>Con i nomi in tasca e i punti forti del programma la Lega si presenterà il 6 Luglio: "Quello che mi interesserà sono i temi, il costo della vita troppo alto, una città solo per ricchi, diritto alla casa. E non capisco perché da mesi la sinistra blocchi l'utilizzo dei taser per la Polizia locale - ha aggiunto -. La sicurezza dei milanesi non può essere ostaggio dei litigi della sinistra".</p><p>Salvini ha anche parlato di un possibile sfidante del centrosinistra, "assolutamentee battibile" ovvero il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino. "Non so come sceglieranno il candidato a sinistra ma non ho paura. L'unica cosa che temo - ha concluso - sono i tempi lunghi del centrodestra come l'ultima volta perché quando arrivi a offrire il candidato sindaco a poche settimane dalle elezioni è chiaro che i milanesi non ci stanno".</p><p>Infine, Salvini ha rilanciato sulle primarie di coalizione: "Se vogliamo scegliere il sindaco di centrodestra che manderà a casa il Pd, perché no?". Un'idea che piace anche alla vicesegretaria Silvia Sardone, che si è detta "onorata" per l'investitura ricevuta direttamente dal segretario. "Ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo e ovviamente il mio partito è d'accordo, io corro. Vediamo se gli altri ci stanno".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/K5L6KTKZ7FMXFBBEGDTDMPHBFQ.jpg?auth=af50b1bc5a41c9697ee72f30b98b959a8403ca720ddeca3f6a3c3afd45dea1d4&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>