Caso Ruby, riparte il processo: oggi la requisitoria dei pm

Il pm accusa Berlusconi: "Ad Arcore un sistema prostitutivo". Poi chiede sei anni di galera e interdizione perpetua. Il 24 giugno ci sarà la sentenza


08:36
17:06

Il processo è stato rinviato al 3 giugno per le arringhe difensive e al 24 giugno per la sentenza.

17:02

A Berlusconi la Procura che vengano negate le attenuanti generiche. "La procura non ritiene che l'imputato debba meritare le attenuanti generiche per la gravità dei reati commessi. La concussione è reato di per sè gravissimo, si abusa della propria qualifica per avere atteggiamento di favore. La qualifica che oggi ritiene il presidente Berlusconi non meritevole delle attenuanti lo ha salvato in passato dal processo lodo Mondadori dove la concessione delle attenuanti per la sua funzione di presidente del consiglio fece si che si arrivò alla prescrizione". Ma in questo caso, afferma la Boccassini, le attenuanti non possono essere concesse anche a causa del comportamento processuale e in particolare del fatto di avere messo "a libro paga" molti dei testimoni.
La richiesta di condanna a sei anni nasce da cinque anni per la accusa di concussione per induzione, introdotta dalla nuova legge del governo Monti, aumentati di un anno per la prostituzione minorile.

16:52

Ilda Boccassini ha chiesto anche che Berlusconi sia dichiarato in stato di interdizione legale per sei anni. Nella parte finale della sua requisitoria, il pm ha contestato la decisione dei parlamentari del Pdl di manifestare all'interno del palazzo di giustizia in occasione di una delle ultime udienze: "Il processo è stato fatto nelle aule di giustizia, mai una dichiarazione da parte delle persone investite del ruolo di pm. Siamo consapevoli che nonostante gli attacchi quello su cui va giudicato il nostro rigore professionale emerge dalle carte processuali. Il giorno in cui nel palazzo di giustizia in corso di udienza sono scesa e ho visto l'assembramento di persone che facevano parte delle istituzioni e volevano che si aprisse loro l'aula, io mi sono rifiutata di farla aprire. E mi sono sentita smarrita perché non riuscivo a capire le ragioni per cui dei rappresentanti delle istituzioni avevano invaso il palazzo di giustizia".

16:47

Sei anni di carcere. È questa la pesante condanna che Ilda Boccassini ha chiesto per Silvio Berlusconi al termine della sua requisitoria per il caso Ruby, iniziata questa mattina e conclusa pochi istanti fa. Secondo la Boccassini, è stata dimostrata "aldilà di ogni ragionevole dubbio" la colpevolezza dell'imputato sia per il reato di prostituzione minorile che di concussione. E interdizione perpetua dai pubblici uffici.

15:47

Ilda Boccassini sta offrendo il pezzo più forte della sua requisitoria, le telefonate intercettate sul telefono di Ruby in cui la ragazza racconta delle offerte che avrebbe ricevuto da Berlusconi in cambio del suo silenzio . "Voglio uscire con qualcosa, mi da cinque milioni a confronto del macchiamento del mio nome". "Silvio mi chiama di continuo". "Mi ha chiamato dicendo l'importante è che nascondi tutto, che non dici niente a nessuno". Commenta il pm: "possiamo dire che è un altro Silvio? Io dico che è Silvio Berlusconi, l'imputato. E la preoccupazione della minore per il risultato elettorale non era per le sorti del suo paese, lei perdeva il cavallo cui aggrapparsi per fare pressione, che era presidente del Consiglio in carica e lei poteva sfruttare la carica della persona con cui aveva fatto sesso a pagamento".

15:24

Adesso Ilda Boccassini sta affrontando il tema dell'interrogatorio cui i legali di Berlusconi sottoposero Ruby nell'ottobre 2010, prima ancora che lo scandalo scoppiasse sui giornali, e degli interrogatori difensivi cui anche molti dei partecipanti alle feste vennero sottoposti nella villa di Arcore. Per la procura, è la prova che il Cavaliere stava correndo ai ripari per evitare che venisse alla luce la verità sui suoi rapporti con Ruby, che tra luglio e agosto era stata interrogata dai pm nella sua comunità di accoglienza.

14:28

"Non v'è dubbio che El Mahroug aveva fatto sesso con l'imputato e ne aveva ricevuto benefici": è questo il cuore della requisitoria di Ilda Boccassini, interrotta per la pausa pranzo quando ormai il procuratore aggiunto sembrava vicina alla conclusione. Alle 14,30 l'udienza riprenderà per la conclusione della requisitoria e la richiesta di condanna.
Rilevante fino a questo punto, più della prevedibile severità nei confronti del Cavaliere, è il cambiamento di ottica nei confronti dei funzionari di polizia che la notte del 27 maggio liberarono Ruby contro il parere della Procura dei minori: se finora per la Procura i poliziotti erano vittime della prepotenza dell'allora presidente del Consiglio, nella ricostruzione offerta oggi dalla Boccassini ai giudici appaiono pienamente complici di Berlusconi, consapevoli che l'unico obiettivo del capo del governo fosse mettere a tacere una protagonista delle sue serate hot. E per la più giovane tra i poliziotti, il commissario Giorgia Iafrate, esplicitamente accusata dalla Boccassini di avere mentito nel corso della sua testimonianza, potrebbe scattare l'incriminazione.

13:55

A questo punto il tribunale sospende l'udienza per il pranzo. Si riprende alle 14,30.

13:39

"Perché tutto questo? Perché il presidente sapeva che la ragazza era minorenne e lo sapeva su vari canali. Perché lo sapevano Lele Mora, Emilio Fede, la Conceicao, la Pasquino, lo sapeva la Minetti, , lo sapeva tutto l'entourage, e le persone che avevano un ruolo penalmente rilevate su ciò che succedeva ad Arcore. Anche la minorenne nel suo interrogatorio dichiara: gli avevo detto di avere 24 anni, ma la seconda volta Berlusconi aveva saputo da Lele Mora che ne avevo 17.
Quella notte si scatena una batteria, un apparato militare. Vogliamo credere che era fatto per proteggere una povera minorenne andata una festa che faceva pena perché aveva avuto l'olio bollente gettato in testa? Vogliamo credere a queste risibili dichiarazioni? Sarà la stessa Ruby, e qui sta la abilità che ha avuto di dire e non dire, a mentire sempre sui rapporti sessuali, perché ha un tornaconto personale quantificato in milioni di euro".

13:28

"Era chiaro a tutti che non c'entrava niente con Mubarak ma che si temeva che restando in questura potesse disvelare che aveva fatto sesso con lui da minorenne e potesse raccontare quello che si verificava ad Arcore"

13:26

"Alla 1,03 la Iafrate fa un ultimo tentativo disperato e richiama la dottoressa Forillo, è una conversazione di 895 secondi, la Iafrate dice tutto quello che può dire ma la Fiorillo non cambia disposizioni:la ragazza di qua non si muove. Appaiono avvilenti le dichiarazioni rese nel dibattimento dalla dalla Iafrate in cui afferma che la Fiorillo le avrebbe dato il suo assenso".
"Credo di avere dimostrato - conclude la Boccassini su questo punto -oltre ogni ragionevole dubbio che quella notte in seguito alla interferenza del presidente di consiglio i vertici della questura rilasciarono la minore e la consegnarono a una prostituta, la Conceicao, tramite la Minetti".

13:09

La Boccassini attacca pesantemente i vertici della questura di Milano, in particolare il capo di gabinetto Piero Ostuni, che accusa di avere capito perfettamente cosa stava accadendo quella notte. " Possiamo pensare che Ostuni non avesse capito i reali interessi del presidente Berlusconi,e cioè quello personale di farsi carico per ragioni sue, in un contesto già noto all'opinione pubblica non solo italiana ma purtroppo internazionale, dello status della minore? Possiamo credere che se la situazione fosse stata diversa il questore Ostuni, che viene messo al corrente dal suo capo di gabinetto che gli fa riferimento alla parente di un capo di Stato, non informa la segreteria del capo della polizia che avrebbe a sua volta dovuto avvisare il ministro del interno? Che non si fossero resi conto che c'era solo l'interesse personale del presidente del consiglio di togliere la minore della posizione scomoda in cui si trovava?". Per la Boccassini era chiaro fin dall'inizio a Ostuni che quella di Mubarak era una "bufala", una "balla colossale", un "capisciammè", "perché è di questo che stiamo parlando".

12:46

"Fin dalle 19,13 il pm aveva dato le sue disposizioni, le comunità erano state contattate e non si era trovato posto, e quindi la minore doveva restare in questura fino al mattino successivo. Questa era la situazione fino al momento in cui ci sarà la telefonata tra la questura e l'allora presidente del consiglio. Alle 23,49 abbiamo la prima telefonata tra Silvio Berlusconi e il dottor Ostuni. Nel corso di questa prima telefonata a Ostuni viene segnalata la presenza in questura di una nipote del presidente Mubarak e che si sarebbe presentata la consigliere regionale Nicole Minetti e che si sarebbe fatta carico dell'affido. Quindi è chiaro che di sta parlando di una minore".

12:30

Il procuratore aggiunto sta ricostruendo meticolosamente le telefonate che la sera del 27 maggio 2010 intercorsero, dopo il fermo di Ruby, tra le sue amiche Caterina Pasquino e Michelle Conceicao con Nicole Minetti, che a sua volta chiama l'utenza fissa della residenza di Arcore del presidente del Consiglio e del Pdl a Roma. "Alle 23,36 per 244 secondi la Conceicao riesce a parlare con l'imputato. Subito dopo da questo telefono parte la chiamata per la Minetti he dopo avere parlato con il presidente del Consiglio si reca in questura"

12:18

Ilda Boccassini ha ripreso la sua requisitoria affermando che "l'imputato è colpevole del reato di concussione perché abusando della sua qualità ha fatto in modo che la minore ricevesse un indebito vantaggio non patrimoniale consistente nella sua fuoriuscita dalla sfera di controllo della polizia; e per sè che non si disvelasse quanto accadeva nelle serate di Arcore".

12:15

Primo bilancio di questa parte di requisitoria: Ilda Boccassini è partita determinata, tornando a calare su Berlusconi e sulle serate di Arcore i giudizi pesanti già anticipati dal suo collega Sangermano nella parte di requisitoria pronunciata in marzo, con la dura espressione sul "sistema prostitutivo" creato ad Arcore. Il punto più debole per ora appare (ed è un dettaglio decisivo) la consapevolezza da parte di Berlusconi della minore età di Ruby, che finora la Boccassini poggia su una sorta di prova logica: poiché Emilio Fede sapeva la vera età di Ruby, non è immaginabile che non abbia messo sull'avviso il Cavaliere. Pesante il trattamento riservato a Ruby, e - per gli accenni fatti finora - anche ai funzionari di polizia che liberarono Ruby, e che saranno ora oggetto della seconda parte della requisitoria.

11:30

La Boccassini parla "di mattoni probatori che la procura ritiene di avere portato" spiegando che é provato che il 9 marzo Ruby dormì da sola ad Arcore. Ruby diventa la preferita, la più gettonata, partecipa alla totalità. E il presidente del consiglio approfitta delle feste comandate, Pasqua, Venticinque aprile, Primo maggio, tutti gli spazi liberi sono occupati dalla minore".

11:29

"Prima di esaminare i fatti del 27 e 28 maggio facciamo un breve riepilogo sui protagonisti della serata. Ci sono elementi sufficienti perché siate convinti che Kharima si prostituiva prima della frequentazione ad Arcore; le tre persone che le sono state vicine e che facevano lo stesso tipo di mestiere erano la Pasquino, la Conceicao, la Minetti. La Pasquino sapeva che Ruby faceva sesso con Berlusconi, che riceveva denaro da Berlusconi, e forse proprio questo è il fattore scatenante, l'invidia che è comprensibile in questa miseria di rapporti umani, perché anche lei avrebbe voluto. Anche la Conceicao è una prostituta. La Minetti è rappresentante delle istituzioni che non so se a tempo pieno gestiva le case di via Olgettina e le persone che si prostituivano li o era più invasivo il lavoro della regione. Aveva questo doppio lavoro, uno alla luce del sole pagato dai contribuenti, e un altro lavoro su cui sprecare una parola in più sarebbe deprecabile". Aggiunge la Boccassini: " è di tutta evidenza che quando la Minetti si precipita in questura perché riceve l'ordine sapeva che era minorenne. Come i funzionari della questura non potevano non sapere chi era Nicole Minetti, in particolare il vicario del questore che ha tra i suoi compiti sovrintendere ai rapporti col territorio".
A questo punto della requisitoria il pm ha chiesto una breve pausa.

10:56

Subito dopo la prima visita ad Arcore, ricostruisce la Boccassini, iniziano i frequenti contatti di Ruby con gli altri ospiti delle feste: Nicole Minetti,Miriam Loddo, Maristelle Polanco, Lele Mora, Emilio Fede, Barbara Guerra. "E con il cellulare in uso al ragionier Spinelli dal 26 maggio al 1 giugno". Perchè, chiede la Boccassini, i contatti di Ruby con Spinelli, ufficiale pagatore del Cavaliere, iniziano solo alla fine di giugno? "Non può che avere un unico significato: fino a quel momento aveva direttamente dall'imputato Berlusconi quello che le occorreva per vivere, in cambio delle serate ed altro ad Arcore".

10:39

"In questo contesto la minore arriva ad Arcore, si materializza ad Arcore dove funzionava iI sistema prostituivo organizzato per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi. Il sistema era organizzato da tre persone in particolare: Fede, Minetti, Mora. Il 14 febbraio viene portata ad Arcore da Emilio Fede, che sapeva che era minorenne perché era stato il presidente della giuria del famoso concorso di bellezza. Quindi non poteva non sapere. E qualcuno può dubitare del rapporto di fedeltà assoluta di Emilio Fdede nei confronti dell'allora presidente del consiglio? Possiamo immaginare che una persona che ha la sua vita, il suo credo nel presidente del consiglio, non lo abbia avvertito dall inizio che stava introducendo nelle serate di Arcore anche una minorenne? Poco importa se ne dimostra di più. Non è che nel codice si può scrivere che se una ha diciotto anni ma ne dimostra di più allora non è più minorenne". E anche Lele Mora, ricorda la Boccassini, sapeva che Ruby era ancora minorenne.

10:32

Ilda Boccassini va giù pesante con la presunta vittima: "Giá prima del 14 febbraio 2010 non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisce e che ha disponibilità di denaro che non può procurarsi in altro modo. Il teste Samarati vede Ruby arrivare nel suo locale con un signore non giovane con una Bentley, mangiano, il conto viene pagato da questo signore, e dimostra incontrovertibilmente con altri elementi che vedremo che in quel periodo che non aveva denaro, non aveva occupazione, in cui faceva la donna immagine, come si procurava il denaro per sopravvivere a certi livelli, con vestiti di firma pagati in contanti, entrare nel quadrilatero una borsa meno di 1500 euro non costa.... Viveva di espedienti, andava di casa in casa, sapeva sfruttare a proprio vantaggio l'avvenenza fisica da un lato e dall'altro l'essere musulmana, facendo credere di essere scappata da un padre padrone e da una situazione di violenza. Questa era Ruby, questa é Ruby.

10:15

Ruby, secondo la Boccassini, "è una furba che come molti dei giovani delle ultime generazioni ha come obbiettivo entrare nel mondo spettacolo e fare soldi, il guadagno facile, il sogno italiano di una parte della gioventù che non ha come obiettivo il lavoro, la fatica, lo studio ma accedere a meccanismi che consentano di andare nel mondo dello spettacolo, nel cinema. Questo obiettivo ha accomunato la minore con le ragazze che sono qui sfilate e che frequentavano la residenza di Berlusconi: extracomunitarie, prostitute, ragazze di buona famiglia anche con lauree, persone che hanno un ruolo nelle istituzioni e che pure avevano un ruolo nelle serate di Arcore come la europarlamentare Ronzulli e la europarlamentare Rossi. In queste serate si colloca anche il sogno di Kharima. Tutte, a qualsiasi prezzo, dovevano avvicinare il presidente del Consiglio con la speranza o la certezza di ottenere favori, denaro, introduzione nel mondo dello spettacolo". Per descrivere la ragazza, Ilda Boccassini parla di "furbizia orientale".

10:12

La Boccassini affronta uno dei temi chiave del processo: "Quando Ruby partecipa in Sicilia a un concorso di bellezza non v'è dubbio che la minore età di Ruby fosse nota non solo agli organizzatori ma fosse anche nella scheda di presentazione. Al concorso conosce la persona che le cambiò la vita, Emilio Fede che era direttore della giuria e che dal settembre 2009 oltre ogni ragionevole dubbio che è una minorenne, come dimostrano le registrazioni che abbiamo in atti".

09:57

"É stato dimostrato oltee ogni ragionevole dubbio che le ragazze invitate nella residenza privata di Berlusconi facevano parte di un sistema prostituivo organizzato per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi", dice Ilda Boccassini. E punta il dito contro i funzionari della questura di Milano che rilasciarono la ragazza: "Giá nel maggio 2010 intorno alla figura del presidente del consiglio era notorio che c'erano avvenimenti che trascendevano la sfera privata e che non potevano essere non noti. Si erano già verificati nel 2009 disvelazioni pubbliche sulla vicenda Noemi, la vicenda dell'indagine di Bari, un contesto in cui il premier era ben consapevole dei rischi; e chi intervenne quella sera in questura non poteva ignorare che quella minore era da ricondurre nella sfera personale del premier. Da un lato abbiamo le paure dell'imputato, dall'altro il quadro della sfera personale del premier che trascendeva la sfera personale e sfiorava ipotesi di reato. Questo non poteva essere sconosciuto ai funzionari della questura di Milano"

09:47

Prende la parola Ilda Boccassini per segnalare che proprio il governo Berlusconi ha introdotto nell'ordinamento italiano il reato di cui oggi il Cavaliere é chiamato a rispondere. "Prima di entrare nel merito delle imputazioni ascritte all'imputato Silvio Berlusconi volevo brevemente ribadire l'importanza della tutela del minore in tema di sfruttamento sessuale al punto che due leggi importanti sono intervenute nel 2006 e nel 2008, entrambe volute proprio dal governo Berlusconi. La legge del 2006 ha introdotto l'articolo 600 bis del codice penale che per la prima volta punisce il cliente che fa sesso a pagamento con un minore in cambio di denaro o altra utilità".

09:43

É arrivata in questo istante Ilda Boccassini.

09:34

Niccolò Ghedini annuncia che "Il dottor Berlusconi é impegnato in convegni di natura politica, si dispiace ma ovviamente consente che si proceda in sua assenza". La procura deposita due memorie d'accusa: una affronta il tema della nuova legge sulla concussione, entrata in vigore durante il corso del processo, e che potrebbe rendere più difficile condannare Berlusconi per la telefonata in questura.

09:32

Tutto é pronto per il giorno più importante, fino a questo punto, del processo a Silvio Berlusconi per il caso Ruby. Nell'aula del tribunale di Milano sono già presenti i due difensori del Cavaliere Niccolò Ghedini e Piero Longo. Presente anche il pm Antonio Sangermano, che però ha già pronunciato la sua parte di requisitoria relativa alle feste di Arcore. Manca ancora Ilda Boccassini, che dovrebbe affrontare il tema della telefonata di Berlusconi alla questura di Milano che il 27 maggio portò al rilascio di Ruby e pronunciare una richiesta di condanna che si annuncia pesante.