Un altro ministro a «spingere» Beppe

Oggi arriva Franceschini che non vedrà Parisi Ma a Milano la cultura è soprattutto privato

La farsa va in scena nel suo luogo più idoneo, un teatro. Oggi alle 14 il ministro della Cultura Dario Franceschini darà il suo contributo alla campagna elettorale di Giuseppe Sala nell'incontro del Franco Parenti intitolato «Milano, la città della cultura». Uno spettacolo che ha più di una nota stonata. La prima domanda è perchè mai un ministro chiave italiano impieghi il suo tempo a tenere bordone a un candidato per il voto amministrativo. Altra nota stonata è il titolo dell'assise elettoralistica: «Milano, la città della cultura». In che senso? Sala farebbe a sua volta bene a puntualizzare e fornire spiegazioni su che cosa sia oggi la «città della cultura» sotto la Madonnina. Una Milano che, al netto di brillanti operazioni di carattere meramente privato - come Gallerie d'Italia, Fondazione Prada, Hangar Bicocca, Fondazione Trussardi - naviga da anni senza meta. Gli effetti sono sotto gli occhi tutti, o quantomeno sotto quelli dei fruitori della cultura appunto.

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