Una gran turismo porta con sé una promessa: far venire voglia di partire, anche quando la destinazione è lontana. La Polestar 5, che abbiamo provato, raccoglie questa idea e la porta nell’era elettrica. La sua storia comincia con Precept, la concept car che ne ha anticipato le forme, e arriva a una cinque porte lunga oltre cinque metri. È il progetto con cui la casa mette insieme prestazioni e vocazione al viaggio.
Le proporzioni raccontano il progetto
Prima dei cavalli vengono le proporzioni: la carrozzeria si allunga per 5,09 metri, mentre il tetto della Dual motor resta a 1,43 metri da terra. Tra gli assi ci sono oltre tre metri. Sotto queste forme lavora una struttura in alluminio anodizzato, unito mediante adesivi termoindurenti, sviluppata appositamente per il modello. Il peso dichiarato in ordine di marcia raggiunge 2.500 kg per entrambe le versioni.
Quando entrano in scena i cavalli
Poi arrivano i numeri. La gamma parte dalla Dual motor, con 748 CV e 812 Nm, e raggiunge la Performance, da 884 CV e 1.015 Nm. Entrambe hanno due motori e trazione integrale; lo zero-cento dichiarato richiede rispettivamente 3,9 e 3,2 secondi. Cambia anche l’assetto: agli ammortizzatori passivi della prima, la seconda risponde con i MagneRide a controllo elettronico. La velocità massima dichiarata è di 250 km/h per tutte e due.
Tra le curve del lago di Como
Sulle strade del lago di Como, la Polestar 5 chiede qualche curva per prendere le misure. Nei tornanti più stretti le dimensioni si avvertono: occorre preparare l’ingresso e lasciare spazio alla rotazione. Una volta trovato il ritmo, la guida diventa più naturale, soprattutto cercando fluidità nei movimenti e raccordando le traiettorie. Lo sterzo accompagna gli inserimenti con una risposta progressiva, mentre quando la strada si apre basta premere l’acceleratore per sentire una spinta corposa e continua. In uscita dalle curve conviene dosare la potenza: una pressione misurata permette di riprendere velocità senza spezzare il ritmo della guida. Sul fondo irregolare l’assetto lascia percepire le sconnessioni più secche, mantenendo composta la carrozzeria sulle ondulazioni più ampie. Il carattere è quello di una viaggiatrice veloce, che invita a guidare con precisione e misura: tra curve e brevi rettilinei, il piacere sta nel trovare continuità.
Il viaggio passa dalla colonnina
Per un’elettrica, programmare un viaggio significa considerare anche le soste. La batteria da 112 kWh è comune alle due versioni; l’autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP raggiunge 678 km sulla Dual motor e 558 sulla Performance. L’architettura a 800 volt consente una ricarica fino a 350 kW: Polestar indica 22 minuti per passare dal 10 all’80%. Percorrenza e tempi effettivi dipendono dalle condizioni d’impiego e di ricarica.
Il posto per chi guida e per i bagagli
Il viaggio prende forma nell’abitacolo, con una posizione di guida ribassata, sedili Recaro e rivestimenti in MicroTech bioattribuito oppure, come upgrade, pelle Bridge of Weir. Per le valigie ci sono 365 litri dietro e altri 62 sotto il cofano anteriore. Il listino italiano parte da circa 119.800 euro per la Dual motor; la Performance costa 144.800 euro e comprende cerchi da 21 pollici e audio Bowers & Wilkins.