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Aziende

Pirelli scommette sull’India: 800mila pneumatici entro il 2030

Accordo con Bkt per un nuovo impianto destinato al segmento premium, poi una joint venture. Tronchetti: “Paese sempre più centrale, questo è solo il primo passo”. Mercato atteso in forte crescita

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Pirelli scommette sull’India, terzo polo mondiale dell’auto dopo Cina e Stati Uniti, un paese dove la crescita della domanda si intreccia con l’ascesa dei consumi e l’ambizione industriale. Ed è qui che decide di accelerare, trasformando una presenza finora commerciale in una scommessa produttiva.

L’accordo siglato con la multinazionale indiana Balkrishna Industries (BKT) prevede di realizzare, nel nuovo impianto di Bhuj dotato di tecnologie sofisticate che rispettano gli standard alto qualitativi tipici di Pirelli, fino a 800mila pneumatici premium entro il 2030 con un contributo tradotto in circa il 3% di ricavi del gruppo. Ma il progetto guarda oltre: al verificarsi di determinate condizioni tra cui l’effettivo consolidamento delle aspettative di crescita del mercato, è prevista una joint venture paritetica per costruire un impianto dedicato alle gomme di alta gamma dei due marchi, destinate sia al mercato domestico sia all’export. Secondo le stime, le immatricolazioni indiane sono attese in crescita del 5-7% annuo tra il 2025 e il 2030, mentre il mercato dei pneumatici premium potrebbe arrivare a valere quasi cinque volte quello attuale.

Numeri che pesano ancora di più in una fase in cui altri grandi mercati automobilistici rallentano.

Nell’esercizio aprile 2025-marzo 2026, le vendite interne di veicoli passeggeri in India hanno raggiunto il record di 4,64 milioni di unità (+7,9%), a cui aggiungere 21,7 milioni di motocicli e scooter, segno di una mobilità in piena trasformazione. E le esportazioni di veicoli passeggeri hanno superato le 905mila unità (+17,5%). Non solo, suv e utility vehicles rappresentano il 68% del mercato: un cambiamento nelle preferenze che apre spazio a componenti e pneumatici più sofisticati. È qui che Pirelli può giocare la propria carta, puntando su tecnologia e segmento premium.

«L’India sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione dell’industria automobilistica globale, grazie alla crescita del mercato, allo sviluppo della mobilità e al progressivo rafforzamento delle competenze industriali e tecnologiche del Paese. L’accordo si inserisce perfettamente nella nostra strategia, quella di puntare sulla fascia alta e sul local-for-local, è solo l’inizio di un percorso», osserva il presidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera. Per l’ad Andrea Casaluci «è il momento giusto per cogliere questa opportunità». La scommessa, in fondo, va oltre gli pneumatici. Perché nella nuova geografia dell’automotive non basta più vendere dove cresce la domanda: bisogna essere pronti a produrre dove si costruisce il futuro.