Bollate Rimane incinta in carcere La detenuta presto ai domiciliari

«Io e quel ragazzo ci amiamo, stiamo insieme e abbiamo fatto l’amore durante le ore di lezione. Ci desideravamo. Si, sono incinta ma non ho fatto nulla di male, voglio questo bambino». È quanto ha dichiarato la detenuta ucraina di 23 anni del carcere di Bollate interrogata ieri dai funzionari del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria dopo la denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Le analisi disposte per accertare la gravidanza della donna hanno dato esito positivo. La detenuta nei prossimi giorni, su disposizione del magistrato di sorveglianza, potrebbe già lasciare il carcere per una detenzione domiciliare. L’ispezione è cominciata ieri e i funzionari stanno accertando i termini della vicenda e della relazione tra Sonia e un altro detenuto del carcere - trasferito a Pavia lunedì - da cui è scaturita una gravidanza dopo un rapporto sessuale consumato negli ambienti destinati al corso di scuola superiore per perito chimico.

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