Il caso Agcom Csm: «No a ispezioni del Guardasigilli su merito inchieste»

Il ministro della Giustizia può disporre ispezioni negli uffici giudiziari, ma non devono riguardare «né il merito» delle inchieste «né le strategie di indagine dei pubblici ministeri»; perché così si metterebbe «a rischio» «l’indipendenza garantita dalla Costituzione alla funzione giudiziaria». E in questi casi diventerebbe un «obbligo» per il Csm intervenire.
La Sesta Commissione di Palazzo dei marescialli torna così a fissare i paletti che devono necessariamente limitare «il concreto esercizio» dei poteri ministeriali di ispezione. E lo fa con una proposta di risoluzione che riguarda il problema in generale. Ma che in realtà prende chiaramente le mosse dall’ispezione - tuttora in corso - disposta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano alla Procura di Trani, dopo che è esploso il caso delle telefonate tra il presidente del Consiglio e il commissario AgCom Giancarlo Innocenzi.
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