Le cattive ragazze finiscono in galera

Pochi narratori sanno discendere negli inferi dell’animo umano come Susanna Moore. Non sorprende che l’ultimo Le ragazzacce (Guanda, pagg. 232, euro 15) intrecci le confessioni di disgraziate criminali, carceriere e psichiatra tra le mura di un penitenziario femminile a un’ora da Manhattan, palcoscenico di relazioni man mano più complesse, i cui ruoli si confondono. Una fotografia brutale del mondo delle carceri americane. Solo un drago spietato della scrittura a più voci come lei, da sempre interessata a indagare perché donne più sveglie della media siano attratte a varcare la soglia della follia e a superare ogni limite, poteva scegliere di condurre il lettore per mano in quel terreno della psiche in cui i confini si perdono. E riuscire a commuoverlo.
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