Una città da giorni nelle mani di trenta anarchici

Genova per loro. Anzi, Genova è loro. Liberi di fare ciò che vogliono, di decidere cosa fare e cosa non fare, chi ha diritto di manifestare e chi no, chi deve essere giudicato e chi no. Da qualche giorno gli anarchici e i centri sociali hanno ripreso la loro «attività», imponendo con la forza le loro scelte. È successo sabato, con la processione del Corpus Domini minacciata da una trentina di attivisti anarchici. Si è ripetuto domenica, con un alpino accerchiato e malmenato in centro storico perché «colpevole» di aver controllato alcuni extracomunitari abusivi. E ieri il solito gruppetto ha dato vita a un nuovo presidio davanti al tribunale, dove era in corso un’udienza (...)

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