Compra la casetta per pipistrelli: salvi la specie, rispetti l'ambiente e risparmi

La «batbox», progetta dall'Università di Firenze fu lanciata nel 2006 dalla Coop che l'anno scorso ne ha venduto 4.400 esemplari. Montata sotto casa, attira il «topo alato», mammifero assolutamente innocuo che, mangiando 2.000 zanzare a notte, evita l'uso di insetticidi. Ora spopola su e.bay al prezzo di 25/30 euro

All'inizio c'è stato Alessandro Bonet, sindaco di Godega Sant'Urbano, in provincia di Treviso che lanciò un appello ai suoi concittadini: «Comprate le batbox». Cioé le «casetta per chirotteri», nome scientifico» del pipistrello, progettata dai ricercatori del Museo di storia naturale dell'Università di Firenze, ora in vendita su «e.bay» tra i 25 e i 30 euro. Facilmente recuperabili con il risparmio di insetticida, visto che ogni «topo alato» si pappa dalle 1.500 alle 2.000 zanzare in una sola notte.
I primi a credere nella «batbox» sono stati nel 2006 i dirigenti delle catena di supermercati coop di Firenze. Anche se all'inizio si è tratto più che altro di una lodevole campagna a favore di questi piccoli mammiferi notturni, descritti «efficienti e innocui alleati nella lotta biologica alle zanzare e agli insetti dannosi per le colture, a rischio d'estinzione per l'inquinamento e la crescente urbanizzazione delle campagne». Dalle 10 casette sperimentali allestite il primo anno, alle 220 nel secondo anno, poi le 2.000 vendute nel 2008 per arrivare all 4.400 dell'anno scorso.
Frutto della ricerca di un gruppo di ricercatori del Museo di storia naturale dell'Università di Firenze, sezione di Zoologia «La Specola», le «batbox» sono delle piccole cassette di legno che, posizionate in modo adeguato su alberi o pareti delle case, possono offrire un rifugio ai pippipistrelli.
«Un pipistrello aiuta la biodiversità, non è velenoso, non si impiglia nei capelli, non è assetato di sangue. Questi e tutti gli altri luoghi comuni, sono solo frutto di persone che ignorano la vera natura di questi piccoli mammiferi». Queste le parole di Massimo, uno dei più apprezzati venditori on line di «bat box». E il giro d'affari sta già decollando: se ne vendono 200-250 al mese e tra i clienti ci sono anche altri piccoli comuni come Godega e associazioni ambientaliste.
«L'efficacia delle "bat box" dipende in larga misura da dove e come vengono installate. Quelle situate in luoghi freschi sono preferite dai maschi mentre quelle calde, meglio se esposte a sud-ovest, sono preferite dalle femmine adulte». Puntualizza Paolo Agnelli, ricercatore alla «Specola», uno degli inventori della casetta. Lo zoologo fornisce poi tutte le istruzioni per l'uso. Come montarle ad almeno 4 metri, al riparo dai predatori, su superfici di metallo e protette forti luminose durante la notte. Si possono installare in qualsiasi periodo dell'anno, ma sarà più facile trovare un inquilino all'inizio della primavera. Infatti l'attività dei pipistrelli è legata alle stagioni: d'inverno tutti i pipistrelli vanno in letargo in luoghi freddi e termicamente stabili come grotte e cantine, mentre a primavera inoltrata e in estate, prediligono anfratti naturali tra gli alberi. Ma troveranno accoglienti anche le casette.
«È bene sottolineare - precisa l'esperto- che sono sempre i pipistrelli a scegliere il loro rifugio e non è proprio possibile trasferirli forzatamente nelle "batbox". Pratica per altro vietata dalla legge. Abbiamo approfittato dell'interesse delle persone ad avere un pipistrello contro le zanzare per rilanciare l'immagine di questo mammifero. In Italia ne esistono 33 specie, alcune in via di estinzione a causa dell'inquinamento e della mancanza di luoghi idonei dove rifugiarsi» conclude Palo Agnelli.
Ma adesso ci sono le «batbox», salvano i pipistrelli dall'estinzione e l'ambiente dall'inquinamento. E fanno risparmiare su piastrine, zampironi, spray, zanzariere e ammazza zanzare elettriche. Vuoi mettere.
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