Comune «Nei centri estivi accogliere bimbi clandestini è discriminare gli italiani»

Accogliere nei centri estivi figli di immigrati clandestini significa discriminare alla rovescia i bambini italiani. Così il Comune si è difeso davanti al giudice, discutendo del ricorso di una badante ecuadoriana irregolare che si era vista rifiutare il centro estivo per il suo bimbo. Il giudice Filippo D’Aquino ha ribadito, invece, che è «discriminatorio il comportamento del Comune» e con il nuovo decreto ha confermato il provvedimento con cui il 2 luglio aveva ordinato al Comune di iscrivere il bambino. Il Comune, invece, ha ricordato che i servizi estivi per l’infanzia non rientrano nell’istruzione obbligatoria che vale invece anche per i figli dei clandestini. La sentenza è attesa dopo l’estate, ma il giudice ha ribadito che i centri estivi sono a tutti gli effetti un prolungamento della scuola dell’obbligo.

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