La Consob chiede un risarcimento

Un risarcimento per lesione dell’integrità del mercato. È quanto ha richiesto il legale della Consob, l’avvocato Francesco Amico, nel corso del processo Ifil-Exor per l’equity swap, ripreso ieri a Torino. La Consob, parte civile, ha richiesto un risarcimento di 34 mila euro, una richiesta che andrà in compensazione rispetto all’oblazione già pagata precedentemente dall’Ifil alla stessa Consob per un importo di 6,3 milioni. Dovrà essere invece stabilita dal giudice l’entità di un ulteriore risarcimento chiesto da Consob per le spese sostenute per l’impegno delle risorse umane dell’ufficio insider trading, a seguito dell’istruttoria avviata nel 2005 nei confronti di Ifil. La Consob, infatti, contesta a Exor di aver violato gli obblighi di trasparenza nei confronti del mercato.
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