«Così bella così dolce», la cinepresa di Bresson sulle visioni di Fedor

Cinque pellicole in tutto, cinque «chicche» sono in programma allo Spazio Oberdan fino a venerdì prossimo, e mettono in luce l’attrazione fatale esercitata da Fëdor Dostoevskij sul cinema del secondo Novecento. Due le pellicole del più dostoevskijano tra i registi francesi, Robert Bresson: «Così bella, così dolce» del 1969, interpretato da una ancora quasi sconosciuta Dominique Sanda, e «Quattro notti di un sognatore» del 1971. Il grande Luchino Visconti firma «Le notti bianche» (1957), una delle più intense prove d’attore di Marcello Mastroianni, e un ventenne Bernardo Bertolucci «Partner» (1968). Del ’51 è invece la versione giapponese del celebre romanzo «L’Idiota» girata impeccabilmente dal regista Akira Kurosawa.

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