Così è morta Marta Russo

L’assurdo delitto di ieri richiama alla memoria il caso Marta Russo. La giovane che studiava Giurisprudenza presso La Sapienza di Roma, venne uccisa, il 9 maggio 1997, da un colpo di pistola mentre si trovava all’interno dell’università, in un vialetto situato tra le facoltà di Scienze statistiche, Giurisprudenza e Scienze politiche. Aveva 22 anni. Il suo omicidio fu negli anni seguenti al centro di un complesso e lungo iter giudiziario, che portò alla condanna in via definitiva, il 15 dicembre del 2003, di due assistenti universitari, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, rispettivamente a 5 anni e 4 mesi per omicidio colposo e a 4 anni e 2 mesi per favoreggiamento.
Dodici anni dopo quel tragico 9 maggio la verità non è ancora stata completamente accertata: la verità processuale - dopo 71 udienze, quasi 15mila pagine di atti e verbali, trenta magistrati e tre sentenze annullate - parla di due assassini, ma Scattone e Ferraro si sono sempre detti innocenti.