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Cronaca giudiziaria

“È Mussari il mandante dell’omicidio di David Rossi”

Giletti brucia il nome che oggi farà Vinci (Fdi) nella commissione d’inchiesta

Siena indaga, ma Mps ha già transato col fisco

«Io non scappo, querelo». L’ex numero uno di Abi e Mps Giuseppe Mussari non ci sta a passare come il presunto mandante dell’aggressione fatale a David Rossi, come risulterebbe dai verbali che il presidente dell’omonima commissione Gianluca Vinci, che indaga sulla morte del manager volato dal suo ufficio il 6 marzo 2013, avrebbe raccolto e depositato venerdì in commissione. «Sappiamo chi sono mandanti ed esecutori di una intimidazione finita male», aveva detto sabato Vinci a Tg1 e Tg5. È stato Massimo Giletti a rivelare con largo anticipo il nome di Mussari, in Mps dal 2006 al 2012, in un post su Instagram che lancia la sua trasmissione di stasera Lo Stato delle cose. Inseguito da un suo cronista qualche giorno fa, Mussari aveva prima replicato «non avete un briciolo di umanità», poi aveva deciso non di scappare dalle domande ma di non commentare più la vicenda dell’amico fraterno.

Ieri l’annuncio della querela. «Ho solo anticipato il nome che Vinci farà oggi», sibila Giletti. Prima che la palla passi alla magistratura per accertare le responsabilità, valutare l’attendibilità delle dichiarazioni e l’eventuale utilizzabilità, bisogna tornare al contesto in cui la strana morte di Rossi maturava: l’operazione Antonveneta che avrebbe drenato 9 miliardi, le speculazioni sui derivati Alexandria, Santorini e Fresh «per occultare i contratti e falsare i bilanci», diranno i pm smentiti dalle sentenze, le dimissioni di Mussari dall’Abi il 23 gennaio 2013 con i magistrati nella sede di Mps a spulciare le carte anche a casa sua. Il 4 marzo Rossi scrive all’ad Fabrizio Viola di voler parlare ai magistrati, forse era davvero al corrente di qualcosa che avrebbe potuto inguaiare l’amico, uscito pulito dal quasi crac? A fare il nome di Mussari, secondo le indiscrezioni, sarebbe stato un personaggio in odore di ‘ndrangheta a cui Mussari avrebbe chiesto di «spaventare» Rossi per non farlo parlare di qualcosa. In effetti l’allora manager Mps era nervoso ma non pensava al suicidio, come sostiene da sempre la compagna Antonella Tognazzi e la figlia Carolina Orlandi.

E i due, tre aggressori che l’avrebbero picchiato prima di appenderlo per la finestra e farlo cadere? Ch c’era tra le persone presenti nel vicolo di Monte Pio e che secondo i Ris avrebbero impedito di soccorrere un Rossi agonizzante? A fare questi nomi sarebbe un testimone oculare dell’aggressione, descritta come dicono i Ris e come aveva detto una perizia del 2017 voluta dal legale della famiglia Rossi, Carmelo Miceli. La pista porta alle sponsorizzazioni - tagliati da 50 a 40 milioni - e a Viadana, nella banca usata dai boss del clan Grande Aracri per riciclare denaro e portare valigette farcite di contanti da e verso Roma. Nel marzo 2018 il legale di Mussari, l’ex parlamentare azzurro Giancarlo Pittelli condannato per ‘ndrangheta in appello, intercettato con il suo amico Guido Contestabile dal Ros dice che Rossi «non è stato ucciso», poi negherà. Sulla vicenda indagano tre Dda (Bologna, Firenze e Brescia) e Siena, ferma ancora a un’ipotesi suicidio ormai fantasiosa.

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