Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:40
Cronaca giudiziaria

Garlasco, un suicidio diventa un altro omicidio

Il pensionato trovato morto nel 2010 (e vicino di Sempio) forse eliminato perché aveva visto qualcosa

Inchiesta Garlasco, a una settimana dalla verità

E ora anche lo strano suicidio del meccanico di Garlasco diventa un caso di omicidio. Chiuso il fascicolo sul delitto di Chiara Poggi, per cui Andrea Sempio potrebbe andare a processo, ora la Procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, ha deciso di aprire un’inchiesta sulla controversa morte di Giovanni Ferri, il pensionato 88enne trovato con la gola e i polsi tagliati in un’intercapedine di 50 centimetri in via del Mulino, il 22 novembre 2010. La sua fine era stata catalogata in fretta e furia come un suicidio, uno dei tanti che hanno funestato Garlasco negli anni successivi all’assassinio di Chiara Poggi, ma ora il fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizza l’omicidio volontario. La svolta è arrivata nel settembre scorso, quando la vedova di Ferri, Gabriella Canti, ha dato mandato all’avvocato Fabrizio Gallo di cercare la verità sulla terribile fine del marito, anche alla luce di un possibile collegamento con l’omicidio di Chiara. Ferri, che all’epoca era vicino di casa di Sempio, secondo qualcuno potrebbe aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, per questo sarebbe stato ucciso. Solo alcune delle tante voci e suggestioni che ruotano attorno alla Twin Peaks della Lomellina, rafforzate però dalle incongruenze con il suicidio riscontrate sulla scena del ritrovamento dell’uomo, visto che il pensionato si sarebbe tagliato gola e polsi (non si sa in che ordine) e che non ci siano schizzi di sangue sul muro o a terra, come se il corpo non si trovasse lì al momento in cui si sarebbe inferto le ferite mortali.Inoltre la vittima aveva il coltello adagiato sulla mano e vicino al corpo c’erano fazzoletti sporchi di sangue. Anche i verbali dei carabinieri di Vigevano, comandati da quel Gennaro Cassese che fu capo della prima indagine su Garlasco, presentano non solo una serie di incoerenze, ma erano introvabili. Perché quando a settembre l’avvocato Gallo si era recato in Procura per chiedere il fascicolo al fine di effettuare le indagini difensive, alcuni atti erano spariti, al punto che il procuratore ha dovuto ordinare la ricostituzione del fascicolo, pescando le carte tra i comandi dei carabinieri e l’istituto di medicina legale. A effettuare l’ispezione cadaverica era stato lo stesso Marco Ballardini che fece l’autopsia a Chiara Poggi. E dagli atti è emersa ancora un’altra stranezza: il caso Ferri non era stato catalogato e chiuso come suicidio, bensì come omicidio colposo. Un rebus che si aggiunge agli strani suicidi di Garlasco. Il medico della mutua di Ferri, Corrado Cavallini, trovato cadavere nella sua casa di Vigevano il 24 marzo 2012: si sarebbe tolto la vita iniettandosi una sostanza letale in vena. Uno dei più cari amici di Sempio, Michele Bertani, si sarebbe impiccato stringendosi una corda al collo legata all’albero del suo giardino e fu trovato appeso con i piedi che toccavano terra, il 25 maggio 2016. Stesso scenario per l’altro amico di Sempio e Bertani, Sasha Pinna, impiccatosi il 2 aprile 2014. Misteri e suggestioni, ma su Ferri il caso è riaperto per omicidio volontario.

Commenti