La pena dell’ergastolo. L’ha chiesta ieri il pm Alessia Menegazzo nel processo per omicidio a carico di Pablo Gonzalez Rivas. Il 50enne risponde davanti alla Corte d’assise dell’assassinio della compagna, Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, 40 anni. Il delitto è avvenuto nell’appartamento della coppia alla Bicocca nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025. Il corpo della donna salvadoregna, che lavorava come baby sitter, venne ritrovato dopo oltre un mese chiuso in una valigia poi gettata dall’imputato nel fiume Adda.
Gonzalez è accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. In aula, accanto al pm titolare dell’inchiesta, c’era Letizia Mannella, pm responsabile del pool che si occupa anche di famminicidi. «È stato appurato con certezza assoluta», ha detto Menegazzo nella requisitoria, che l’imputato abbia colpito la compagna «alla tempia e poi strangolata. Non siamo di fronte all’esito imprevedibile di un gioco erotico», come ha sostenuto l’uomo, «ma a un omicidio volontario seguito a un’attività di depistaggio». E nel proporre la condanna al carcere a vita il pm ha aggiunto: «Siamo davanti a una vita stroncata per il futile disegno di cambiare compagna». L’inchiesta ha accertato, anche con le analisi di chat, che Gonzalez Rivas aveva una relazione parallela e che aveva comprato un biglietto aereo per far arrivare da El Salvador l’amante, per farla vivere nella casa di piazza dei Daini al posto di Nataly, che quindi era diventata «di troppo».
All’udienza erano presenti, come sempre, le amiche della vittima. Così il legale di parte civile, l’avvocato Nicodemo Gentile: «Questo è un femminicidio da lupara rosa, perché i cadaveri li fanno sparire i mafiosi. Nataly era una persona perbene, meritava tanta attenzione... Qui c’è un uomo che uccide, perché lei non risponde più alle sue aspettative. Perché è diventata ingombrante per un bulimico relazionale, che cambiava continuamente donna e che ha buttato via Nataly come un rifiuto». Domani parlerà la difesa e poi si attende la sentenza della Corte presieduta dal giudice Antonella Bertoja,
